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Debian e Ubuntu? Ubuntu è Debian!

Questa è solo l’ultima in ordine cronologico:

ubuntu_parasitism.png

Non è esattamente la prima volta che mi capita di riportare scaramucce da parte di sviluppatori Debian nei confronti del team Ubuntu.


Spiego in breve (il grafico è stato disegnato veramente coi piedi): il messaggio sarebbe lo stesso di sempre: che i pacchetti sorgente completi di modifiche, adattamenti e revisioni varie, da Debian vengono importati in Ubuntu, ove¹ sono ulteriormente modificati dal team di Ubuntu, che però arrivati “a stubuntu” non rispedirebbe le modifiche a Debian.

Io non voglio davvero entrare nella stupida polemica², prima di tutto perché amo Debian e Ubuntu dello stesso amore incondizionato che riservo a tutte le cose che sento mie, e poi perché non sono in contatto con nessuno sviluppatore coinvolto in grado di fornire una risposta definitiva, anche perché ho il forte sospetto che tale risposta non esista!

Lascio stare dunque il fatto che le patch di Ubuntu sono comunque liberamente disponibili a chiunque sia interessato, in archive.ubuntu.com: ci deve sicuramente essere una procedura ben più assurda del semplice “wget nomepatch” per sistemare il tutto. Lascio stare il fatto che ci sono migliaia di distribuzioni di Debian che si comportano in maniera simile senza che si armi tutto questo casino… e lascio stare anche il fatto che alcune patch Ubuntu è meglio che non le importino :D

Un aspetto però non mi va giù e non lo lascio correre, perché spero che nessuno mai lo dimentichi (e perché assistiamo già a fin troppe divisioni assurde): Ubuntu è Debian.


[¹] Sì, sono un fottuto poeta
[²] Uh, invece mi sa che l’ho appena fatto

62 commenti

  1. ZeL

    La prima volta che mi sono avvicinato a linux per motivi universitari installai una mandrake (la 8 se non ricoro male) perhè chiedendo ad alcuni veterani dell’argomento rispondevano: “una tra le migliori è la Debian ma lascia stare se sei nuovo non fa per te!”. Paura!
    Oggi tutta un’altra storia: Ubuntu è, imho, una delle distribuzioni ideali per iniziare e come dice felibe Ubuntu è Debian! Giubilo[1]!

    [1] Sono un poeta anch’io??

  2. MarGNU

    Tutto ciò è molto freudiano… E forse converrebe ricordare che Ubuntu è Debian ma non è SOLO Debian… A questo stadio sono due cose diverse, per quanto possano esserlo due distribuzioni =D

  3. Ecas

    Eh vabbeh un sacco di distribuzioni prelevano sorgenti li patchano e poi non restituiscono esplicitamente le patch dove sono andati a prelevarli…ah l’hai scritto :)

  4. Andrea L.

    :)

    Flame mode on
    Hai mai sentito uno sviluppatore lamentarsi perchè un DD patchava un programma e poi non spediva la patch upstream?
    Ubuntu _non_ è Debian.
    Flame mode off

  5. GNAM

    I debianisti scelgono le licenze LIBERE e poi si lamentano se vengono sfruttati.

    BOH, non credo che i debianisti abbiano diritto di chiedere alcunché a Canonical,
    anzi, se UNA SOLA patch fosse arrivata da ubuntu a debian,
    i debianisti devono solo ringraziare.

  6. Anonimo

    Ubuntu è una distro derivata da debian… ci sarà un motivo se DELL ha deciso di vendere i suoi prodotti con ubuntu anzichè debian…io amo ubuntu e sto avvicinandomi alla debian più per curiosità che per altro. Ubuntu la trovo solo più supportata da una comunità internazionale. se ho bisogno dirisolvere un problema in cinque minuti trovo tutte le risposte del caso.

