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L'assalto dei tablet Android (riesumiamo il borsello?)

tascaNonostante Google abbia annunciato che il suo sistema operativo di riferimento per i tablet sarà ChromeOS e non Android, fioriscono tentativi di cloni più o meno dichiarati dell’iPad, dotati appunto di Android (qualcuno minaccia anche MeeGo).
Esattamente com’è successo con i telefoni basati su Android, il più grande punto di forza e allo stesso tempo di debolezza dei tablet di questo tipo è l’apertura del sistema operativo. Tanta apertura sta permettendo a tutti i produttori di sperimentare con vari modelli che sembrano nati più per saggiare il terreno che con con reali intenzioni bellicose.
Dunque se vi scappa di prendere un’alternativa al vostro netbook, ho dato una scorsa alle segnalazioni giunte in SocialBox a riguardo e ho stilato una breve lista con alcune alternative che per diversi motivi hanno attirato la mia attenzione.

Samsung Galaxy Tab (Android)


Equipaggiato con la versione 2.2 Froyo, il Galaxy Tab di Samsung (post di Marco) mi sembra uno dei più riusciti in questo senso1, se proprio dovete: come alternativa ad un netbook di fascia bassa, più piccolo (7 pollici, 1024×600) del tablet di riferimento di Apple, con incluse funzionalità di telefono e videochiamata, espandibile tramite MicroSD e… tascabile?

Archos 101 (Android)


Con 10.1 pollici, l’Archos 101 (post di Lorenzo) ha uno schermo decisamente più grande del Galaxy Tab e un po’ più generoso anche di quello dell’iPad anche se con una risoluzione di 1024×600 gli è leggermente inferiore. Anche qui Android 2.2 Froyo, Webcam, Micro SD.

Ekoore ET10TA (Ubuntu)


Non potevo esimermi dall’includere in questa lista un prodotto italiano che tanti di voi hanno dimostrato di apprezzare, prendere in considerazione in caso di eventuale acquisto o confrontare per semplice curiosità. Ekoore ET10TA è il nome non esattamente “markettaro” di questo tablet2 . Una delle caratteristiche è l’uso di Ubuntu invece che di Android.

4tiitoo WeTab (MeeGo)


Ammetto di avere inserito 4tiitoo WeTab solo perché come voi sono incuriosito da MeeGo, ma ovviamente anche le specifiche non sono male: a partire dal display 11,6″ con risoluizione 1366 x 768, Webcam, SD. Un particolare che mi ha incuriosito è il supporto alle app di Android

Conclusioni frivole

Non ce ne sono di vere conclusioni. Questi dispositivi mi hanno incuriosito più per il loro riscontro presso voi che per un mio reale interesse nel fenomeno tablet, dunque se avete altro da segnalare fate pure. A dirla tutta sopporto già con fatica l’uso dei netbook e l’idea di portarmi appresso un mini-laptop mi mette ansia.
E a proposito di dimensioni, non so chi mai metterebbe un tablet nella tasca su cui invariabilmente finirà col sedersi (cfr video del Galaxy Tab). Più sensata l’idea della borsetta per chi può permettersela, ma mi sa che a breve accetteremo il ritorno di un accessorio maschile che con un brivido associo agli anni ’70: il borsello.

Note all'articolo

  1. Se ne avete di interessanti da segnalare, fate pure! []
  2. Prima o poi ci metteremo d’accordo sul sesso dei/delle tablet []

72 commenti

  1. OMG

    OMG! Ekoore ET10TA no, non dovevi farlo. Vabbè tanto il video e la soundtrack del suo video si fanno giustizia da soli, non serve infierire più di tanto… Ho scritto un articolo su questi ragazzi una volta, ma l’ho addirittura cancellato post-pubblicazione per quanto l’avevo disprezzato.

