Site icon pollycoke :)

la Verde

Di ritorno da Tunisi e da ciò che ogni buon siciliano può agevolmente riconoscere come parte delle proprie origini.
Poster YouTube
Alcune delle bellezze di Tunisi e del nord della TunisiaPurtroppo non ho una telecamera e questo video l’ho semplicemente trovato in rete :)
Ancora una volta mi lascio coccolare dalla sensazione di sorpresa continua che è in ogni viaggio (o forse solo in ogni viaggiatore).

Nonostante mille previsioni, l’incontro con i fratelli arabi al di là della striscia di Mediterraneo che qualcuno si ostina a chiamare “Canale di Sicilia” è stato pieno di piccole sorprese: ho trovato un paese moderato e molto accogliente nei confronti degli “stranieri”.

In realtà non ho creduto nemmeno per un istante di essere uno straniero. Come al solito io rimango sempre affascinato più dalle somiglianze che dalle differenze, ma in Tunisia i visi della gente, i sorrisi e gli sguardi mi dicevano che nonostante tutto ero a casa. C’è qualcosa di innegabilmente meridionale e romantico in tutto questo.
Le chiacchiere con guide, tassisti o italiani che vivono e lavorano in Tunisia mi hanno ulteriormente aiutato a comprendere la strana situazione di un paese governato da una classe politica relativamente illuminata (ma c’è la censura) e abitato da persone che tengono in alta considerazione il loro ruolo nello scenario del Mediterraneo (ma sono ancora fortemente tradizionalisti).
Il paese è circondato da Algeria e Libia, due realtà che hanno scelto vie diverse per rapportarsi con il resto del mondo. C’è un motivo per cui l’offerta turistica nordafricana riguarda quasi solo Tunisia, Egitto e (un po’ meno) Marocco, paesi che, invece di temerlo, cercano il confronto con la cultura occidentale. Bisogna dunque fare i conti con i vicini: i tanti posti di blocco sparsi per tutte le strade servono appunto a tutelare e difendere da potenziali azioni terroristiche…

Il nostro tempo è trascorso tra giri classici come quello alla medina di Tunisi, il villaggio bianco/blu di Sidi Bou Said o le moschee di Kairouan, poi alcune puntate forse meno interessanti come Sousse e anche qualche turistata di troppo. Tra le altre cose era la prima volta (quasi obbligata) che sceglievamo di fare una vacanza “simpatia”, di quelle organizzate in cui si parte in gruppo di perfetti sconosciuti che poi nel giro di una settimana diventano l’uno per l’altro personaggi indimenticabiliCominciare l’anno nuovo con un tuffo proibito nella piscina chiusa al pubblico, con l’indispensabile compagnia e complicità di un’altra coppia, è stato davvero spettacolare!. Non è stato poi così male, ma la prossima volta si torna alla formula “chi fa da sè…” ;)
Chi cerca la magia del deserto non la troverà certo a Tunisi: la Tunisia viene chiamata “la Verde” proprio per l’abbondanza di vegetazione, specie della sua zona costiera a Nord, sono rimasto specialmente sorpreso dagli sconfinati uliveti. La prossima incursione in Africa potrebbe dunque essere un po’ più a Sud: a Djerba (Tunisia meridionale), più vicina al deserto ma sempre sulla costa. O magari – estremisti permettendo – nel più esotico Marocco, chissà…
Piccolo appunto che fa molto turista italianoMa viene da uno abbastanza “svezzato” che ha mangiato senza problemi “papaya al peperoncino e lime” direttamente dalle mani rugose di vecchie indias messicane ;): è stato abbastanza difficile trovare modo di mangiare cibo cucinato in maniera decente e secondo le più elementari norme igieniche, perfino all’interno dell’hotel a quattro stelle!

Vai alla barra degli strumenti