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Novell venduta a Microsoft (stavolta ufficialmente) e Attachmate

Aggiornamento: come segnalato da Alessandro in SocialBox, Novel manterrà i diritti sul marchio UNIX. Questa è un’ottima notizia.
Sapevamo già che Novell fosse in cerca di un compratore, di recente (cfr “Chi comprerà Novell/Suse? (facciamo una colletta, meglio)“) avevamo appreso da Wall Street Journal che l’azienda era in odore di essere spartita tra Attachmate (brevetti) e VMWare (SUSE). Beh l’indiscrezione si è avverata solo in parte.
Da qualche minuto sono letteralmente invaso da segnalazioni, come quella di NicolaMaza in SocialBox, che indicano l’avvenuto accordo, per altro non ancora completamente chiaro a tutti: Novell e SUSE saranno vendute ad Attachmate per $2.2 miliardi, come già anticipato da tempo, mentre il succulento portfolio di proprietà intellettuali (ciò che di Novell ci interessa di più) andrà ad un consorzio di aziende che farebbe capo a Microsoft. Per la modica cifra di $450 milioni.
Qui l’annuncio ufficiale. Sento già il vostro sconforto.

170 commenti

  1. abba

    Con 450 milioni di dollari di proprietà intellettuali vi immaginate quante cause contro l’opensource aprirà MS?

  2. Pingback:Novell venduta a Microsoft e Attachmate | Lega Nerd

  3. Marcu_

    Proprio adesso che stavo utilizzando con gioia Opensuse, sperem che non falcino il progetto.

  4. Michele

    C’è poco da fare, l’accoppiata open source e azienda è sempre un rischio, per l’open source.
    Da java a openoffice fino a mysql con Oracle.
    Ora la tanto acclamata open suse dove finirà?
    VMware?
    Chissà cos’altro c’è in ballo!
    Pensata a Ubunut…. se mark dovesse decidere di ritirarsi? O se l’azienda x comprasse canonical?
    Se un domani nokia fallisse? Kde che fine farebbe?

    • pik

      Al contrario, nei succitati casi Oracle/Sun, un sacco di progetti fondamentali per l’informatica sono stati *salvati* dall’oblìo proprio per il fatto di essere opensource…

    • LorenzoC

      C’e’ qualcosa a cui si puo’ accoppiare questa entita’ metafisica nota come Open Source?

      • Kim Allamandola

        Direi grossomodo la quasi totalità del software esistente oggi… Non vi sono
        praticamente software proprietari che non abbiano pezzo open al loro interno.
        Un bazaar, una agorà, una popolazione od ecosistema non li definisci sempre
        con un nome od un’entità rappresentativa questo non significa molto però :-)
        Un’accoppiata molto semplice posso dartela: la conoscenza umana. Infatti è noto
        che agli Scienziati, ai filosofi ecc piace collaborare e diffondere le loro
        idee e scoperte, allo stesso modo è provato che l’uomo tende all’altruismo nel
        gruppo, sia pur con vari distinguo, e che tale caratteristica serve sul piano
        evolutivo :-)

        • LorenzoC

          Si ma io pensavo fosse sottointeso “qualcosa che non sia fuffa”.
          Se lo “utente medio” sta alla larga da Linux, se “l’accoppiata open source e azienda è sempre un rischio”, (sia nel senso di Novell che nel senso di una azienda che scelga Linux per il proprio IT), alla fine cosa rimane?
          Riguardo avere pezzi Open Source praticamente ovunque, appunto si parlava delle possibili conseguenze del fatto che l’industria IT americana si fonda sui brevetti e della acquisizione di Novell.

          • Kim Allamandola

            Dunque circa il problema brevetti ti rispondo subito dicendo che l’opensource
            non centra nulla: ti ricordi il problema dei brevetti delle gif? O quello dei
            long file names su FAT? Li non era codice open, era tecnologia proprietaria e
            si l’intera industria IT (caso delle gif) che la TomTom (caso lfn) ne han
            pagato lo scotto. Il problema è il concetto di brevetto che nel mondo del
            software non va bene, per le aziende produttrici stesse.
            L’opensource è oggi una *necessità tecnica* dell’industria IT non solo della
            community o dell'”umanità”.
            L’accoppiata opensource azienda *non * è un rischio; è un rischio *enorme* per
            i clienti il software proprietario. Chi si è bruciato in questi anni lo sa e
            spinge per soluzioni open. Il rischio è che chi prima produceva sw closed (ed
            ha bruciato molti clienti) oggi fa la faccia buona producendo un mix di open
            e closed col risultato di ottenere codice ottimo dalla community ed di bruciare
            allo stesso modo i suoi clienti che si trovano senza il proverbiale bulloncino
            closed che tiene insieme il motore dell’automobile…
            Per questo è *importante* usare prodotti open al 100% ed è *importante* usare
            solo prodotti tipo *GPL per rendere *minimizzare* il rischio insito nel
            dipendere da terzi per il proprio lavoro: se il sw è open ed il mio fornitore
            cambia politica posso continuare a farci quel che facevo prima passando ad un
            altro con fornitore con problemi infinitesimi rispetto ad una licenza che mi
            chiude ogni porta.
            In ultimo l’utente medio non stà alla larga di GNU/Linux; non lo conosce! Ed
            appena lo conosce non vuole tornare indietro e cerca di convincere i suoi
            conoscenti a fare altrettanto. È il metodo del passaparola che ha fatto
            esplodere le Google Apps, Andorid e tanti altri. Oggi visto l’andazzo molti
            piccoli OEM stanno passando ad Ubuntu iniziando a spingere anche verso quegli
            utenti che ancora sono nel matrix della Microsoft; ce ne sono tanti ma ti cito
            un caso come portabandiera: un negozio dove son capitato perché avevo bisogno
            di un cavo sata urgente; entro e vedo esposti dei netbook con Ubuntu nuovi,
            così per chiedere dico “ho ora iniziate a vendere Ubuntu!” “Guardi è il miglior
            sistema operativo che abbia mai provato, facile, semplice e fa di tutto; ora
            con Seven dobbiamo ogni volta tornare indietro ad XP ed è un problema: non ci
            sono driver, tante cose funzionano poi male… Tutti i netbook che vendiamo
            da qualche mese sono Ubuntu e se qualcuno ci porta in assistenza un netbook
            offriamo Ubuntu, costa meno che riparare Windows”. Il negoziante non sapeva
            chi ero e non sapeva che sono un sysadmin…

  5. Cr4zyc0w

    -_-” non ci credo.. sconforto è dire poco.. mai usate distro novell, ma veder “vendere” è triste..