  2. Andbax

    Mio padre mi raccontava, a proposito del borsello, che una delle sue caratteristiche principali era quella di rimanere dimenticato sul tettuccio della macchina dopo che si erano cercate le chiavi. Speriamo che i tablet siano resistenti : P

    • dariopnc

      io non ho ancora capito se qualcuno l’ha visto davvero o se è ancora una cosa nello stato “Mostro di Lochness”: tutti ne parlano, nessuno l’ha mai visto SUL SERIO.

  3. Nicola

    Quello che mi attira di più è l’Archos. Leggero, schermo ampio e legge molti formati multimediali anche in HD e costa solo 300€!
    Penso proprio che lo acquisterò.

  4. ArgiaSbolenfi

    Possiedo un prodotto Archos di qualche anno fa (GMINI 500), tutto OK come qualità, ma con due caratteristiche odiose: hard disk non sostituibile (se non presso la ditta a costi che vi lascio immaginare), grazie al numero seriale controllato dal firmware, e un assurdo connettore audio proprietario (necessario per registrare) non compreso nella confezione, sempre da comprare presso di loro via corriere con costi finali assurdi per un banale connettore.
    Quindi prima di acquistare qualsiasi prodotto di questa ditta (il tablet effettivamente merita) verificherei se hanno cambiato politica su questi aspetti…

  5. Mattia

    Beh il borsello quest’estate è tornato di moda :D
    Comunque penso che se varrà la pena acquistare un tablet, acquisterei un tablet MeeGo, con un vero SO da pc ma adattato al touch screen.
    É ancora da valutare la bontà di Chrome OS..

    • monossido

      Sicuramente una brutta questione per Google, spero chiarisca e faccia 2 passi indietro.
      Però un conto è dire Android non è aperto, un conto è dire i telefoni con android equipaggiato non sono aperti. In questo caso sarebbe ben più esatta la seconda.
      Sul mio cellulare ho android compilato da me + le google apps proprietarie.
      In ogni caso credo che il singolo sviluppatore possa usare l’sdk di skyhook per integrare il loro sistema nelle proprie applicazioni

  6. dariopnc

    per me l’idea del tablet ha senso come e-book reader, internet device, insomma se fosse come un netbook.
    quindi io rinuncerei a:
    – trasportabilità (tanto 7 o 10″ non sono tascabili comunque)
    – telefonate (cosa fai ti metti un bestione così all’orecchio?)
    io lo comprerei con queste caratteristiche:
    – 10″
    – 3g per la navigazione quando il wi-fi non c’è
    – gps (una cartina digitale da 10″ sarebbe una cosa spettacolare, soprattutto per chi viaggia a piedi o non ha bisogno di navigazione stile tom-tom)
    – camera
    -più batteria possibile
    – android/chrome os o ubuntu unity
    insomma esattamente come un ipad (poco o nulla di più) ma con un sistema operativo un po’ più open (secondo me unity sarebbe anch’esso eccezionale dal punto di vista grafico, meno per la funzionalità)

  7. mik

    direi di aggiungere questo: https://thejoojoo.com/
    e aggiungo una considerazione: android non sarà ottimizzato per tablet, ma se il mercato lo richiede di sicuro google non lascerà a bocca asciutta.
    Spero in futuro di vedere soluzioni tablet con ubuntu (naturalmente versione ottimizzata)

      • Lorenzo

        A me avevano contattato per lavorare su alcune icone, ma son poi spariti.
        In teoria dovrebbe essere un linux molto patchato basato sui pacchetti di Fedora da quanto si diceva, ma le ultime erano che avevano ritardato tutto a marzo. Poi fine di ogni notizia. Boh.

    • ZioVic

      Il JooJoo é praticamente il CrunchPad, progettato dal troll di TechCrunch, rinominato dopo che i rapporti con techcrunch e la ditta che glielo avrebbe dovuto produrre sono deteriorati, e loro han deciso di continuare da soli.
      Erano mesi che non ne sentivo piú parlare…

  8. Fede

    Il galaxy, nonostante sia quello di cui si parla di più, mi lascia perplesso. E’ proprio come avere un telefonone accompagnato da uno schermettinino, cioè i peggiori difetti di entrambi. Per gli amanti dei motori: è come un sidecar :D
    Penso che i 10 pollici siano preferibili, li infili in una borsa a tracolla e se il peso è ben distribuito ha dimensioni molto più utili quando la accendi. Ovviamente mi incuriosisce molto Ubuntu, ma che voi sappiate sarebbe già pronto all’uso su uno screentouch? O magari si aspetta la 10.10?