  7. reload

    Si sei un poeta anche tu ma non vedo cosa c’entri il commento con l’argomento :D

    A me sembra una polemica un po così…. In fondo le patch sono aperte anche loro quindi arrivano anche ai dev debian. Quindi mi sorge spontaneo chiedermi che cosa voglia dire il grafico! La freccia di destra che TORNA all’ubuntu source package in realtà dovrebbe avere una “sottofreccia” che sparge il verbo :)
    A me i bug report non sembrano cosi chiusi, come anche le soluzioni

  8. MarGNU

    Bah! Te c’Hai proprio ragione GNAM. Al diavolo questi quattro freakkettoni che invece di lavorare e farsi pagare fanno le cose per tutti, che poi, dhè, se gliele rubano è giusto, dhè, mica tutti siamo coglioni come loro, dhè… :)

    Nota: ricordarsi di lasciar perdere i troll

  9. Anonimo

    La comunità open è sempre più demoralizzante… poi ci si chiede perchè linux non si afferma..

  10. polypus

    Credo che Ubuntu tema che un altra distribuzione Debian-based finisca sui portatili Dell per merito delle patch eseguite sulle patch Ubuntu eseguite sui sorgenti Debianti, obiettivamente è uno strato in più che permette di rendere il prodotto potenzialmente superiore e rubare utenze e popolarità che sono ad ogni modo profitti nell’assistenza ecc..secondo voi?

  11. Andrea L.

    @polypus
    Beh, se è così ubuntu ha uno strano concetto di open source. Prendo quel che posso e faccio lo gnorri? Per quanto lecito è un comportamento molto discutibile imho.

    @tutti
    Ma secondo voi il “team” di sviluppo di tracker (o un altro programma a caso, poteva essere piviti, brasero, deluge) fa un giro una volta alla settimana per i BTS di PCLinuxOS, Ubuntu, openSuse, Red Hat, Debian, Mandriva, Knoppix, Morphix, Fedora, Sabayon, Slackware, Zenwalk, Gentoo, Puppy, Arch, Freespire, Foresight per vedere se ci sono patch significative?!? Lol

    Ah, gli sviluppatori del kernel (Torvalds per primo) a turno fanno un giro per i BTS delle sopra citate distro per vedere se ci sono patch interessanti? Rotfl

  12. aldeby

    Ubuntu è Debian, e ne sono orgoglioso.
    Prima di passare ad Ubunut utilizzavo Debian sia per pc server che per pc desktop, però era decisamente meno user friendly di Ubuntu sui secondi!!

    Il desktop era un’accozzaglia di programmi ed applet con poca coerenza, ora il team di Ubuntu ha infuso a tutto ciò quell’armonia che un desktop deve avere per essere gradibile e gradito.

  13. windowsconvinto

    cosa impedisce a canonical di fare le stessa mossa di Novell?
    a pensar male ….lo so, lo so

  14. DktrKranz

    Ho visto in diretta questa immagine su IRC, la quale ha provocato l’insorgere di parole offensive nei miei confronti (cit. “merdoso sviluppatore di ubuntu”). Ma tralasciamo …

    Ho la fortuna di essere coinvolto sia nello sviluppo di Ubuntu che in quello di Debian (dove mantengo tre pacchetti), quindi le logiche alla base delle due distribuzioni mi sono note. In quell’immagine ci sono tre inesattezze. Le commento “brevemente”:

    1) “il quale è caricato su Ubuntu da qualcuno per produrre…”: l’85% dei pacchetti sorgenti presenti in Ubuntu sono gli stessi (medesimo hash md5) di quelli presenti in Debian, all’apertura del nuovo ciclo di sviluppo, katie (uno script della suite dak) effettua l’importazione automatica dei pacchetti non modificati da Ubuntu (ripeto, l’85%), il resto viene gestito manualmente dai contributori attraverso Merge-O-Matic (http://merges.ubuntu.com). In breve: nella stragrande maggioranza dei pacchetti, Ubuntu è identica a Debian a livello di pacchetti sorgente.

    2) “genera nuovi bug per Ubuntu”: siccome l’85% dei pacchetti è identico, un bug riportato in Launchpad per Ubuntu è, nella stragrande maggioranza dei casi, applicabile a Debian. Se così non fosse, per quale motivo alcuni Debian Developer sono bug contact per i propri pacchetti anche su Launchpad? Mi viene in mente Arnaud Quette, con il quale ho lavorato per la risoluzione di alcuni bug relativi ai suoi pacchetti, ma non è l’unico.