  6. Amon Paike

    ora dico una cosa seria, la verità è che questa rivoluzione non si può fermare:
    Ne è stato arrestato un’ altro oggi, è su tutti i giornali: “Ragazzo arrestato per crimine informatico”, “Hacker arrestato dopo essersi infiltrato in una banca”…
    Dannati ragazzini. Sono tutti uguali.
    Ma avete mai, con la vostra psicologia da due soldi e il vostro Tecno-cervello da anni 50, guardato dietro agli occhi dell’Hacker? Non vi siete mai chiesti cosa abbia fatto nascere la sua passione?
    Quale forza lo abbia creato, cosa può averlo forgiato?
    Io sono un Hacker, entrate nel mio mondo…
    Il mio è un mondo che inizia con la scuola… Sono più sveglio di molti altri ragazzi, quello che ci insegnano mi annoia…
    Dannato sottosviluppato. Sono tutti uguali.
    Io sono alle Junior School, o alle High School.
    Ho ascoltato gli insegnanti spiegare per quindici volte come ridurre una frazione, l’ho capito.
    “No, Ms. Smith, io non mostro il mio lavoro. E’ tutto nella mia testa…”
    Dannato bambino. Probabilmente lo ha copiato. Sono tutti uguali.
    Ho fatto una scoperta oggi. Ho trovato un computer. Aspetta un momento, questo è incredibile!
    Fa esattamente quello che voglio. Se commetto un errore, è perchè io ho sbagliato, non perchè io non gli piaccio… O perchè si senta minacciato da me… O perchè pensi che io sia un coglione… O perchè non gli piace insegnare e vorrebbe essere da un’altra parte…
    Dannato bambino. Tutto quello che fa è giocare. Sono tutti uguali.
    Poi è successa una cosa… una porta si è aperta su un mondo… correndo attraverso le linee telefoniche come l’eroina nelle vene di un tossicomane, un impulso elettronico è stato spedito, un rifugio dagli incompetenti di ogni giorno è stato trovato, una tastiera è stata scoperta. “Questo è il luogo a cui appartengo…”
    Io conosco tutti qui… non ci siamo mai incontrati, non abbiamo mai parlato faccia a faccia , non ho mai ascoltato le loro voci… però conosco tutti.
    Dannato bambino.
    Si è allacciato nuovamente alla linea telefonica.
    Sono tutti uguali.
    Ci potete scommettere il culo che siamo tutti uguali… noi siamo stati nutriti con cibo da bambini alla scuola mentre bravamamo una bistecca… i pezzi di cibo che ci avete dato erano già stati masticati e senza sapore. Noi siamo stati dominati da sadici e ignoranti, dagli indifferenti.
    I pochi che avevano qualcosa da insegnarci trovavano in noi volenterosi allievi, ma queste persone sono come goccie d’acqua nel deserto. Ora è questo il nostro mondo… il mondo dell’elettrone e dello switch, la bellezza del baud.
    Noi facciamo uso di un servizio già esistente che non costerebbe nulla se non fosse controllato da approfittatori ingordi, e voi ci chiamate criminali.
    Noi esploriamo… e ci chiamate criminali. Noi cerchiamo conoscenza… e ci chiamate criminali. Noi esistiamo senza colore di pelle, nazionalità, credi religiosi e ci chiamate criminali. Voi costruite bombe atomiche, finanziate guerre, uccidete, ingannate e mentite e cercate di farci credere che lo fate per il nostro bene, e poi siamo noi i criminali.
    Si, io sono un criminale.
    Il mio crimine è la mia curiosità.
    Il mio crimine è quello che i giurati pensano e sanno non quello che guardano. Il mio crimine è quello di scovare qualche vostro segreto, qualcosa che non vi farà mai dimenticare il mio nome.
    Io sono un Hacker e questo è il mio manifesto.
    Potete anche fermare me, ma non potete fermarci tutti…
    Dopo tutto, “Siamo tutti uguali”.
    scritto l’8 gennaio 1986 da un hacker che si faceva chiamare The Mentor quando ancora il Manifesto GNU di Richard Stallman era una Bozza in via di definizione… e guardate ora dove siamo arrivati. :)

    • blackout

      quanto hai ragione.. la loro fine è vicina
      il software open in quanto tale, si puo e si evolve… finche esistera anche un solo appassionato pronto a smanettarci non morira MAI…. e poi volevo ricordarvi che HURD sta cominciando a ingranare e che HURD è un kernel “alternativo” al kernel linux… ;) 1 parola e poco e 2 sono troppo
      quindi non vi demoralizzate che tanto, sta volta il piano malefico delle corporation non funzionera

      • LorenzoC

        “finche esistera anche un solo appassionato pronto a smanettarci non morira MAI”.
        Quante ore al giorno ci lavora il “singolo appassionato”?
        Quanti anni di vita gli rimangono?

  7. Marco Persinger

    ora vedremo SCO vs Microsoft? (:
    scherzi a parte non so veramente cosa pensare, non potendo prevedere già la loro strategia. non azzardo ipotesi, ma mi preparo al peggio :D

    • asd

      esiste già una loro strategia, non è necessario che ti sforzi, basta che vedi cosa stanno facendo con android…
      Non spendi 450milioni se non speri di guadagnarne di più….

  8. GNAM

    Io, utente openSUSE, sono ben contento di questa notizia ;)
    Significa che questa distro schiaccerà presto le avversarie.
    Come avevo previsto, avremo il BOOM di Linux,
    sotto l’ala protettiva di Microsoft.

          • lucazade

            “Che ne pensate invece di prodotti open di qualità (ma sempre una spanna sotto Microsoft) + il 10% del mercato?”
            Ma se pensi che i prodotti open siano di qualità inferiore a quelli Microsoft.. domandati perchè continui ad utilizzarli? Autolesionismo?
            Possono tenersi stretti tutti i loro soldini, noi abbiamo comunità, sviluppatori, investitori, tempo e fiducia dalla parte nostra e alla lunga, o nel breve periodo, questo ne decreterà il successo.
            No alle scorciatoie.

          • GNAM

            > Ma se pensi che i prodotti open siano di qualità inferiore a quelli Microsoft.. domandati perchè continui ad utilizzarli? Autolesionismo
            No, perché sono GRATIS, e questo piace alla comunità scientifica.

          • Amon Paike

            @GNAM
            un giorno ti capirò io a te , vivi in un perenne conflitto esistenziale tra
            “essere o non essere”, hai assaggiato il dolce gusto del rapportarsi e del condividere.
            hai compreso che qui tra questa comunità infondo si sta bene ma allo stesso tempo ti piace il magna magna e il luccichio imperiale e piramidale del padrone come una squadra di calcio da tifare.
            La vera partita si gioca con gli indecisi come te, che hanno in piede da un lato e l’altro dall’altro.
            Il giorno che farai la scelta (sincera di comprensione), sarà scacco matto.