  9. Tungsteno

    volevo spendere una parola a favore del borsello, accessorio dal quale sono ormai inseparabili a causa di tutti gli oggettini che mi porto in giro nel momento in cui non sono vicino a casa. (quindi il tablet non sarebbe un problema)
    Non posso portarmi il portatile perchè presupporrebbe una valigietta + alimentatore (ho la batteria finita), per questo motivo sono interessato all’archos 7″.
    Poi, devo dire la verità non capisco del tutto il vostro giudizio su android. Ok, non è il massimo per un tablet, ma su internet ci vai, 2 applicazioni le trovi, supporta file audio e video, non so che altro dovreste fare? :)

    • Pinco

      Se non è il massimo, come dici tu, sinceramente lo mollo e prendo il massimo.
      A meno che non costi il minimo. Allora si potrebbe valutare… ma visti i prezzi non mi sembra il caso.

  10. picchiopc

    il vantaggio di avere un tablet e di non doverti portare il cavetto di alimentazione a presso e dire che le 7 ore premesse dal galaxy tab sono ottime! Visto che il mio netbook che porto spesso in facoltà (schermo da 9 pollici) dura solo 2 ore e oltre tutto non è leggerissimo, poi visto che porta la borsa per i quaderni non avrai necessità di portarmi a presso una borsello stile anni 70, in conclusione per chi sta spesso fuori casa, e ha necessità di accedere alla rete anche in mobilità ma non vuole diventare miope con dei cellulari che durano poco più di 10 ore di carica (i nuovi HTC non superano le 12 ore di autonomia tra internet, chiamate, messaggi, musica) allora il tablet rappresenta un ottimo se non indispensabile compromesso.

  11. Pinco

    Per quanto mi riguarda mi è sempre capitato di vedere possessori di ipad solo in situazioni di viaggio.
    Aereo, treno e sale d’aspetto. La gente tendenzialmente ci guarda un film. Ogni volta ho sempre pensato che era davvero uno spettacolo. Poi mi soffermavo a pensare a come l’avrei potuto usare io.
    Beh non sono uno che viaggia tanto… indicativamente prendo treno e/o aereo una volta al mese (si vabbè, anche il ritorno… ce l’ho una casa eh), per tratte non troppo lunghe… Non sono un lettore vorace: internet ha cannibalizzato il tempo che passo seduto a leggere e, purtroppo per me, i romanzi languono. La mail in mobilità, il navigatore, la musica, la rete… li uso con buonissima comodità sul telefono, il quale mi permette pure di… telefonare (in realtà ci guardo anche qualche film durante i rari viaggi). Ho già un borsello, regalo inizialmente non troppo apprezzato, ma di cui ora non saprei come fare a meno. Portafogli, telefono, 3 o 4 mazzi di chiavi, documenti, un paio di penne, pendrive e qualche carta che ci finisce sempre dentro. Il borsello è già pieno. Dovrei comprarmi un secondo borsello o uno zaino per portarmi dietro anche il tablet ?
    Poi sarò legato al passato, ma non riesco davvero a lavorare con un touchscreen… scrivere a lungo, disegnare, ritoccare una foto… una tastiera (ma spesso anche il mouse) è assolutamente irrinunciabile per non farmi venire le crisi di violenza.
    Dico davvero, il tablet mi piace da morire, ma più penso a cosa me ne potrei fare sul serio e più mi si svuota il cervello.

  12. lucapas

    Come per i cellulari e netbook, più che il sistema operativo usato, secondo me è FONDAMENTALE la durata della batteria! E dovrebbe essere scritta a caratteri cubitali invece spesso si fa fatica a capire l’autonomia. Anzi Felipe, ti invito ad inserirla a fianco al nome dei tablet da te suggeriti.