    3) “le patch in questione sono applicate a -> ai pacchetti di Ubuntu”: le patch di Ubuntu non sono scaricabili con un wget nomepatch, bensì attraverso due tool molto potenti: http://patches.ubuntu.com, il quale contiene TUTTE le patch applicate per QUALSIASI pacchetto di Ubuntu modificato. Posso capire che chi non conosca l’infrastruttura di Ubuntu non sia a conoscenza di questo servizio, ma ogni maintainer Debian DEVE conoscere il servizio Quality Assurance, il quale riporta le informazioni per ogni singolo pacchetto. Prendiamo per esempio uno dei miei, http://packages.qa.debian.org/o/oggconvert.html: come potete vedere, sulla sinistra c’è una casellina chiamata Patches, la quale punta alla patch presente su patches.ubuntu.com, in modo che sia visibile ad OGNI maintainer, e questa casella è presente per OGNI patch resa disponibile da Ubuntu. Gli sviluppatori di Ubuntu non comunicano molto spesso le patch a Debian, ma esiste uno strumento che lo fa in automatico, ma nessuno ne parla (o ne vuol parlare).

    Tornando al perchè Ubuntu modifichi i pacchetti senza trasmettere le modifiche…vi siete mai chiesti perchè Sébastien Bacher, lo sviluppatore che segue GNOME sia per Ubuntu che per Debian non effettua l’upload per entrambe le distribuzioni, limitandosi invece solo a Ubuntu? Forse perchè la policy e le linee guida dello sviluppo di Debian lo consentono solo a tempo debito…ma nessuno ne vuol parlare. In tutta questa situazione, non è Ubuntu che fa la parte del cattivo e Debian la vittima. Non ci sono vittime, solo un cattivo: la non conoscenza.

    Saluti da un “merdoso sviluppatore di Ubuntu”

  15. Sk-etch

    ma come fa un padre, anzi un nonno a pretendere che il figlio restituisca la rendita dalle propietà che gli ha trasmesso? :°D

  16. felipe

    @DktrKranz:
    Prezioso, come sempre. Buon lavoro con la tua (doppia, non lo sapevo!) maintainership e ignora il resto: immagino tu sappia già come comportarsi con i sig. testina ;)

  17. DktrKranz

    @felipe:
    “testina” è stato lo stesso commento che ha usato Enrico Zini (Debian Developer) per definire i soggetti del “merdoso”…hai conoscenze importanti :)

  18. Ikitt

    Io invece ne conosco di sviluppatori che si lamentano perche` le patch delle distro non vanno upstream (e per dirla tutta gentoo e` una delle piu` collaborative in tal senso, altre distro… meno).
    Ma questo e` un’altro flame :P

  19. Andrea L.

    @DktrKranz
    Scusa, ma anche Pierre Habouzit, autore del post linkato da felipe, rientra nella categoria dei “non conoscenti”? Afaik tutta la questione è nata e mossa da DD: penso che loro ne sappiano qualcosa di come funzionano i rapporti tra debian e ubuntu.

    Poi, ovviamente, ci sono casi in cui c’è collaborazione tra DD e mantainer ubuntu, ma da qua a dire che tra debian e ubuntu è tutto rose e fiori imho ce ne passa di acqua sotto i ponti.

  20. roccoo

    mah…io proprio non capisco, qui si parla di open source, se ubuntu vuole i pacchetti debian se li può prendere senza problemi e se debian vuole le patch di ubuntu se le può benissimo prendere… quello di cui parlano sono questioni etiche sul “questo l’ho fatto io tu hai solo aggiunto qualcosina”

  21. felipe

    @paolino:
    Apprezzo lo sforzo ma quel paragone è una vaccata immane, non ha alcuna coerenza nemmeno con se stesso in alcuni punti :)

  22. Andrea L.

    @paolino
    Già debian stable viene accusata di aver software “vecchio”, se poi tu linki un confronto con una _oldstable_… ;)

  23. Ecas

    @ DktrKranz

    Offese di questo tipo sono solo sinonimo di ignoranza e imbecillità. E lo sai che la mamma degli imbecilli è sempre incinta.

    Quello che dici non fa una piega, la diatriba generata da quell’immagine non ha alcun senso quindi continua così e non curarti di certa gente..