          • LorenzoC

            Il bello e’ che non esiste nessuna “comunità”. Non esiste nessuna condivisione. Esiste l’esatto contrario, il meccanismo del “io ce l’ho piu’ grosso del tuo” o del “si fottano tutti”, che poi e’ sotteso al forking continuo, ai milla mila progetti che rifanno le stesse cose. La qualita’ scadente e’ una derivata meccanica della carenza di risorse, sia in termini di competenze che in termini di “forza bruta”. Per fare un software di tot milioni di righe bisogna pigiare miliardi di tasti.

          • Kim Allamandola

            Ahem Microsoft invece innova? Ha una qualità superiore ai prodotti open?
            Diavolo non l’ho mai notato! Anzi, ho solo prove del contrario…
            Ps il TCP/IP, il DNS, Internet non sono Microsoft…

          • LorenzoC

            Io non ho scritto da nessuna parte “innovazione”. Ho scritto che se non hai abbastanza risorse, sia in termini di competenze che di ore-uomo, non puoi fare un lavoro di qualita’. Questo e’ una questione puramente meccanica.
            Microsoft opera in un regime di quasi-monopolio quindi non avendo concorrenti nel software non ha bisogno di fare grandi sforzi innovativi. Il punto e’ proprio questo, il fatto che non ci siano concorrenti.

          • LorenzoC

            @Gnam:
            Per capire perche’ non si va da nessuna parte basta leggere concetti come “l’anarchia e’ una forma di comunita’”. In violazione del principio di non-contraddizione. Come va di moda da un po’.

          • Kim Allamandola

            Leggiti The Mythical Man-Month scritto da Frederick Brooks l’inventore di IBM
            System * la tua questione puramente meccanica è dimostrata falsa da molte cose:
            * la Sun ha molti meno sviluppatori di Microsoft eppure Solaris è secoli luce
            superiore ad Windows;
            * il software opensource ha acclaratamente una qualità significativamente
            superiore al software proprietario;
            * se un progetto open ha successo raggiunge numeri di sviluppatori superiori
            a quelli di qualsiasi azienda;
            Se Microsoft non avesse bisogno di innovare com’è che i suoi concorrenti
            guadagnano sempre più terreno? Com’è che praticamente nessun servizio critico
            gira in ambiente Microsoft e che l’intera infrastruttura di internet _ed_ i
            suoi big sono Unix/GNU/Linux?
            L’ideologia tanti operai (code-monkeys) uguale tanto lavoro è l’ideologia che
            ha portato Windows in un pantano da cui non può più uscire. Il software non è
            come la catena di montaggio di una fabbrica automobilistica, il modello ford
            nel software *non* funziona.

          • Nedanfor

            @LorenzoC
            Abbi premura di fare un quote la prossima volta che tiri in ballo delle mie considerazioni personali. Non perché mi interessa particolarmente, ma per un sano principio di educazione: non credo sia giusto non dare la possibilità di replicare quando si sostiene una tesi senza alcuna argomentazione e senza confutare alcuna argomentazione dell’antitesi.
            Eh già, perché tu, essendo il Marchese del Grillo, sei talmente superiore a noi che nelle discussioni non hai bisogno di dimostrare ciò che dici. Premesso questo, posso muovere un’unica obiezione: anarchia. Etimo di an+arché. Arché vuol dire, generalmente, sovrano*, anarché vuol dire assenza di arché. Sicché son più che convinto che tu riesca a concludere un semplice sillogismo (arché vuol dire x, anarché vuol dire assenza di arché, anarché vuol dire assenza di x, per chiarezza) mi chiedo: dov’è questo ossimoro che tu ritieni d’aver trovato? Possibile che esso sia semplice frutto della tua più che manifesta ignoranza?
            *Per una definizione più precisa ti consiglio di consultare un vocabolario di greco antico. In ogni caso monarchia è monos + arché e vuol dire unico sovrano, democrazia è demos + arché e vuol dire popolo sovrano.
            Cordiali saluti, Nedanfor.

          • LorenzoC

            Evidentemente non ci capiamo.
            Se tu devi costruire una piramide ti servono X operai per Y anni. Puoi diminuire una variabile ed aumentare l’altra.
            Due gruppi uno di 150mila operai e uno di 50 mila operai possono entrambi costruire una piramide. Se fanno una gara a chi finisce prima probabilmente il gruppo piu’ numeroso vince. Certo, esiste la possibilita’ che, indipedentemente dal numero, in un gruppo ci siano piu’ competenze che nell’altro e questo possa compensare lo svantaggio in termini di forza bruta.
            Quindi una azienda X puo’ fare meglio di una azienda Y.
            Ma stiamo comunque parlando in ENTRAMBI I CASI di una quantita’ di risorse ENORME, piu’ che sufficiente allo scopo.
            Se tu hai 3 sviluppatori la probabilita’ che tu possa competere con una azienda che ha migliaia di sviluppatori e’ solo teorica. Magari puoi uscire all’improvviso con una idea geniale ma farla crescere e vivere e’ tutto un altro paio di maniche.
            Negli USA di solito capita che lo studente con l’idea, incubata nelle universita’, si incontra col “venture capital”, cioe’ con gli investitori che scommettono sulle start-up e che gli danno i soldi per trasformare il progetto cantinaro in una azienda con decine o centinaia di dipedenti.
            Ma in quel momento inizia il mondo dei brevetti e della proprieta’ intellettuale.
            L’idea che un progetto possa vivere di entusiasmo e volontariato all’infinito e’ OVVIAMENTE fasulla.
            Riguardo la “qualita’” del software, torniamo sempre al solito discorso del perche’ un certo software pur essendo “fighissimo” e GRATIS viene usato da 1% degli utenti potenziali.

          • LorenzoC

            Caro Nedanfor-azzeccagarbugli, mi costringi a spiegare l’ovvio.
            Parlando di comunita’ ovviamente il principio di “arche'” a cui i membri devono sottomettersi e’ quello dell'”interesse comune” o dello “scopo superiore”.
            Se io, te e altri 6 pazzoidi ci buttiamo in un torrente su un canotto, ognuno di noi deve sottomettere la propria individualita’ alla necessita’ di remare in maniera coordinata ed energica al fine di salvare la pelle. Se io remo di qua e tu remi di la perche’ cosi ci sembra piu’ divertente, il canotto nel suo insieme probabilmente si ribalta.
            La anarchia che vediamo nell’ambito di cui parliamo contraddice il concetto di comunita’ perche’ ognuno, invece di mettere il proprio ego in secondo piano rispetto alla necessita’ superiore, al contrario si sforza di ritagliarsi uno spazio di protagonismo, che non solo sottrae energie al possibile “scopo comune” ma anzi lo ostacola. Si svuluppa il fork X non per aiutare il progetto parallelo Y ma CONTRO di esso. Sempre come dicevo per il principio del “io che l’ho piu’ lungo del tuo”. Se poi vuoi dire che un gruppo di personaggi che si sforzano di salire sul palcoscenico e di dimostrare che ce l’hanno piu’ lungo degli altri sono una comunita’, allora dipende dalla definizione di “comunita’”.