  13. LorenzoC

    Quello che c’e’ dietro ChromeOS e’ il concetto di “software come servizio”.
    Leggevo che Intel sta valutando l’ipotesi di vendere chip con funzioni disabilitate e poi il cliente deve sottoscrivere un “servizio/abbonamento” per avere il codice che le sbloccat, in tutto o in parte.
    Un esempio di questo modello di business sono i semi delle piante geneticamente modificate, fatti in modo che la pianta che cresce da quel seme non produca altri semi, quindi il contadino deve tornare ogni anno a ricomprare i semi dalla ditta che ne detiene il brevetto.
    Per me e’ la cosa peggiore che ci puo’ capitare, il “software come servizio” e’ peggio dell’Unico Anello di Sauron. Gia’ siamo tutti schiavi e paghiamo gabelle su gabelle per il solo fatto di esistere, ci manca giusto di avere un computer vuoto che non fa nietne se non ti colleghi ad un servizio di abbonamento, come la TV.

    • ZioVic

      Lorenzo, non stanno valutando le ipotesi, stanno giá vendendo i chip per i server. Il concetto é di venderti un processore downcloccato e con meno cache abilitata (per esempio) a un costo inferiore, e poi di darti la possibilitá di fare l’upgrade via software, “sbloccando” le funzionalitá giá presenti in hardware.
      Sulla questione ho sentito pareri superdiscordanti in merito (su gizmodo si sono ben scannati sulla questione), ma pare molto meno brutta di quanto sembri (soprattutto perché limitata all’ambito enterprise dove una soluzione del genere potrebbe tornare molto comoda).
      Egoisticamente penso che se intel vuole venedermi a 10 euro un processore con l’hardware a 100 euro ma bloccato via software (leggasi: con un crack disponibile tra 2 giorni) non posso che gioire. Ma non farei della morale basandomi su questo ragionamento :-D

      • LorenzoC

        Non ci siamo capiti. Non e’ un caso che Google ti voglia vendere il software come servizio, che Intel ti voglia vendere il chip come servizio, eccetera. E’ il trend generale che seguono tutte le corporation e cioe’ quello di smettere di vendere “prodotti” che una volta acquistati sono di tua proprieta’ per vendere “servizi” che in sostanza significa che niente diventa tuo ma ti viene solo “affittato” temporaneamente per cui devi sempre tornare dal baracchino dove ti danno i gettoni con altri soldi se vuoi continuare a giocare. A questo aggiungi l’idea suicida del “cloud computing” per cui le aziende dovrebbero spostare le proprie server farm, annessi e connessi, sui “servizi” di terzi che a quel punto le terrebbero per le palle in tutti i sensi.
        Che poi anche Internet, a cosa serve? Fino ad ora seviva per connettere computer tra di loro in maniera piu’ o meno “neutra”. In futuro diventera’ un “media” a cui sei abbonato e da cui ricevi i “programmi” (la coincidenza di “programma televisivo” e di “programma” come software NON e’ accidentale). I personal computer del futuro sono delle TV con un certo livello di “interattivita’”. Faccio notare ancora che la TV di perse’ e’ VUOTA.

        • ZioVic

          Giusto una nota: i software come -“prodotti” che una volta acquistati sono di tua proprieta’- (cito) non sono MAI esistiti, nemmeno quando li compravi in scatole colorate con i manuali.
          Tu paghi per LICENZIARE un prodotto, i.e. avere il permesso di farci certe cose.
          Se un software fosse TUO potresti copiarlo, modificarlo regalarlo e farci in buona sostanza qualunque cosa sia fisicamente possibile farci. Ma non puoi, proprio perché il software é sempre esistito come “servizio”e MAI come prodotto.
          Spostare il tutto su di un server non fa altro che rendere tangibile la cosa.
          5 anni fa scaricavi la shareware di paint shop pro, che teoricamente avresti dovuto sbloccare pagando di piú e in pratica craccavi.
          Oggi ti iscrivi ad Adobe Photoshop Online, e se vuoi funzionalitá paghi per la versione pro.
          L’unica differenza é che prima potevi fare il furbetto, ora non piú.

