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I vincitori di “Noi Siamo Linux”: noi

Questo è il video vincitore del terzo posto, ecco gli altri due…

Il secondo classificato:

E infine il primo, che propone un tema “verde”:

Ok, ok non è Hollywood…

Lo so, siamo tutti tentati di escogitare qualche aforisma pungente, visto che la qualità dei video non è esattamente eccelsa, ma seguitemi. Se ci fermiamo per un solo attimo a riflettere… beh credo che i risultati del concorso “We Are Linux” siano soprattutto genuine dimostrazioni di affetto nei confronti di noi stessi e, con Linux, di quello che in realtà non è solo un banale, freddo e astratto “sistema operativo”.

…è molto di più!

Linux, o GNU/Linux se preferite, il software libero o l’open source e insomma tutte le infinite sotto-correnti di pensiero della nostra comunità, spesso in sanguigno confronto l’una con l’altra, sono mai come oggi un vero e proprio stile di vita che va molto oltre il paradigma produci-consuma-crepa (cit immensi); uno stile di vita che non è astutamente imposto sottoforma di moda da alcuna azienda multinazionale; uno stile di vita spontaneamente nato attorno a valori come condivisione, partecipazione e appartenenza. Sì, esatto: Libertà.

Prima di qualsiasi altra facile considerazione estetica, oggi mi va di ringraziare chiunque abbia investito del tempo per creare quei video decisamente caserecci, per ricordarmi appunto che: noi siamo Linux.

34 commenti

  1. LorenzoC

    Okkei, carini i videi.
    Eppero’ Felipe, quanta retorica nel tuo commento. La tua filippica sulla Liberta’ suonerebbe come un fumetto di Capitan America se non fosse per l’aura “anti-capitalistica” del tema Linux. Allora diciamo che suona come un discorso di Fidel Castro… o forse no. Vabe’ insomma insomma, un po’ esagerato. Secondo me, ovviamente.

    A proposito, e’ abbastanza normale dimostrare affetto per noi stessi. Si chiama “onanismo”. :)

    • bLax

      il punto forte direi che è questo:

      “uno stile di vita che non è astutamente imposto sottoforma di moda da alcuna azienda multinazionale”

      è un modo di pensare e vedere il mondo che non si ferma al “io sono un consumatore”…o almeno lo siamo ma non siamo solo quello: siamo consumatori consapevoli che le loro scelte non devono ricadere o richiudere gli altri in una gabbia….come non vogliamo che sia fatto a noi, disposti anche a rinunciare pure a driver performanti pur di non dover cambiare il nostro amico pc e piegarci a questo delirio di consumo-poi-butta che caratterizza la nostra epoca…

      bella

      kmq 3° bellissimo, molto ben animato, anche se i contenuti non sono il top
      2° mah, devo ancora capirlo…..tema trasformista?
      1° migliorabile ma con una buona morale di fondo ( che va molto in voga ultimamente, per fortuna, speriamo non sia una moda passeggera)

      • smaramba

        penso che il punto di vista di una persona su linux dipenda dal suo grado di pragmatismo e dal suo modo di intendere il mondo…
        c’è chi usa linux perché lo trova più pratico, chi più economico, chi per convinzione ideologica o chi (come me) per un mix dei 3.

        • LorenzoC

          Dipende dall’eta’. Che implica il pragmatismo e il modo di intendere il mondo. Non e’ un caso che giovani contestatori siano finiti a fare il rettore universitario, il primario, il direttore di giornale, tutti ben “integrati” nel sistema che da giovano volevano demolire…