          • Kim Allamandola

            Allora, vediamo… Gli utenti che usano il servizio dns direi sono il 99.9999%
            degli utenti di internet; bind è opensource. Gli utenti GNU/Linux tra desktop,
            smartphone, sistemi embedded (inclusi navigatori, router, tv, bas/sac,
            controllistica industriale ecc) e fornitori di servizi (Google, FaceBook ecc)
            direi che sono il 99.9% degli utenti informatizzati… Scusa c’è qualcosa che
            non mi torna nel tuo 1%…
            Sul caso della piramide poi mi sa che non hai chiaro come funziona lo sviluppo
            opensource… Ti ripeto, leggi The Mythical Man-Month ma anche il K&R o The
            Cathedral and the Bazaar e tanti altri testi sullo sviluppo software scritti
            da soggetti che han fatto la storia dell’informatica. Un progetto open ha in
            media molti più sviluppatori di uno closed! Iniziano un pochi, come per ogni
            idea, e se questa ha successo l’intera community partecipa.
            Del resto guarda quanti sono gli sviluppatori Microsoft e quanti sono gli
            sviluppatori che formano ad esempio la struttura di Ubuntu (dal kernel Linux
            all’userland GNU al sistema DebIan di base a Gnome ed ogni altro componente)
            il numero di teste che ha prodotto la i bit della iso di Ubuntu sono n-mila
            volte di più di quelle che han prodotto Windows!

          • LorenzoC

            Per me una comunita’ esiste quando i membri si raccolgono attorno ad uno scopo comune. 10 persone ognuna con uno scopo diverso non sono una comunita’, sono 10 comunita’ di 1 membro.

          • lucazade

            “Uno dei misteri più grandi è tutta questa marea di gente che se la sente calda” cit. di un mio caro amico.

          • LorenzoC

            Allamandola, quello che dico e’ che la visione romantica del software “libero” sviluppato dagli hobbisti non ha basi reali. Quello che esiste di “libero” in realta’ e’ condizionato dal contributo sostanziale dei colossi dell’informatica che, come abbiamo visto e vediamo, segue altre logiche. Certo, sempre il solito discorso secondo cui se improvvisamente la corporation XYZ rende indisponibile il software KWJ, tizio e caio possono “forkare” il tutto a partire dagli ultimi sorgenti distribuiti. Ma fatto sta che passare improvvisamente da risorse “tot” a risorse 1/100millesimo di “tot” rende l’intera operazione un po’ traballante.

          • Kim Allamandola

            Sul discorso che hai citato dell’anarchia (e nessun progetto opensource è
            anarchico per inciso) mi vien da pensare che tu non voglia o non riesca a
            capire come funziona l’opensource.
            Se il progetto è *open* ogni fork può prendere pezzi di codice da chiunque
            altro senza problemi. Io forko il progetto “Auto” perché voglio ammortizzatori
            lunghi e morbidi (voglio un fuoristrada) tu invece vuoi ammortizzatori corti
            e duri (vuoi un’auto da corsa) non è che poi ognuno vada per la sua strada:
            tu scopri che stare seduti su una tavola non è comodo e prendi un po’ dei miei
            studi, io scopro che un cuscino di molle in curva non è il massimo e prendo un
            po’ dei tuoi studi. Entrambi siamo cresciuti usando il lavoro di ciascuno ed
            entrambi grazie alla condivisione, all’essere open, abbiamo ottenuto risultati
            eguali a quelli raggiunti da due che si son intestarditi a lavorare solo
            insieme. Solo che i due closed che si blindano in un binario hanno un solo
            veicolo (che tra l’altro contiene varie idiosincrasie dovute al disaccordo
            tra i singoli costretti comunque a lavorare uniti, vedi il caso dei prodotti
            Microsoft che si sovrappongono tra loro) noi ne abbiamo due diversi entrambi
            validi per i nostri bisogni.
            Open vuol dire usare le teste di tutti per il proprio scopo lasciando nel
            contempo la libertà di creare ai singoli secondo i propri gusti/necessità.
            Infine quella che tu chiami “visione romantica” è un dato di fatto della
            tecnica attuale. I colossi dell’informatica oggi non possono fare a meno
            di essere opensource proprio per poter mantenere il loro status. Poi guarda
            che open non vuol dire programmatori che lavorano di notte in cantina
            comunicando via uunet eh; Linux come progetto ha vari sviluppatori pagati
            da varie aziende, il fatto è che Red Hat sviluppa un pezzo di Linux perché
            così lo vuole, Google un altro perché così gli serve, IBM un altro, Con Colivas
            piuttosto che Mario Rossi un altro perché così gli piace ecc ma *nessuna* di
            queste aziende o singoli sviluppatori indipendenti ha il controllo del
            progetto; come membri anche di rilievo della community possono far pesare le
            loro posizioni (come in ogni democrazia reale ci sono elezioni, maggioranze
            opposizioni ecc) ma non controllarlo. Ti ricordo solo come esempio il caso di
            Android che Google si è visto buttar fuori dal kernel…

          • Nedanfor

            @LorenzoC
            “Parlando di comunita’ ovviamente il principio di “arche’” a cui i membri devono sottomettersi e’ quello dell’”interesse comune” o dello “scopo superiore”.”
            Bene, quindi cosa determinerebbe l’interesse comune o lo scopo superiore?
            Quanto ai fork, non funziona così. Credi che Debian andrebbe bene per un cellulare? Io non credo. E per un router? Neppure. Per un IVI? Neanche per sogno. I fork si creano in base delle esigenze e, anche se la tua tesi fosse vera (e la possibilità effettivamente esiste, sicché l’uomo cerca la gloria e la fama), ciò non rappresenterebbe comunque un ostacolo finché il codice rimane libero. Remarsi contro? Pubblicare codice vuol dire collaborare con gli altri, non distruggerli. La tua analisi non è credibile.
            Comunque stai ignorando completamente il problema che tu stesso hai sollevato: perché una comunità non può avere un capo? Perché non può semplicemente basarsi su un sistema aggregativo di nuclei?
            PS. Troppo facile liquidarmi come Azzeccagarbugli, finché si crede d’essere il Marchese del Grillo. Io, a differenza del mio (ben poco cordiale, se mi è permesso esprimere un giudizio) interlocutore, non credo d’avere la ragione in tasca o d’essere un dispensatore universale di verità: pretendo solamente delle argomentazioni, se si afferma in modo aforistico che le mie tesi violano il principio di non-contraddizione. (Per altro, in tutta onestà, detesto gli aforismi quando chi li adopera si elegge poeta-vate: permettono di dire grandi bugie come se fossero grandi verità)