    Da utilizzatore convinto di Ubuntu non posso che ringraziarti per il tuo lavoro di mantainer. Beh, grazie e continua così ;-)

  24. DktrKranz

    @Andrea L.
    Lungi da me dal pensare che un DD sia ignorante…lo sono io se paragonato a essi, ancora di più se paragonato a madcoder.

    Quello che voglio dire è che nessuno parla di cosa Ubuntu/Canonical ha fatto per Debian, anche delle cose minime come l’integrazione con la piattaforma QA. La polemica è assurda per il semplice fatto che mai nessuno si è lamentato di Knoppix, Mepis, Linspire, eccetera per questo motivo, ma sembra sia un attacco rivolto alla popolarità che riscuote Ubuntu.

    Essendo maintainer, è positivo che il bacino di utenza potenziale per i miei pacchetti sia molto più vasto sommando gli utenti di Ubuntu e Debian, e lo sarei ancora di più se altre distribuzioni Debian-based adottassero un sistema di tracciamento delle patch pari a quello realizzato da Canonical e Debian. Perchè diciamocelo…se una derivata di Debian applica una patch a un mio pacchetto, io non ho modo di controllare se non analizzare di volta in volta decine di pacchetti.

    Se è l’invidia, la rabbia o l’orgoglio a muovere queste critiche, forse è meglio che tutti facciano un esame di coscienza e inizino a proporre soluzioni invece che puntare un dito contro chi ha avuto più successo di altri. La porta è aperta a tutti.

  25. blackout

    @DktrKranz:

    passa avanti e non ti curar di loro
    purtroppo anche nelle famiglie piu benestanti e solide c’e’ sempre il solito coglione di turno

    grazie x il lavoro che fai..

  26. Pizzaman

    certo, patches.ubuntu.com è uno strumento *FONDAMENTALE* … fondamentale per ottenere un debdiff NON documentato e fondamentalmente nel 90% dei casi, visto che spesso e volentieri i debdiff sfiorano il mega e contengono cambiamenti stupidi come il diff tra i files dentro debian/.

    quindi, smettiamola di dire che ubuntu contribuisce a debian, NON lo fa e quando lo fa lo fa in maniera poco utile (chi si legge patch che spesso e volentieri superano il mega piene di cose fondamentalmente inutili?)
    La verità è che Debian fornisce *SEMPRE* agli upstream patch *SINGOLE* e *DOCUMENTATE* ubuntu non l’ha mai fatto e continua a non farlo, nonostante dicano il contrario.
    E se uno come Pierre Habouzit (e non solo lui, sono in *TANTI* a dirlo da *TANTO* tempo, Martin Krafft è uno di quelli) significa che quel grafico rappresenta la realtà.
    (per la cronaca le patch per kde(base|pim|libs) sfiorano, e spesso superano, i 10 mega, voglio vedere qualsiasi sviluppatore ubuntu gestirsi DIECI MEGA di patch…)

  27. _theMajor

    @Pizzaman

    Nooooooooooo!! Ma sei proprio tu??

    Il vero PIZZAMAN the original??

    Bwuaaaaaaaaaaaaaa Bwuaaaaaaaaaaaaaa!!!! :D

  28. LK

    Pur non avendo ancora instalato Debian riconosco che Debian ha un contratto sociale favoloso, oltre al GPL il contratto sociale di Debian aggiunge 2 elementi:

    1) Debian deve permettere l’istallazione di software proprietario (cioà il software è libero ma non si deve impedire ‘istallazione di software proprietario a chi lo vuole)

    2) Tutte le patch ed i miglioramenti devono essere mandati in upstream ai precedenti sviluppatori. Quindi uno sviluppatore debian che lavori ad esempio su Gnome o Openoffice al’interno della propria distribuzione DEVE mandare le patch agli sviluppatori di questi pacchetti perchè tutti godano dei miglioramenti, non solo Debian.
    Purtroppo questa regola non è seguita da tutti gli sviluppatori e spiega anche in parte l’acidità degli sviluppatori Debian rispetto ad altre distribuzioni che invece non fanno questo costringendo a “reinventare la ruota”, senza per questo togliere niente ad Ubuntu

  29. Anonimo

    @felipe
    Ubuntu è Debian

    XD

    Ne dico una :
    – Debian adotta selinux
    – Ubuntu adotta Apparmor

    e non è una differenza da poco : selinux è integrato sia nel kernel che nelle applicazioni attraverso una libreria di sistema ( libselinux ) ; apparmor è integrato nel kernel e per intercettare gli eventi si affida a un demone che ha una sua parte in kernel space (kauditd) e una in userspace (auditd).

