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Compiz vs Beryl: #4 questione d’immagine

Disclaimer al contrario: quanto segue non sono mie opinioni personali, ma fatti oggettivi e inconfutabili per chiunque dotato di buon gusto (e grazie a Madre Natura siamo in numero abbastanza alto qui dentro)

Gironzolando tra i link in entrata di Pollycoke (ossia risalendo ai siti che linkano ai miei post) mi sono imbattuto in un blog di un utente Apple, che fa una piccola comparazione delle interfacce tridimensionali attualmente disponibili o in via di sviluppo per i principali sistemi operativi.

Nell’articolo vengono mosse critiche abbastanza sensate e condivisibili ad Aero, la nuova interfaccia di M$ “finestra con Vista su macosx” in cui si dichiara totalmente inutile l’esistenza stessa di alcuni effetti che servono solo a sbalordire. Ovviamente viene, e a ragione, esaltata l’interfaccia di OSX come esempio di eccellenza in cui ogni effetto non ha una stupida valenza ludica ma serve a qualcosa

A noi però interessa l’ultimo termine di paragone: Linux! Qui sono dolori… Ecco le parole del blogger in questione, che scrive cose come questa:

Nella folle rincorsa al “bello”, spesso si finisce per peccare di tracotanza, creando effetti e “funzioni” decisamente inessenziali e spesso pacchiane. È questo (secondo me) l’effetto che si può ottenere utilizzando male gli strumenti offerti da software invece molto interessanti, quali Compiz e Beryl. La strada è, secondo me, quella giusta, salvo poi cadere per marchiane esagerazioni.

Non sapevo esistesse l’aggettivo “marchiano”, cmq suona bene e soprattutto rende l’idea che ho cercato di esprimere in diverse occasioni, e cioè che a causa di qualche sviluppatore con un senso del cattivo gusto molto accentuato, stiamo diffondendo di noi un’immagine sbagliata.

Giusto per capirci, secondo me già l’effetto wobbly (finestre gelatinose) originale di Compiz è pericolosamente vicino alla soglia del cattivo gusto, e si salva solo perché stranamente non stanca, anche dopo mesi di utilizzo, dovrebbe solo essere un po’ razionalizzato per evitare ad esempio eccessive deformazioni nelle finestre più piccole. In ogni caso ecco il post originale.

Le “marchiane esagerazioni” di Beryl sono purtroppo un dato di fatto. Su internet si possono vedere molti esempi di cosa intendo per immagine sbagliata: come in esempio#1 ed esempio#2, ma se avete un po’ di tempo vi propongo di verificare voi stessi: cercate le parole chiave linux, macosx e vista su motori di ricerca per immagini e video e tirate le vostre conclusioni… al 99% la reazione sarà:

* wow, m’intriga
* ehi ma questi hanno copiato
* oddio devo vomitare

Scoprite voi a quale OS è riferita ciascuna delle immaginarie reazioni appena trascritte. Il problema è che la rete è ormai ingolfata di video vomitevoli di Beryl che viene presentato spesso come “interfaccia grafica di Linux” così quando si tratta di Linux ormai in molti lo associano immediatamente a Beryl, e quindi con le brutture che i suoi utenti mettono in giro quasi vantandosene

Ma Linux non è Beryl! Beryl è solo un hobby domenicale per qualche individuo con problemi di ego, che invece di contribuire a Compiz ha preferito fare un fork per poi limitarsi a sviluppare solo plugin stupidi e inutili, importando periodicamente le funzioni principali da Compiz e spacciandole come “Beryl”

Mi rivolgo agli sviluppatori e utenti di Beryl: ecco che idea si stanno facendo gli utenti di altri sistemi operativi che vedono il frutto del vostro “lavoro”. Non sarebbe il caso di finirla di sputtanare l’immagine di Linux con le queste assurdità?

Io mi dissocio del tutto e cerco di ripetere più spesso possibile: Beryl è solo una scopiazzatura mal riuscita di Compiz, con pesanti disfunzioni ormonali, e che degrada la qualità di *tutto* l’ambiente grafico. Beryl non aggiunge nessuna nuova funzionalità al progetto originale, Compiz, dal quale si continua a prelevare codice cercando di nasconderne la provenienza.

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