          • Kim Allamandola

            Da un po’ di tempo noto (sarà che io son prolisso e quindi chi mi ascolta
            perde il filo) come molta gente diventi verde se ci si mette ad argomentare.
            Solo come esempio qualche giorno fa parlavo, non di informatica, con una
            persona e questa ha detto: “come ha detto Tizio non si può fare”; ora che non
            sia *opportuno* farlo in quel caso era vero, che non fosse *possibile* falso,
            il punto è: “non si può fare perché…” o “siccome lo ha detto tizio, …”
            perché quando si può *motivare* si preferisce evitarlo?
            È cosa simile alla moda della virtualizzazione: “virtualizzamo i costi”, “è
            tutto virtuale”, già, peccato che il “virtuale” giri su piattaforme reali,
            nel mondo reale… Non è troppo raro trovare gente con server fisico singolo
            con dischi in *striping* “così va più veloce” e macchine virtuali soprastanti
            con doppio *hd virtuale* *in mirror*… Ah ovviamente quasi nessuno pensa che
            la macchina fisica che va girare la struttura virtuale deve essere molto più
            grossa di quella necessaria a far girare una struttura solo fisica che assolva
            le stesse funzioni.
            Certo, dire che il tuo “sistemista” ti installa l’OS e poi lancia l’immagine
            che t’abbiamo preconfezionato, perché detto supertecnico turbocliccante non
            saprebbe come fare, e anche noi non sapremmo come dare supporto dato che a
            nostra volta l’immagine l’abbiamo fatta seguendo un po’ di HowTo in rete senza
            ben capire il perché ed il percome (tipo GNome su un mailserver) non va bene;
            dire, omettendo il discorso *costi* e *affidabilità* tra una soluzione virtuale
            ed una solo fisica, che il tutto l’avete pronto in tre click su questa bella
            UI scintillante fa molto più fico…
            Scusate lo sfogo un po’ OT
            Ps tanto per conoscenza questi articoli sono molto carini sul futuro
            dell’informatica:
            http://goo.gl/f6Ag
            http://goo.gl/QSa3

    • viandante

      Ma per piacere. A me non frega nulla del boom di linux, io voglio che il mio sistema funzioni e sia libero come ora. Che i dummies cliccabottoni si accontentino di windows e mele marce.

  9. darkham

    Beh, semplicemente l’ennesima concorrente acquistata da Microsoft. Il giorno in cui Torvalds diventerà il loro Direttore Divisione Ricerca e Sviluppo sarà rilevante.

  10. fabry

    secondo me la prossima edizione di winzozz sarà da tutti acclamata come “il migliore os mai sviluppato”. Il perchè si saprà

  11. asd

    di solito non mi esprimo in modo volgare, però questa volta ce lo siamo presi nel culo alla grande! Linux è finito…

  12. Al3x

    Pero sono stati carini, a me hanno scritto per avvisarmi della cosa :P
    ———————————————
    Dear Valued Novell Customer,
    I am writing to let you know that today we announced
    http://app.mktg.novell.com/e/er.aspx?s=1163&lid=3651&elq=c1ea16630805441b9d180214f6e49ed2
    that Novell has entered into a definitive merger agreement under which Attachmate
    Corporation would acquire Novell for $6.10 per share in cash in a transaction valued
    at approximately $2.2 billion
    ——————————————-
    segue lettera chilometrica che non ho alcuna intenzione di leggere…

  13. salvatore

    È finita. Novell è in possesso di brevetti ovunque,ora Microsoft ne farà ciò che vuole… Windows potrebbe diventare un buon OS o comunque tutto è a rischio,la libertà soprattutto.

  14. vabhe

    ah ecco
    “The merger is, as usual, subject to customary closing conditions and regulatory approvals, and is also conditioned upon the closing of the proposed sale of certain intellectual property assets to CPTN Holdings as well as approval by Novell’s stockholders.
    Novell says it expects both transactions to close in the first quarter of 2011.”
    (da techcrunch)
    non è detta l’ultima parola, sentiamo cosa hanno da dire i lobbisti di ibm

  15. lucazade

    Nel caso malaugurato Microsoft decidesse di intrapendere qualsiasi battaglia sui brevetti Linux
    abbiamo “dalla nostra” sempre Intel, IBM, Google e Commissione Europea.

  16. Nedanfor

    Secondo voi i finanziatori della Linux Foundation buttano milioni e milioni di lavoro nel cesso? Secondo voi Google, che usa GNU/Linux sui server e una versione castrata di Linux sui cellulari, ha voglia di perdere tutto? Secondo voi tutti i produttori di router passeranno a Windows Mobile? Signori miei, fatevelo dire, mi ricordate i CL che gridano l’avvento dell’apocalisse perché non gli arriva un’email :)
    Elenco solo tre nomi: Intel, IBM, Google. Se credete che questi non facciano niente in caso d’attacco, beh, temo che siate degli sprovveduti. L’unica azione di Microsoft consisterà nel FUD, che rallenterà l’adozione di Linux da parte di aziende e governi (chi ha buon memoria si ricorderà sicuramente delle pressioni su alcuni stati africani), e in minacce. Non s’impelagherà mai in un’azione legale che la vedrebbe sicuramente sconfitta, la minaccerà soltanto. E pare che, senza neanche minacciare, abbia riscosso il risultato sperato! Che dire, per la legge dei grandi numeri ogni tanto ne azzeccano una anche loro ;)

    • salvatore

      Io ho scritto le mie cavolate perchè comunque quel che conta è che i brevetti sono in mano di Microsoft,e neanche pochi. Poi magari mi sbaglio,eh! :)
      Poi mi sa che gli sviluppi che Novell metteva nell’open source cesseranno. Insomma,si stava meglio prima direi su due piedi. Poi vediamo.

      • Nedanfor

        Che si stava meglio prima è fuori di dubbio, anche se non credo che la collaborazione con la Linux Foundation termini (2.2 mld e non continui a vendere la distro? Sarebbe follia). Poi c’è anche da considerare l’aspetto legale: l’antitrust starà a guardare? Non ne sarei così sicuro :)
        Quanto ai brevetti… Solo IBM ne ha una collezione, Nokia e Oracle se la battono, Google le segue, e via discorrendo come prima. Se ci fosse una guerra non credo che ci sarebbero dei vincitori veri e propri, sarebbe una vittoria di Pirro, ma Microsoft finirebbe per vendere esclusivamente tonno in scatola. E non credo sia nei loro piani aziendali, almeno fino al 2012 :D

    • darkham

      Beh, Intel ha lavorato per anni a 4 mani con Microsoft, nonostante gli ultimi tempi. Non la terrei cosi’ in considerazione.