    Sembra una cosa da niente , ma in effetti i binari debian linkati a libselinux *non sono compatibili* con Ubuntu ;)

  30. andrea mariquelli

    a DktrKranz
    visto che sei sviluppatore di entrambe, secondo te
    è vero -come si sente dire – che debian è molto più stabile e ottimizzata
    di ubuntu?
    grazie!

  31. Andrea L.

    @DktrKranz
    Quoto Pizzaman nel dire che patches.ubuntu.com è un pò inutile. 2 stupidi esempi:
    http://patches.ubuntu.com/v/vlc/vlc_0.8.6.release.c-0ubuntu3.patch
    6.5M di patch _non_ commentata per vlc
    http://patches.ubuntu.com/v/vnc4/vnc4_4.1.1+xorg1.0.2-0ubuntu6.patch
    127M di patch _non_ commentata per vnc4

    Ora, chi non sa cosè una patch continui a dire “sono li, basta un wget”. Chi lo sa, tragga le proprie conclusioni.

    @LK
    Cito da: http://www.debian.org/social_contract.it.html
    “2. Renderemo alla Comunità Free Software
    Quando scriviamo nuovi componenti del sistema Debian, li rilasceremo con una licenza che rispetti le Debian Free Software Guidelines. Realizzeremo il sistema migliore che potremo, cosicché le opere libere siano usate e distribuite il più possibile. Comunicheremo cose come bug fix, migliorie e richieste degli utenti agli autori upstream delle opere incluse nel nostro sistema.”

    Ah, il contratto sociale debian, sua croce e delizia ;)

    @Anonimo 40
    Chi vivrà vedrà :)

  32. giovix

    Secondo me queste polemiche sono inutili e controproducenti, Ubuntu e Debian sono le facce della stessa medaglia, certo ci sono delle differenze però il rispetto e la collaborazione non dovrebbe mai venire meno.

    Ciao a tutti :))

  33. Emisca

    Un esempio pratico.. lirc, pacchetto orphaned in Debian (fermo alla versione 0.8.0), su ubuntu è aggiornato alla ultima versione (0.8.2, anche se è una minor release c’è almeno un anno di sviluppo in più sopra). Ho chiesto se potevo fare il porting del pacchetto nuovo partendo dai sorgenti del pacchetto ubuntu (http://bugs.debian.org/cgi-bin/bugreport.cgi?bug=364606).
    Cosa mi hanno risposto? Beh potete vedere anche voi, il nulla!!!
    Conclusione: siccome sono un utente abbastanza avanzato, me ne fotto delle loro guerre, uso il sistema di base che preferisco e mi ricompilo tutto quello che mi pare e piace (anche se questo comporta l’utilizzo di pacchetti sorgenti provenienti da ubuntu su debian e viceversa). Sono entrambe belle distribuzioni, ma hanno punti di vista abbastanza radicali, agli estremi opposti.

    Ciao!

  34. Blax

    A parte che Debian dovrebbe sentirsi orgogliosa del fatto che ubuntu ha tutto questo successo, anche grazie a loro (nessuno vieta a canonical di passare ad altre distro di riferimento….no?) visto che producono codice di qualità.
    -canonincal ha saputo venderlo meglio probabilmente-

    @”merdoso sviluppatore di ubuntu”
    grazie a te e tutti gli altri

  35. DktrKranz

    Piccola premessa. Gli sviluppatori di Ubuntu contribuiscono un pochino anche a Debian: http://lists.debian.org/debian-devel-changes/2007/10/msg00741.html. Fresco fresco di upload, sponsorizzato da un DD su #ubuntu-motu, della serie “siamo talmente in ansia per il rilascio di Gutsy che facciamo upload per Debian” :D