          • LorenzoC

            Una cosa fastidiosa di questo blog e’ l’estrema pedanteria dei commenti.
            Genio, io ti sto scrivendo con un PC che ho comprato nel 1998 e e su cui ho installato XP e una selezione di software piu’ o meno “gratis”.
            Non mi interessa discotere i “legalismi” della licenza Microsoft e di ogni singolo software che uso, a fini pratici se compro un CD di Windows poi lo installo (fatto slavo il meccanismo della attivazione) e lo uso per 1, 10 o 100 anni.
            Se io usassi software come “servizio” il mio abbonamento scadrebbe dopo un anno o dopo un mese, o dopo 100 connessioni o dopo tot giga “consumati” e non potrei continuare ad usare come mi pare un software comprato 15 anni fa o magari che mi ha passato un amico al quale non serviva piu’. Non posso decidere quale software usare e nemmeno come usarlo, posso solo collegarmi al servizio e usare quello che c’e’, oppure sottoscrivere un altro servizio.
            Inoltre, la storia insegna che i “service provider” fanno subito un bel cartello per cui i servizi sono sostanzalmente equivalenti e noialtri come “clienti” siamo delle cacchine di mosca obbligati a sottoscrivere contratti pieni di clausole “vessatorie” per cui il provider non assume nessun impegno e si tutela in ogni modo.

          • ZioVic

            “Non mi interessa discotere i “legalismi” della licenza Microsoft e di ogni singolo software che uso”
            Ah beh, allroa facci il favore e scrivi due righe a Stallman e alla EFF dicendogli che per quasi 30 anni si sono fatti le pippe a cercare di cambiare proprio questi “legalismi” :-D
            “a fini pratici se compro un CD di Windows poi lo installo (fatto slavo il meccanismo della attivazione) e lo uso per 1, 10 o 100 anni.”
            A fini pratici il cd di windows lo si poteva anche copiare e craccare senza pagare una lira.
            A fini pratici é molto piú probabile che un pc del 2000 possa far girare firefox collegato alla pagina dell’ultimo editor video online che l’ultima versione di Adobe AfterEffects.
            Come vedi i “fini pratici” sono un concetto molto flessibile, e non li tirerei fuori quando cerco di fare discussioni sui massimi sistemi. Se vuoi valutare la bontá di un servizio/tecnologia/approccio/altro valutala in maniera obiettiva e non per quanto fa comodo a te.
            “Se io usassi software come “servizio” il mio abbonamento scadrebbe dopo un anno o dopo un mese, o dopo 100 connessioni o dopo tot giga “consumati””
            Questo lo supponi basandoti su cosa esattamente? Esperienze di vita vissuta? Dati di mercato? La fatina dei dentini strafatta di vinavil?
            No perché la mia esperienza mi dice ad oggi il contrario, Sono passato dall’usare software di office craccati a software gratuiti fino ad arrivare a fare tutto online, mail, documenti, presentazioni e quant’altro. E finora non ho ancora visto addebitarmi una lira.
            Ora se c’é qualche buona ragione per cui la tua titanica e immotivata opionione debba pesare piú della realtá dei fatti, ti prego dimmelo.
            ” Non posso decidere quale software usare e nemmeno come usarlo”
            Ribadisco, neanche prima potevi. Il fatto che lo facessi era una furbetteria tua e di molti utenti, ma non era lecita. Fattene una ragione.
            Con i software opensource puoi, perché hanno licenze permissive e il codice sorgente libero.
            Ma cosí come gli sviluppatori rilasciano il codice dei loro programmi, si puó pure rilasciare il codice dei servizi web. Cassandra, MongoDB, Protocol Buffers, il framework Rails… chi credi che li abbia sviluppati? La stessa fatina dei dentini strafatta di vinavil che ti dà le previsioni sul futuro dell’IT? Oppure le ditte che per prime li USANO per fornirti quei servizi?
            “Inoltre, la storia insegna che i “service provider” fanno subito un bel cartello per cui i servizi sono sostanzalmente equivalenti e noialtri come “clienti” siamo delle cacchine di mosca obbligati a sottoscrivere contratti pieni di clausole “vessatorie” per cui il provider non assume nessun impegno e si tutela in ogni modo.”
            A si? no perché il “service provider” Google qualche hanno fa ha deciso di lanciare un servizio di mail gratuita da 7 giga di spazio. Tutt’a un tratto tutti gli altri “service provider” han seguito in preda al panico e ora non c’é nessuno che offra a noi utenti “cacchine” meno di 1 giga di spazio per le mail. Giusto per fare un esempio lampante.
            Poi non so eh, puó sempre essere che la tua visione paranoide e basata sul niente possa avere dei riscontri prima o poi.
            Ciao Genio.