      • Nedanfor

        http://www.linuxfoundation.org/about/members
        Poi guarda i commit al kernel, fai un calcolo rapido su quanto ci spende e quanto gli serve (almeno per lo sviluppo hardware, vedi USB3), considera che stanno lavorando su MeeGo… Tutta la Linux Foundation collabora con Microsoft praticamente, eppure credo che abbiano tutti gli interessi del mondo a difendere Linux da attacchi legali. Lato home/desktop interessa solo a Canonical, il restante è tutto embedded e server… Credi veramente che vogliano rinunciarci?

  17. Anonimo

    #ifdef noflame
    Ho una visione più “morbida”; inizio con alcuni elementi che definisco “fatti”:
    Microsoft deve *di corsa* trovare un sistema operativo dal momento che il suo
    (un po’ come il Symbian) non può più andare avanti; il management di Novell
    vuole dedicarsi a cose che sa far meglio dell’IT, han comprato SuSe ma non han
    saputo realmente farci un business “che sfonda”. Microsoft e Novell da anni
    si “parlano” e si “conoscono”.
    Tecnicamente parlando, non a livello di codice ma a livello di gestione del
    proprio know-how, Novell e Microsoft sono molto simili: tanti sviluppatori
    indirizzati da manager (ovvero non sono gli sviluppatori *tecnici* a dettare
    la linea evolutiva del prodotto ma vengono diretti da soggetti del tutto privi
    di capacità tecniche di valutazione); organizzazione pachidermica e poco
    coesa (taaanti comparti stagni).
    A livello di prodotti Novell guarda a kde, cosiccome ha fatto Microsoft per
    “ispirarsi” a fare la UI di Vista/Seven, il resto delle big dell’open GNU/Linux
    punta invece su GNome. Kde similmente ad Windows ha una gestione che invita a
    far tutto via grafica (gnome non ha “strumenti integrati” per la gestione del
    sistema ha tanti pezzettini che coprono uno ed un solo aspetto del sistema
    con una filosofia più unix-style) e SuSe con YaST esaspera questo concetto.
    YaST come altri tools SuSe non sono proponibili da portare altrove (il costo
    del porting è superiore al beneficio) cosa molto in linea col pensiero
    Microsoft.
    GNU/Linux ha continuato a crescere senza tuttavia sfondare sui desktop mentre
    la Microsoft ha continuato a rallentare; questa situazione è durata molto a
    lungo (10 anni almeno), ora è matura.
    Qualche tempo fa tra l’uscita di FreeBSD 6.x prima ed OpenSolaris poi molti
    sistemisti si sono allontanati da GNU/Linux per sistemi “critici” in favore
    di FreeBSD/Solaris.
    Chiusa questa lunga premessa vado al punto moooooolto direttamente e sparando
    alto (ma non a caso):
    * Microsoft prende la SuSe attuale e la ribrandizza “Windows 10” (ci vorrà un
    po’ per far ciò…); grazie a Mono/.NET riesce a minimizzare l’impatto per
    quella parte di clienti (sviluppatori del suo ecosistema) che le interessa.
    * Oracle si sgancia da RedHat (la base del suo UBL) per andare al 100% sul ben
    più evoluto Solaris. Non può farlo evolvere non avendo gli sviluppatori SUN
    ma Oracle ha sempre fatto così con successo.
    * Ubuntu completa la sua deviazione dal “classico linux” prima con Wayland
    poi con un altro kernel (FreeBSD/IllumOS) poi (o un po’ prima del kernel)
    con un sistema di pacchettizzazione diverso.
    * Incerto il futuro di Nokia; o si aggancia alla cordata GNU/Linux guidata da
    Canonical o segue Microsoft finendo per dedicarsi al solo hw (NSN) e facendo
    assorbire alcuni suoi prodotti (come le Qt) alla nuova MicroLinux lasciando
    ad HTC e Samsung il suo mercato retail.
    Come conseguenza di ciò:
    * Ubuntu diventa l’Android dei desktop/netbook diventando “l’OSX che riesca
    a sfondare”. Canonical e Google un po’ collaborano un po’ si insultano.
    * SuSe, sostituto di Windows come OSX ha sostituito Mac Classic, si consolida
    nelle posizioni dove Microsoft regge meglio (PMI non tecniche e PA) e
    riguadagna anche un po’ di OEM (ex XP poi Ubuntu) che la vedono come
    un’ottima scelta per poter continuare a vendere spazzatura come facevano ai
    tempi di XP/Seven e come *non* riuscivano più fare con Ubuntu.
    Non voglio scatenare un flame anche se ho usato toni volutamente “pesanti” ma
    è uno scenario fanta-scientifico (ovvero ha una base solida) non un puro volo
    pindarico. Ad ogni modo questa è la mia idea: Microsoft è *morta* sul piano
    tecnico ma data la sua grossezza non può semplicemente portare i libri in
    tribunale ed al suo interno non a comunque solo gatti sbronzi che camminano
    su delle tastiere… Il comparto GNU/Linux è a un punto di frattura tra un
    ecosistema semi-statico (Red Hat) ed un pachiderma (Novell) che per altri
    versi non può evolversi granché in maniera simile a Microsoft mentre Canonical
    ha preso la strada del successo similmente ad Android.
    #endif

    • arzigogolato

      “A livello di prodotti Novell guarda a kde”
      Non è vero, forse ti confondi con Open SuSe, (non sono la stessa cosa) SLES e SLES sono basati su GNOME

    • Nedanfor

      “Incerto il futuro di Nokia; o si aggancia alla cordata GNU/Linux guidata da
      Canonical o segue Microsoft finendo per dedicarsi al solo hw (NSN) e facendo
      assorbire alcuni suoi prodotti (come le Qt) alla nuova MicroLinux lasciando
      ad HTC e Samsung il suo mercato retail.”
      Nokia è membro della Linux Found. da parecchio, mi risulta. Non s’è agganciata a niente e i suoi piani viaggiano candidi assieme a Intel, che perdonami ma è almeno mille volte più grande di Canonical…
      “Qualche tempo fa tra l’uscita di FreeBSD 6.x prima ed OpenSolaris poi molti
      sistemisti si sono allontanati da GNU/Linux per sistemi “critici” in favore
      di FreeBSD/Solaris.”
      I supercomputer contano come mission critical? Poi perdonami, ma OpenSolaris è ufficialmente morto, quindi non vedo come questi si siano allontanati, anzi, in molti sono tornati… Tanto più in vista dell’incertezza data da Oracle. FreeBSD, su computer casalinghi, ha praticamente le stesse prestazioni delle distro Linux… Con un market-share inesistente, al confronto. Conviene in pochissimi ambiti, almeno oggi (es. ZFS, finché non sarà ultimato il porting non ufficiale per Linux).
      Non mi metto a commentare punto per punto ma… A mio modestissimo avviso, hai le idee piuttosto confuse. Esempio: Microsoft ha comprato solo i brevetti di Novell, non tutta Novell… Inoltre l’acquisto non è terminato al 100% :) Oppure… Oracle si sgancia da Linux? Il 90% dei suoi utenti usa Linux, è un platinum member della Foundation, contribuisce a (se ricordo bene) circa il 10% dei commit l’anno. Secondo te domani cambierà strada per un prodotto che dovrà mantenere da sola al 100%, nonostante i sys-admin stiano fuggendo da Solaris perché, dopo l’abbandono di OpenSolaris, è considerato un progetto morto?