    @andrea mariquelli:
    Ubuntu altro non è che una unstable un po’ più testata, e quando viene rilasciata la versione “stabile”, la si può paragonare a una testing. La stable di Debian è veramente stabile, ma per esperienza anche la testing è davvero molto buona: in cinque anni di problemi ne ho riscontrati ben pochi, nulla che non fosse risolvibile aprendo un nuovo bug. Ovviamente ho usato dei termini di paragone impropri per illustrare il mio punto di vista, non prenderlo per buono :)
    Per l’ottimizzazione, avrei qualche cosa da obiettare, dato che la toolchain viene scelta accuratamente e testata a fondo prima di iniziare il ciclo di sviluppo. Mi ricordo che Gutsy non ha adottato gcc-4.2 e correlati nativamente perchè in origine presentava un netto deterioramento delle prestazioni (15-20% in meno rispetto a gcc-4.1).

    @Andrea L.:
    Purtroppo hai considerato due patch “anomale”, dato che sia vlc che vnc sono presenti in Ubuntu con versioni upstream superiori a quelle di Debian, la “pesantezza” della patch non è data dalle modifiche introdotte da Ubuntu, bensì da quelle fornite upstream con la nuova versione. Non essendo presente il Big Maintainer Lock, in Ubuntu chiunque può proporre l’adozione di nuove versioni upstream e chi ne è in grado può pacchettizzare il tutto senza attendere novità da Debian. Scelta giusta o sbagliata che sia…ricordo che l’attuale DPL (Sam Hocevar) ha chiesto a gran voce di aggiungere co-maintainer ai pacchetti (se non altro quelli importanti o con popcon alto) per impedire che problemi personali o semplici periodi di pausa impediscano la pacchettizzazione di nuove versioni upstream.
    Riporto qualche esempio di patch “tipica”, nella quale vengono evidenziate chiaramente le modifiche introdotte da Ubuntu:
    http://patches.ubuntu.com/o/oggconvert/
    http://patches.ubuntu.com/a/aolserver4/
    http://patches.ubuntu.com/w/wordpress/
    Grazie per averlo fatto notare :)

  36. Andrea L.

    @DktrKranz
    Stiamo parlando di patch con modifiche sostanziali. Nei 3 esempi da te fatti, non mi sembra che le patch facciano molto di più che modificare il mantainer, il changelog, cambiare qualche path e qualche file di init. Non penso proprio le critiche si riferiscano a tali “tipologie” patch, ma a quelle che _fanno_ modifiche, magari necessarie appunto per passare da una versione upstream ad un’altra (che potrebbe essere il caso di vlc o vnc4): quale utilità hanno a questo punto le patch presenti in patches.ubuntu.com?

  37. DktrKranz

    I tre esempi da me riportati sono le classiche modifiche che un contributore/sviluppatore di solito applica ai vari pacchetti. Nella stragrande maggioranza dei casi non sono di dimensione superiore a quelle che vedi, quindi l’utilità di patches.ubuntu.com è preservata nel caso della stessa versione upstream.

    Caso più complesso: nuova versione upstream di vlc, tarball differente, patch mostruosa. Il diff tra le due directory debian si riduce notevolmente a 70k. Se escludiamo il changelog, le modifiche sono molto inferiori (30k circa). Analizzando cosa effettivamente è stato cambiato da Ubuntu, noteremo la rimozione del port per FreeBSD (non supportato) e alcune modifiche alle patch di Debian per permettere la compilazione anche su Ubuntu. Il resto sono modifiche effettive, ma 20k non sono moltissimi in relazione ai sei mega iniziali.

    Il punto del discorso dal mio punto di vista è un altro: c’è davvero voglia di cooperazione tra le due distribuzioni? Chi sviluppa Ubuntu è interessato allo sviluppo di Debian, e viceversa? Chi scrive patch le divulga a Debian? Chi mantiene i pacchetti controlla periodicamente le eventuali patch distribuite da Ubuntu? Rispondere è davvero difficile, anche perchè ci sono differenti situazioni che devono essere analizzate separatamente, ma ad una prima impressione sembra proprio di no.