          • LorenzoC

            A questo punto posso solo aggiungere che avremo i computer e i software che ci meritiamo. Come tutto il resto che ci meritiamo.

          • LorenzoC

            E sorvoliamo sul fatto che il software come “servizio” riapre la questione del codice intrepretato vs codice compilato e bla bla per cui alla fine ti tocca usare un hardware potente abbastanza da rendere superfluo preoccuparsi delle prestazioni e devi anche essere un utente a cui bastano le 4 o 5 funzioni base.

      • LorenzoC

        Ovviamente tutto questo deriva da una precisa idea del “cliente/utente” come “consumatore”.
        In teoria noi siamo tutti “contributori” di Internet, cioe’ soggetti attivi. Ma I geni del management e del marketing di cui sopra hanno capito che su 100 persone 99 o non sono in grado o non sono interessate ad usare il personal computer e Internet per PRODURRE e/o CONTRIBUIRE contenuti, fatto salvo pubblicare le foto delle vacanze o il video su Youtube, che poi e’ piu’ o meno uguale. E quindi Internet diventa qualcosa da cui “scarichi” intrattenimento, giochi e quel poco di software che ti puo’ servire.

  14. ZioVic

    Onestamente per ora l’unico papabile mi pare il Galaxy S.
    Gli altri sono alla meglio un’accozzaglia di hardware con del software palesemente non adatto allo scopo (come GOOGLE STESSA ha confermato).
    Ubuntu su un tablet é una PESSIMA idea. l’interfacci anon é pensata per i table e i touchscreen.
    Aggiungerei alla corsa l’Adam di Notion Ink (http://notionink.wordpress.com/). Dovrebbero annunciarlo ufficalemten a inizio ottobre, per ora i punti che me ne han fatto innamorare letteralmente sono:
    1) Lo schermo PixelQI che puó passare da LCD a colori a schermi e-ink in bianco e nero a consumo bassissimo
    2) L’approccio estremamente open della societá, che non manca di comunicare i suoi progressi e le sue scelte di design e management sul suo blog in maniera del tutto trasparente (sono sicuro che molti qui apprezzeranno)
    3) Il fatto che finora siano gli unici produttori di table che sembrino interessarsi a SVILUPPARE UNA CACCHIO DI UI DEDICATA e non a ca%arci sopra android 2.2 nudo e crudo o peggio con qualche tuility raffazzonata. PAre stiamo anche pensando a costruirsi un bell’ecosistema dietro fatto di editori di fumetti, libri, sviluppatori di applicazioni.
    Insomma, un approccio molto alla Apple, ma con tecnologia nuova e mentalitá aperta.

  15. Tungsteno

    torno a parlare del sistema operativo:
    android non vi piace granchè, ma meego dov’è?
    Vedo che si parla di Android in toni piuttosto negativi, ma almeno lo conosciamo a fondo, nel bene e nel male, difficile invece parlare di meego se non come speranza, non come reale termine di paragone, che per ora è inesistente.