      • Kim Allamandola

        @Nedanfor
        Nokia è membro della Linux Foundation e sviluppa il MeeGo con Intel (e prima
        ha sviluppato il Maemo da sola) *ma* non sembra avere una strategia per
        questi prodotti! Col Maemo ha fatto solo una linea di scarsissimo successo e
        ben poco pubblicizzata quale i Nokia Tablet (n770&c) e un solo prodotto che
        non stà spingendo (n900). Col MeeGo ancora non ha nulla e pare voler continuare
        a tenere in vita il Symbiam… Nokia può scegliere il treno GNU/Linux buttando
        il Symbiam (che poi manco a sviluppato tutto da sola, è il vecchio Epoch3…)
        e spingendo su MeeGo.
        MeeGo come Maemo prima ha una grande possibilità: se permetti di scrivere le
        tue applicazioni in linguaggi facili e potenti ed il sistema di base è buono
        hai successo; Android ha il miglior “desktop” mobile sulla piazza ma è scritto
        in java, linguaggio diffusissimo ma poco “moderno” o “facile” con problemi di
        performance (#noflame uno Android dal primo G1 ed ora col MyTouch Slide 600MHz
        di CPU e 512Mb di ram lo trovo *comunque* pesante rispetto al Maemo dell’n900)
        e molto scomodo da sviluppare (devi usare eclipse, questo, quello ecc).
        Il Symbiam è ovviamente ancora peggio per lo sviluppatore mentre il MeeGo può
        puntare su Python come linguaggio di punta che è facile, potente e moooolto
        diffuso riuscendo nel breve/medio termine a crescere molto in fretta per
        avere un market comparabile ad Android (e magari *senza* le restrizioni del
        market di Google) e nel lungo può sperare di superare Android grazie al
        Python…
        Se resta su Symbiam/con le sue “evoluzioni” penso concordiamo tutti quale sia
        il suo destino.
        Sul discorso OpenSolaris è parzialmente vero: Solaris 11 *è* OpenSolaris anche
        se non più sviluppato Open-style; le tlc del mondo intero girano da anni su
        Solaris e sul DB Oracle e non hanno alcuna intenzione di cambiare, idem un
        mucchio altri servizi scritical come il controllo del traffico aereo, molte
        applicazioni militari e una bella fetta di clienti nel piping… Molti scappano
        da Oracle, io sono uno di questi, ma non sono interessato server-side a GNU
        Linux; come taaanti altri da OpenSolaris vado su FreeBSD con lo zfs, con
        dtrace (che talvolta è *enormemente utile*) con pf, con un kernel che sia pur
        anni luce indietro ad osol è comunque più performante di GNU/Linux in una
        pletora di casi. Linux è un bloat di codice (parlo dello stesso Linus) e da
        tempo Debian, Gentoo e sotto certi aspetti Canonical cercano alternative; con
        la fine del progetto Indiana (OpenSolaris) i core-developer Sun si sono
        radunati in IllumOS (kernel+userland base) ed OpenIndiana, possono farlo ma
        per sfondare han bisogno di più fondi, sono dopotutto abituati a stipendi da
        10/15.000$ al mese… Canonical può essere tra le aziende interessate ad
        assumerli e nessuno di IllumOS sarebbe contrario a ciò.
        In ultimo, scusandomi per il secondo post “monumentale”, si Microsoft non ha
        proprio comprato Novell, e l’affare non è finito… Ma ho ipotizzato uno
        scenario nel futuro fanta (troppe variabili) scientifico (perché non è un volo
        pindarico e bon, si basa su varie considerazioni tangibili) :-)

        • Nedanfor

          Per Symbian sviluppi in Qt, per MeeGo sviluppi in Qt… L’idea è quella :) Symbian serve come passaggio graduale e come OS ultraleggero, non credo che esistano alternative in questo senso. Inoltre è da poco arrivata la notizia che la fascia alta sarà proprietà esclusiva di MeeGo (N9 in uscita verso marzo, se tutto va bene). Nokia è molto più organizzata di ciò che sembra ;)
          Non credo che un kernel alternativo possa competere in alcun modo con Linux. Cito spesso questo come esempio. Tutti questi passeranno magicamente da Linux a kernel Solaris? Non credo proprio :) La stessa Oracle sta lasciando marcire lo sviluppo di Solaris versione proprietaria, quindi mi sembrano considerazioni senza grandi fondamenti. Quanto al kernel Linux bloated… È un bene, paradossalmente. Non vuol dire che sia lento, vuol dire che è pieno di driver e di codice. Il che significa più periferiche supportate, sebbene il livello qualitativo del supporto non sia omogeneo. Si suppone che, quando viene installato server-side, compili il kernel con solo ciò che è realmente necessario. Quanto alla mancanza di dtrace e ZFS concordo, ma c’è da dire che non sono sempre strettamente necessari.
          Beh, staremo a vedere :)

          • Kim Allamandola

            Oracle ha appena rilasciato Solaris 11 che è il prosieguo chiuso di OpenSolaris
            non stà per nulla lasciando morire quello che è il suo prodotto di punta e il
            prodotto che usano la maggior parte dei suoi grossi clienti (le tlc di tutto il
            mondo, Wind, Tim, Vodaphone incluse) semmai ha il problema che molti core
            developers di Sun si sono licenziati.
            Il discorso kernel bloated non lento è opinabile: bloated non vuol dire grosso
            vuol dire schiacciato dalla sua disorganizzazione; confusionario. Solaris come
            FreeBSD in moltissi ambiti performano assai meglio (pensa solo al fatto che con
            una UltraSparc T3 1U e Solaris rimpiazzi 4/6/8 1U GNU/Linux e stò parlando di
            esperienza non di pubblicità). GNU/Linux non ha solo problemi di peso (anzi su
            questo aspetto è persino più magro di Solaris) ha problemi di architettura…
            Sul discorso zfs infine certo, si è lavorato per anni senza… Peccato che con
            lo zfs tempi e costi per ogni cosa, dal desktop al fileserver crollino in
            maniera tale che compagnie come NetApp chiesero a Sun di riportarlo allo stato
            closed per non distruggere il loro mercato… Con zfs cloni l’OS ed i dati (ad
            es in un deploy desktop) con un comando ed il tempo necessario a trasferire i
            dati *fisici* da una macchina alle altre; nessun aggiornamento di pianta mai il
            sistema grazie ai BE; puoi sperimentare come vuoi senza sporcare il sistema;
            non hai da preoccuparti di dimensionare i volumi/partizioni sul tuo sistema
            ne fai quanti vuoi ed ognuno cresce in automatico via via che ci metti dati (e
            ovviamente puoi riservare un certo spazio minimo e massimo) con compressione e
            dedup puoi risparmiare una quantità impressionate di spazio disco ecc ecc ecc
            credimi chi ha provato zfs è disposto ad uccidere pur di averlo. Poi ok dtrace
            non ti serve magari *sempre* peccato che quando ti serve sia spesso la migliore
            e talvolta l’unica via per far troubleshooting o statistiche/alert; poi ci
            sono taaaante altre cose, i cpuset, l’fma, l’smf, ecc ecc ecc.
            Staremo a vedere :-) ma credimi non è affatto fantascienza che Canonical assuma
            i devs di IllumOS (ex-Sun, autori di Solaris); l’unico ostacolo sarebbe la
            CDDL che oggi come oggi non è indicata (grazie alla CDDL Oracle può riportare
            legalmente Solaris ad uno sviluppo chiuso, con la GPL non potrebbe) ed una
            riscrittura sotto GPL sarebbe moooolto lunga…

