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Ubuntu Feisty importerà automaticamente le impostazioni di Windows (e non solo)

Ubuntu Feisty sta guadagnando consensi da tutte le parti. Ogni singola opinione finora letta è entusiastica e posso ben capirlo: stiamo parlando del top di quanto può offrirci Linux su desktop. A qualcuno potrà legittimamente non piacere, ma io sono concorde con tutte le recensioni positive. Ecco un altro motivo per essere ottimisti:

Il nuovo Migration Assistant permette ad ogni nuova installazione di Ubuntu di importare impostazioni “rilevanti”, documenti e preferiti da eventuali altri sistemi operativi installati sullo stesso computer. Ciò si presta a molteplici letture, non tutte completamente condivisibili.


Voglio subito sottolineare che io sono completamente favorevole ad una cosa del genere, perché riesco ancora adesso ad immedesimarmi nel modo di pensare e agire del tipico utente che scopre Linux per la prima volta, ricordo ancora bene le mie insicurezze di quando ho lasciato l’ambiente winzoz, che era a suo modo rassicurante perché conosciuto.

Per questo motivo, pur non avendo più installato il “sistema operativo da perdenti” (cit. self) ormai da un po’, pur non avendo la minima curiosità a provare niente che da lì provenga, considero la possibilità di ricreare il proprio ambiente una preziosa occasione per attirare qualche utente in più verso il pinguino. Adesso vi mostro un’immagine forte, che potrebbe essere poco adatta ad un pubblico sensibile:


Lo so, scempi del genere non dovrebbero mai succedere…

Come potete notare dall’immagine (chiedo scusa ai lettori più giovani per la sua crudezza), quello è il desktop di Ubuntu dopo il trattamento con Migration Assistant, già impostato per ricordare un po’ l’ambiente dal quale si proviene. Le impostazioni grafiche copiate si limitano (per adesso?) allo sfondo, il resto rimane tutto completamente uguale ad una installazione standard di Ubuntu.

A livello funzionale credo che la cosa più notevole per adesso sia l’importazione dei “Preferiti” di Internet Explorer, che permette di poter almeno navigare i siti abituali una volta impostata la connessione.


Le immagini derivano tutte da michaellarabel.com

Vedo un po’ controversa invece la decisione di importare documenti, immagini e musica, per almeno due motivi:

A parte i dubbi, tutte queste operazioni non sono niente di impossibile da compiere manualmente, anzi diciamo pure che sono tutte abbastanza banali, ma il punto non è questo: sicuramente la migrazione delle impostazioni da winzoz a Ubuntu è l’aspetto più “spettacolare” e appetibile, specialmente se in futuro verrà supportata l’importazione di impostazioni più “toste”, ma Migration Assistant supporta anche l’importazione da altre distribuzioni Linux.

Il punto, espresso con dovizia di particolari interessanti nella pagina wiki di MigrationAssistance, è fornire un sistema completo e definitivo per rendere più operativa possibile una nuova installazione di Ubuntu, recuperando documenti, musica, immagini, impostazioni e perfino utenti da altre installazioni di Linux (sarebbe interessante il supporto ad altri unix-like, tipo MacOSX) e – perché no – da winzoz.

…direi che di fronte a queste possibilità possiamo anche tapparci il naso, no? :)

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