    • ZioVic

      Non credo che il problema stia in android di per se. Il problema é che Android al momento non é progettato per i tablet, e l’ottusitá e la fretta delle societá ha fatto uscire dei prodotti di fatto incompleti.
      Lo stesso vale per MeeGo e ChromeOS, la differenza sta nel fatto che non essendo ancora usciti in produzione non possiamo avere tablet con un meego non finito.

  16. Daniele

    Felipe, hai scordato JooJoo, mi sembra molto promettente (tra l’altro costa la metà) e mi pare di aver letto da qualche parte che monta un os derivato da debian (non ubuntu)

  17. d4n1x

    Non voglio creare una guerra ma è solo una semplice domanda, ma io veramente non riesco a capire a cosa servono sti tablet pc… A mio parere sono l’ennesima moda come i netbook e appena la gente capisce che è limitato nel suo utilizzo cambia prodotto (mi riferisco hai netbook). Il perchè non capisco i tablet è molto semplice, cosa cambia tra un telefono cellulare di ultima generazione e un tablet? a mio parere nulla ci faccio le stesse cosa con la differenza che il tablet ha un display più grande e magari un processore più potente (non so) il telefonino è un pò più lento devo zummare per vedere le pagine ma è più piccolo e mi entra tranquillamente in tasca. In un mondo in cui la mobilità è basilare non capisco veramente che senso abbia fare apparecchi che per portarli si necessità di borse, borselli, zaini e zainetti. Già me li vedo in giro per strada con i loro bei telefonini da 800€ in tasca con il tablet nel borsello e col netbook nello zaino secondo me sono 3 oggetti ridondanti visti così e a mio parere spariranno i due che hanno meno funzionalità ovvero il netbook e il tablet.
    Io i tablet li vedo più in altri contesti, tipo ebook. Li avrebbero mille risvolti utili, ad esempio come quaderno/libri per gli studenti, e via così allo spreco di carta per quaderni e via zaini da 200kg. Oppure in un ambiente di lavoro tipo la segretaria invece di stampare 600documenti e di portarli al capo gli porta il tablet, oppure per tenere le cartelle cliniche dei pazienti… Insomma i risvolti utili li avrebbe anche ma io vi giuro che non capisco che senso abbia per l’uomo di tutti i giorni e sopratutto per l’uomo che ha già in tasca un telefono che offre le stesse funzionalità anzi di più (visto che telefona manda sms ed mms).
    Mi illuminate? =D grazie

    • Nedanfor

      I tablet sono concepiti per navigare, i cellulari no (e ti sfido a navigare su 4-5”!). Diciamo che il tablet è parzialmente ridondante sia con i cellulari che con i netbook, essendo una specie di via di mezzo. (Quanto agli eReader temo che sia un discorso a parte… Quelli devono permetterti di leggere particolarmente bene e consumare poco).

      • d4n1x

        Guarda se ti devo dire la verità io con il mio htc wildfire ci navigo tranquillamente ci leggo i miei siti, ci vado a leggere la posta, ci chatto con gli amici e tutto questo lo faccio sull’autobus mentre vado e torno dall’università (totale di 2 ora al giorno). Ovviamente non ci riesco a leggere PDF troppo lunghi perchè lo schermo è troppo piccolo però penso che se avessi un nexus one avrei meno problemi.
        Invece io trovo i tablet ottimi sostituiti degli ebook, perchè immaginati io studente vado all’università arrivo prendo appunti sul tablet (non spreco carta e penna) posso condividere i miei appunti con magari un amico che non è venuto a lezioni inviandoli via mail, posso connettermi a una pagina internet magari per correggere un prof che dice una fregnaccia (visto che succede spesso) o per approfondire un argomento mentre studio (ovviamente non ci potrò programmare sopra) e ci posso leggere il libro su cui devo studiare e averli sempre tutti con me senza dover portare 400 tomi da 1000pagine che pesano 20kg l’uno…. Insomma secondo me completano gli ebook ma sono decisamente ridondanti confrontati a un telefono moderno.