    Non continuerò il discorso, perchè sarebbe inutile a questo punto. La mia convinzione è maturata lavorando per entrambe le comunità. Rispetto le vostre opinioni e le prendo come un ottimo punto da cui partire per cercare di fare sempre meglio. Se vorrete discuterne in privato, sarò felice di dialogare con voi, di questo e altri aspetti (sempre nei limiti della mia conoscenza sull’argomento).

    Vi ringrazio per l’attenzione e scusatemi se ho esagerato con le parole e la lunghezza dei commenti :)

  38. felipe

    @DktrKranz:
    …e perché in privato? Per una volta che abbiamo a disposizione una possibilità di fare chiarezza sfruttiamola in pubblico, no? :)

  39. Anonimo

    “Add a buildservice project that recompiles Debian packages”
    http://idea.opensuse.org/content/ideas/add-a-buildservice-project-that-recompiles-debian-packages

    ecco … anche se ufficialmente non esternati , credo che i rapporti tra Ubuntu e Debian siano della stessa , medesima , identica natura :|

    Quella montagna di pacchetti ready 2 compile , ha costituito una ottima base da cui iniziare : del resto lo stesso Mark , all’uscita di Etch , fece i complimenti al team di Debian ( ovviamente in “pure manager style” : i complimenti sono l’ultima cosa che riceverai da me , da domani 2 strade diverse e parallele ) preannunciando di fatto una separazione netta tra le 2 distro.

  40. iced

    E’ nato prima l’uovo o la gallina?? E’ chiaro che Ubuntu è Debian, ma ormai le relazioni sono così strette tra le 2 distribuzioni che sapere “chi deriva da chi” è davvero difficile da capire. Ma soprattutto è inutile.

  41. spacebitch

    ubuntu debian debian ubuntu…. francamente non se ne pole piu’ (tradotto dal fiorentino: non se ne puo’ piu’!) la liberta’ e’ comunque assicurata, chi vuole debian se lo installa e chi vuole ubuntu pure…. mi sembra di sentire la polemica tra fender e ibanez…su quale e’ meglio e quale ne e’ una scialba copia…
    (felipe te che sei musicista mi comprendi :) ) non tutti hanno molto tempo da dedicare a compilare debian quindi ben venga ubuntu che mi hafatto avvicinare a linux e che mi ha permesso di disfarmi di tutto l’ambaradan steinberg e soci….
    @ felipe: a quando una Vera distro per musicisti targata pollycoke?

  42. Luca Cappelletti

    Per quanto dal punto di vista del principio hanno ragione.
    Si concentrano su Ubuntu perche a differenza degli altri Xandros, MEPIS, Linspire & co non hanno la massa critica di Ubuntu di deviare l’interesse da Debian.
    Comunque i maintainers potrebbero intanto prelevare da Ubuntu BTS e svolgere l’inspect comparativo per determinare classi di qualità.
    E’ complesso ma Ubuntu fa le sue scelte ed è tutto libero ed accessibile.

  43. andrea mariquelli

    @DktrKranz:
    Grazie mille!! è stato molto interessante, per quello che ho capito, non sono un esperto, ma la mia curiosità è senza limiti, se chatti da qualche parte fammi sapere, la mia email è andreamariquelli@yahoo.it,
    sempre viva felipe.

  44. Pingback:Debian e Ubuntu? Ubuntu è Debian! « Marco Lancini Weblog

  45. ngangahu

    Mah, forse sono troppo “terra terra”… ma secondo me, semplicemente, al team di Debian “rode il c…” per il fatto che Ubuntu ha avuto una diffusione massiccia (almeno nell’ambito della comunità) in un tempo ridotto. Non è una questione “tecnica”, ma di marketing… se vogliamo. È un po’ come la questione RMS vs. Torvalds: “scaramucce” tra chi la fa più lontano, che personalmente ritengo allo stesso livello del gossip da Gregoraci. Il punto su cui riflettere è che Ubuntu “Gutsy” a 64-bit è già maturo per l’utente-medio (anche Flash s’installa con un click!) e se l’uccellino – Hardy Heron – di aprile andrà in questa direzione… magari sistemando i fruscii sul 5+1, potremo a buon diritto affermare che Linux ha colmato il “gap” di semplicità nei confronti di Windows/OS X.

