pollycoke :)

La Borsa del viaggiatore, la Chechia e una breve guida alla contrattazione

Tra le altre cose che ho comprato in Tunisia c’è una splendida borsa da viaggio, simile a questa:

Quasi me ne dimenticavo, ma ci ho “inciampato” stamattina al (sempre traumatico) risveglio :)

Non so se tra di voi ci sono animalisti convinti, sappiate che sono contento che esistiate e che siate contrari all’abuso degli uomini nei confronti degli animali, anche io quando posso faccio del mio meglio per fare pace con la natura (cfr “¡El felipe regresó!“) ma… la borsa è in pelle. Pelle di cammelloMi consola in qualche modo il fatto che il cammello è un animale trattato con rispetto nei paesi arabi e che probabilmente la pelle non deriva da “animali da pelliccia” per l’esattezza, anche se fortunatamente non puzza quanto la bestia da cui proviene.
La “borsa del viaggiatore” che ho preso era una mia fissa da sempre, anche se la mia idea originale era più verso un borsone in cuoio. Un altro paio di acquisti di cui vado molto fiero (ma che probabilmente non sfrutterò mai) sono: un bellissimo vestito da cerimonia che è una specie di vestaglia verde in tessuto non troppo pesante, stile tunica, e poi una “Chechia“:


La Chechia, da non confondere con il “Fez” turco, nel tradizionale colore tunisino

Ho indossato la Chechia in un paio di occasioni in Tunisia e devo dire che mi stava anche abbastanza a tono, forse grazie anche al mio profilo un po’ araboUn ristoratore continuava a ripetermi “très joli, très joli”… ma non temano i lettori: la mia virtù è salva!. Ovviamente non credo che potrei mai più farlo nella vita di tutti i giorni, tranne forse in qualche festa in maschera?
È stato bello anche contrattare l’acquisto di tali oggetti. La contrattazione degli acquisti, in Tunisia come in molti paesi arabi, è una delle attività più divertenti che possano esserci, anche se purtroppo qualche turista se la vive male.

Il segreto sta tutto nel trovare il giusto equilibrio e soprattutto nella gentilezza: non bisogna “mostrare i denti” o far passare il messaggio che si sta cercando di disprezzare la merce o il lavoro di chi vende! Da una parte qualche euro in più che per noi non cambia niente per loro sono un piccolo stipendio, dall’altra gli arabi non sono fessi e annusano subito il “pollo” da spennare. Basta essere decisi, dire un prezzo ragionevole e aspettare che si inneschi il teatrino del venditore :)

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