          • d4n1x

            Magari con un pennino :D o con la tastiera io scrivo molto più veloce con la tastiera del computer e del telefono che con la penna :D

    • ZioVic

      Quelli che vedi presentati qui non servono praticamente ancora a nulla (cosí come a nulla servivano i primi tablet pc presentati tipo nel 2001). I tuoi dubbi sulla differenza tra tablet e telefono sono piú che leciti, e derivano essenzialmente dal fatto che ora come ora vengono proposti tablet con sopra un softweare e delle funzionalitá pensate per dei telefoni.
      Il tutto sta a trovargli delle applicazioni appropriate e un mercato consono.
      I netbook ad esempio li ho sempre e solo visti validi come “notebook da guerra”, macchine piccole ed economiche perfette da portarsi in giro per brevi trasferte (non pesano e non ti inca%%i se ti cadono). Vedi ad esempio il primo Asus. Dopodiché la situazione é degenerata e ora siamo pieni di macchine che si comportano (e costano) come dei mini-laptop, perdendo cosí tutto il senso del form-factor.
      Per quel che riguarda il mercato dei tablet, hai ragione a vederli in un contesto di ebook. Vedi ad esempio Apple che ha cominciato a lanciare il suo book store e a fare partnership con editori e riviste.
      Per questo sto aspettando con ansia un tablet che, al di lá delle mille funzionalitá, mi offra 1) uno scermo comodo per leggere dei pdf tutto il giorno e 2) una batteria di degna durata.
      Fintanto che un tablet non mi soddisfa questi due punti, pe rme stiamo giocando ai pupazzelli e sconsiglio vivamente di spendere denaro in questi primi tentativi di affermarsi nel mercato.
      Al limite, altri usi marginali, possono essere in effetti la navigazione gps e un minimo di player video, giusto per vedersi i film a letto…

  18. natek

    Vorrei aggiungere a ciò che ha detto d4n1x anche il fatto che i tablet possano rappresentare una valida alternativa, nel mondo del lavoro, ai blackbarry degli agenti…ad esempio.
    Oggi giorno sempre più il lavoro si basa su una comunicazione veloce, efficace e per quanto possibile esauriente.
    Io mi immagino un agente in appuntamento con un cliente che deve contrattare il prezzo o mostrare il listino dei prodotti.. provate ad immaginare, fino all’altro ieri giravano con mega quadernoni con le foto, le brouchures, listini, ecc.. oggi tutto questo può esssere in un tablet, magari con la funzione di telefono per chiamare in azienda e con una connessione internet x gestire la corrispondenza a pranzo tra un boccone e l’altro..
    Certo, molti di loro avranno già i palmari e i black barry.. però sicuramente guardare le foto dei prodotti lì.. non è la stessa cosa di uno schermo da 10 pollici!!
    come questo ci sono tantissimi altri utilizzi.. secondo me il tablet rappresenta un nuovo modo di orgabnizzare la nostra vita, i nostri impegni, e magari potrà semplficare e farci gaudagnare del tempo da dedicare ad altro .. :)
    quindi, diciamo che l’utilità o meno di questi nuovi aggeggi è molto soggettiva..

  19. roberto

    Io invece riesco a trovare un utilizzo interessante per questi Tablet.
    Ad esempio, nel mio lavoro di marketing, la possibilita’ di utilizzare il tablet per presentazioni mi sarebbe di grande aiuto. Idem per email e la possibilita’ di accedere al ns. gestionale aziendale accessibile via internet da tempo. Per il 3g non mi interessa, il mio cellulare android ha il wifi tethering che funziona alla grande.
    Ritengo l’archos 101 molto, ma molto interessante

  20. borkie

    ma il tablet ultraeconomico indiano con android che fine ha fatto??
    quello si che sarebbe perfetto

  21. Senbee

    Visto che non servono a nulla se non a far vedere che ne si ha uno, approfittando della mia visita in Cina ne ho comprato uno con su Android a soli 30€. Un po’ lento ma fa tutto, compreso 3G, wifi, USB e cavo di rete.
    Il modello è sconosciuto perché comprato a braccio (senza scatola, nessuna scritta sul dispositivo, nelle info di Android è tutto segnato “generic”).

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