    Ci sta anche che vi siano “scazzi” tra team di sviluppo, ma se questi sono i risultati… che litighino tutti i giorni! :)

  46. Pizzaman

    @ngangahu

    no al team di Debian rode il culo perchè chi sviluppa per Debian si fa in quattro per pacchettizzare, mantenere e risolvere i problemi all’interno di Debian stessa, e senza dimenticare chi NON utilizza debian, mantenendo un BTS aperto e mandando _in_ogni_caso_ le patch a chi sviluppa il software.
    È una cosa che Debian dice di fare e _FA_, canonical e ubuntu invece dicono di contribuire a debian ma NON lo fanno, la differenza tra Debian e ubuntu, è solo ed esclusivamente quella, la prima FA, la seconda parla e basta.

  47. theimportanceofbeinglinux

    per me, la politica di ubuntu è motlo criticabile….sia per questa storia dei pacchetti, sia perchè utilizzano i driver proprietari quando possono andare benissimo (a volte anche meglio) i driver open…ciò non toglie che il team di ubuntu ha fatto un grande lavoro, a soprattutto ammirabile, nel far diffondere linux e l’opensource…

    PS. complimenti davvero bello sto blog, e soprattutto utile…qualcuno vada ad animare anche il mio :'(

  48. Pingback:Debian e Ubuntu, la pagina della concordia « pollycoke :)

  49. Dimideb

    Felipe, io non solo ritengo legittime (e ci mancherebbe) le distribuzioni derivate, ma soprattutto ammiro tra queste quelle riconducibili a progetti “sostanziosi” capaci, e questo post lo evidenzia, di ricadute positive (magari anche contraddittorie) per l’intera comunità e quindi anche per la distro-mamma. Tuttavia, e mi sforzo d’esser corretto, UBUNTU NON E’ DEBIAN. Non è, e non scopro nulla, il formato dei pacchetti a determinare l’identità (parolone) di una distribuzione, ma la direttrice fondamentale del progetto. La politica dei rilasci ne consegue direttamente, ed è ovvio, come azione coerente…o meglio, come prassi soggetta al giudizio della comunità in ordine al grado di coerenza della distribuzione medesima. Non ha senso per esempio confrontare la politica dei rilasci Debian rispetto a Ubuntu poiché hanno identità diverse (radicalmente diverse) e i rilasci, gli aggiornamenti vanno giudicati relativamente al progetto singolare (in tal senso una Debian che rincorra Ubuntu sarebbe disastrosa come del resto una Ubuntu pachidermica alla Debian). Sia chiaro che intendo il senso del post…anzi potremmo giocare con le definizioni e dire che l’identità di una distribuzione dipende dall’anima di chi la utilizza (e quindi direi che la tua Ubuntu è Debian ma non necessariamente tutte, e la mia Debian stable è senz’altro una Slackware O_o) ma al fondo dobbiamo tornare a quel termine abusato ed indebitamente utilizzato: filosofia. Per rigore lo “virgoletterò” ma l’abuso del termine non deve impedirci di tornare sempre alla “filosofia” di una distribuzione per identificarla e nominarla. Siamo tutti membri della razza umana, tutti usiamo (o siamo nel) linguaggio, alcuni tra noi sono italiani, alcuni tra questi parlano italiano (ci sono italiani che parlano francese, tedesco, ladino, gallurese, ecc…e alcuni tra questi non conoscono l’italiano). Tra gli italiani di lingua italiana che rapporto sussiste? D’identità? Io e te, parlanti italiano, siamo la medesima identità (il medesimo)? Mettiamola come vogliamo ma non ha senso ancorare l’identità alla lingua o alla funzione…l’identità è un processo complesso di soggettivazione, processo oscuro non immediatamente afferrabile attraverso un atto di coscienza, che è capace di rivelare e rivelarsi in fratellanze (e sorellanze) inaspettate e controintuitive (del resto i figli non sono copie dei padri e la persona trova comunione d’intenti ed intendimenti con altre apparentemente, e veramente, diversissime). Tutto ‘sto pippone per dire che Ubuntu usa apt e i comandi Debian ma non è Debian, così come io uso il linguaggio e parlo italiano ma non sono felipe.

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