          • gesùguevara

            il miglior modo di demolire un sistema, è farlo dall’ interno del sistema in oggetto, tu ancora ti ostini a pensarla come se “siccome la maggior parte usa questo, sarà evidente che questo è sviluppato meglio, più diffuso e di conseguenza più compatibile, garantito poi da grandi multinazionali che hanno un grande capitale e bilancio finanziario”..
            questo ragionamento liberale (da non confondere con liberismo) di mass produzione, di consumismo e imposizioni di standard, sia informatici che di altra natura commerciale, negli ultimi 30 anni ha solo causato danni, ormai dipendiamo dal commercio e da ogni forma di convenzione economica finanziaria, se gli aerei non possono funzionare, falliscono aziende, se i bilanci non rientrano si licenziano persone.., o chi difende i diritti di proprietà spregiudicata che impedisce una distribuzione equa della ricchezza alla base dei bilanci statali, impoverendo l’individuo, abbiamo persino permesso alle corporazioni di agire giuridicamente come individui eludendo eventuali responsabilità con il 14° emendamento americano, questo sistema ormai è destinato a fallire, e chi si ostina a perseguire questo meccanismo (di solito appartenenti ad ideologie di destra) (sbruffoni e sopraffattori), farà solo male alle generazioni future, basta anche solo vedere gli ultimi dati riguardante i dividenti e bolle obbligate delle banche più grandi, o allo stesso sistema monetario che di base è inflazionistico perché causa debito inesistente sull’ interesse aggiunto, abbiamo comuni italiani, che invece di investire nel lavoro comunitario e migliorare il sistema pubblico, lo porta allo smaltimento, abbiamo sindaci che investono azzardando in dividenti esteri occulti, come credi che si possa migliorare la vita di tutti e dei più deboli se questo sistema punta alla privatizzazione dei servizi e si avvale di consulenze private fraudolente ed ingannevoli?.. non c,è scampo, arriveremo proprio a quel punto che senza il marchio non si potranno più ne comprare ne vendere merci, il famoso progetto di licio gelli (almeno in italia) si sta concretizzando, sabotano la cosa pubblica, la demonizzano e successivamente c,è la privano, e giorno dopo giorno i fondamenti della democrazia basata su più organi di controllo e garanzia, viene soppressa.

            Ecco perché scelgo GNU/Linux, non solo perché è più vicino alle mie attitudini ideologiche, ma perché esso mi permette di raggiungere ogni forma di possibilità intellettuale basata sulla libertà di accesso e di contribuzione, puro e vero comunismo 2.0 :)

          • LorenzoC

            Sai cosa c’e’, io sono sostanzialmente un pirla quindi tutti questi discorsi sui massimi sistemi non li capisco. Quello che capisco pero’ e’ il mio amico che frequenta i cosiddetti “centri sociali” e che pero’ deve parcheggiare il mercedes a qualche isolato di distanza per non farsi vedere dai colleghi “sociali”. Capisco anche il giovane contestatore del movimento unversitario che una volta cresciuto, sfruttando le mafie e mafiette create negli anni della contestazione, diventa “barone” universitario.
            Da cui ricavo che quasi tutte o tutte le “utopie” non reggono la prova dei fatti o se preferisci non reggono la verifica del tempo che passa.

          • gesùguevara

            stai facendo un paragone qualunquista,

            come se definendomi idealista, mi accusassi di usare GNU/Linux solo quando vado ai LUG, mente al lavoro ed altrove di usare windows.

            qualunquismo blando scaturito da menti che partoriscono ragionamenti “siccome lo fanno gli altri, lo faccio anche io”.

            il tuo esempio se pur realista indica una persona di bassa levatura, che pur di mantenere un rapporto sociale di un certo tipo finge di farne parte, nascondendo quello che è in realtà, un prodotto di un sistema malsano e liberale, senza ne rispetto ne valore.

            se la vita ti offre dei vantaggi non meritocratici che va a discapito della tua coerenza, bisogna saper sacrificare la gratificazione per quello a cui si crede davvero, ricorda che il mondo è come lo fai.

          • LorenzoC

            Allora mettiamola cosi: io non conosco nessun “idealista” come te e invece conosco un sacco di gente “di bassa levatura”. La spiegazione che mi do’ e’ che dipende dal fatto che sono invecchiato e il mondo che vedevo da ragazzo ho scoperto che non esiste.

          • gesùguevara

            ops ho fatto un errore imperdonabile:

            → questo ragionamento liberale (da non confondere con il liberalismo) ← :)-

  2. Giacomo

    Bello il primo classificato, carina l’idea del secondo anche se fatta male, orribile in tutti i senti il terzo.

  3. Massimo Barbieri

    @LorenzoC:
    Sono d’accordo con Felipe. Il discorso sulla Libertà non è retorica, forse proselitismo, ma non retorica. Anzi, a essere sinceri penso sia il motivo più nobile per cui uno dovrebbe decidere di usare un software libero piuttosto che uno proprietario.

    • shady

      Sottoscrivo in pieno la tua risposta. Credo sia il motivo indispensabile, l’anima, il cuore, tutto insomma… E’ quello che differenzia IL *nostro* sistema dalla pappa predigerita.
      E chi dice il contrario danneggia lo sviluppo sociale collettivo e dei sistemi informativi. Pensa se il mondo fosse fatto solo da UnoqualunqueC… tutte le invezioni sarebbero già state scoperte e 640k basterebbero per ogni calcolo computazionale… ;)

      • LorenzoC

        Vuoi dire che sarebbe un mondo di genii, avendo gia’ scoperto tutto e riuscendo a fare funzionare tutto con i bei vecchi 640K? Sai cosa ti dico, hai ragione! :)

        A parte che quando uno arriva a scrivere frasi come “chi dice il contrario danneggia lo sviluppo sociale collettivo e dei sistemi informativi” probabilmente dovrebbe presentarsi sul palco di Zelig insieme a Claudio Bisio…

          • LorenzoC

            Per due motivi:
            1. certe cose che Felipe scrive sono interessanti da un punto di vista informativo
            2. perche’ e’ divertente leggere e commentare
            Certo, vale per tutti noi, incluso Felipe, la considerazione che potremmo forse spendere meglio il nostro tempo in altre faccende invece che stando collegati ad internet.

  4. smaramba

    intanto è notizia recente che Linux (il kernel) sta morendo: “Siamo vecchi e stanchi, e non vedo gente aderire al progetto con l’entusiasmo che avevamo noi all’inizio” (Andrew Morton)

    • TeoLinuX

      No, leggi bene tutta l’intervista.
      Non c’è scritto da nessuna parte che il kernel sta morendo. Caso mai lo spirito pionieristico dei primi vonoltari, vito che oggi la stragrande percentuale del codice è contribuita da aziende. Inoltre, per entrare da newbie nello sviluppo kernel, bisogna adeguarsi a determinati stili di programmazione e alla gerarchia che si occupa gestire e coordinare lo sviluppo. E meno male che è così. Anche se poi si rischiano degli esiti alla Molnar vs Kolivas :)

      Se entrare ai tempi del kernel 1.0 da studente universitario era relativamente facile, oggi ci si trova davanti a una ben differente situazione. Ovvio che siano in meno a “tentare il balzo”

  5. yuriambrosio

    Peccato!
    Ricordo che a suo tempo ne vidi alcuni davvero meritevoli.
    Emozionanti e tecnicamente superiori.

    Questi tre sono carini, ma niente di più…

  6. lola

    Ehm… faccio io la bastarda che dice che.. ehm… vabbeh… sono proprio un po’ bruttini…? -_-

    Comunque la Coop sei tu, chi può darti di più?

  7. Mattia

    o madonna ma perchè in ogni articolo, anche quello più banale, “quelli sopra” si fanno la guerra nei commenti trasformando ogni post in uno scontro senza uscita?
    Comunque il terzo classificato è il migliore :D

    • skippy

      credo per lo stesso principio dei vulcani che ogni tanto eruttano..

      ma non c,è da biasimarli, guerre civili, guerre fredde e scontri culturali oggi sono inevitabili, è un’epoca dove ogni evento può scatenarsi con grande intensità in minor tempo, rispetto ai cambiamenti che in passato richiedevano centenni.. bisogna comunque stare con gli occhi aperti, e questi qua che dibattono sulla società, sono fuori luogo ma almeno ci ricordano ogni tanto, che non è tutto rose e fiori…

      comunque preferisco il primo, mi piace il concept green economy :)

  8. Nick

    Sai cosa c’e’, io sono sostanzialmente un pirla quindi tutti questi discorsi sui massimi sistemi non li capisco. Quello che capisco pero’ e’ il mio amico che frequenta i cosiddetti “centri sociali” e che pero’ deve parcheggiare il mercedes a qualche isolato di distanza per non farsi vedere dai colleghi “sociali”. Capisco anche il giovane contestatore del movimento unversitario che una volta cresciuto, sfruttando le mafie e mafiette create negli anni della contestazione, diventa “barone” universitario.
    Da cui ricavo che quasi tutte o tutte le “utopie” non reggono la prova dei fatti o se preferisci non reggono la verifica del tempo che passa.

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