    • scienzedellevanghe

      <>
      Detto così lo trovo molto difficile, ma stavo pensando anche io che per i nuovi sistemi potrebbero davvero voler passare ad un sistema unix-like … del resto adesso sono loro a possedere il brevetto “Unix”. Comunque per ora ogni previsione che non contenga le parole “FUD”, “processo” o “abbraccia, estendi, estingui” è fantascientifica.

      • scienzedellevanghe

        mi riferivo a questo pezzo
        — * Microsoft prende la SuSe attuale e la ribrandizza “Windows 10″ (ci vorrà un
        po’ per far ciò…); grazie a Mono/.NET riesce a minimizzare l’impatto per
        quella parte di clienti (sviluppatori del suo ecosistema) che le interessa. —

  18. Mario

    In momenti come questi, il mio pensiero e la mia immensa gratitudine vanno a quel pazzo visionario che ha inventato la licenza GPL. Finché ci sarà la GPL ci sarà libertà informatica, a dispetto di qualsiasi Microsoft o Oracle che sia.

    • ilPestifero

      Il punto è tutto li.
      E quel pazzo ha un nome cognome e tanti nemici, che lo riempiono di complimenti ogni giorni.
      Però intanto esiste e alle aziende risulta un pò più difficile mettercelo in quel posto.

  19. GNAM

    In questi momenti, mi viene in mente Ubuntu.
    Nata per eliminare Microsoft dal mercato OS,
    ora sarà spazzata via dall’ingresso di Microsoft nel mondo Linux ;)
    Chi di spada ferisce…

  20. Neff

    Brutta, pessima notizia. Ora resta da capire quali brevetti Novell ha effettivamente ceduto alla Linux Foundation (http://www.patentcommons.org/commons/). Ricordo che ai tempi dell’accordo Novell-Microsoft si era parlato del grande contributo che aziende come Novell e come Sun stavano dando al software libero anche in termini di protezione legale. Se non sbaglio la Open Source Development Labs (poi divenuta una parte importante della Linux Foundation) offriva proprio questo tipo di supporto: era un consorzio in cui le aziende vicine al mondo linux si impegnavano per mettere i propri brevetti a disposizione del pinguino. Ora resta da chiarire se i brevetti sono stati ceduti, o se è stata inserita una clausola legale oppure se tutto si basava solo su accordi verbali, piuttosto inutili in questi casi. Incrociamo le dita. Comunque W le distribuzioni non commerciali a questo punto, sono loro che faranno o ci permetteranno di conservare linux per i posteri

  21. m

    Posso sapere che c’entrano i brevetti UNIX con Linux?
    Google basa praticamente tutto il suo business su/con Linux: se vi fossero stati possibili problemi credete che Google non avrebbe comprato le proprietà intellettuali di Novel per 2.200.000.000.000.000.000 mila miliardi di dollari?

    • Amon Paike

      @m forse non hai capito , la questione non è tanto se ci sono reali problemi o meno con i brevetti, la questione è il territorio di incertezze che provoca turbativi sui finanziamenti.
      il fatto stesso che esiste il dubbio che microsoft possa rompere i coiotes con i brevetti è un grossissimo vantaggio in borsa a favore di microsoft”
      l’interesse di microsoft è principalmente il suo valore in borsa, è piuttosto evidente che l’importanza della qualità dei suoi prodotti passa passa in secondo piano.

  22. NicolaMaza

    Microsoft ha fatto un investimento e quindi lo usera’ sicuramente nei suoi/loro piani..
    Non mi considero un maniaco delle cospirazioni ma a volte penso che queste societa’ abbiamo dei piani decennali e che l’andamento di linux era largamente previsto..
    E in piu’ hanno il dollaro e gli interessi per far andare le loro maledette previsioni dove vogliono..
    Almeno non possono comprare la comunita’ e l’immagine con i loro soldi..
    Banchetterano con i nostri brevetti ma non mi avranno mai!! ;D

    • m

      Sono ignorante sull’argomento; dici:
      “Banchetterano con i nostri brevetti”
      Cosa c’è di nostro? Cosa può mettere a rischio il NOSTRO mondo informatico?

        • aytin

          Potevano farlo anche prima. Invece vorrei capire quanto la GPL (Santo Stallman) possa frenare appetiti di diverso genere.
          Vale a dire: il possesso di queste proprietà intellettuali potrebbe essere utilizzato per es. nel settore mobile per azzoppare Android (sempre che Google glielo permetta)?

          • Kim Allamandola

            No, per un semplice motivo: se la GPL non garantisce che il codice sia “gratis”
            tuttavia garantisce che chiunque possa *modificarlo* sotto la stessa licenza e
            che chiunque distribuisca un prodotto finito GPL *debba* rilasciarne anche il
            codice originale. Se Pippo ha la proprietà di un prodotto GPL e pretende soldi
            per questo non c’è problema, riscrivo quel codice. Dal momento che ho le source
            non è un gran lavoro riscrivere il prodotto…
            Novell comunque non ha nulla di significativo per la community oggi; ha mono,
            certo, ma mono non sembra molto in voga al di fuori di Novell…

  23. Kim Allamandola

    Il medioevo. Il mondo open è il traino dello sviluppo informatico, lo
    sviluppo informatico è uno dei cavalli che traina lo sviluppo umano…
    Aziende come Microsoft, Oralce, SAP, e tante altre sono interessate a
    bloccare e dominare l’evoluzione a loro vantaggio ed a scapito di tutti
    gli altri esseri umani. Pensa solo cosa farebbero le aziende oggi senza
    GNU/Linux, FreeBSD ecc…
    Ps la maggior parte dei prodotti informatici sono nati “open” nel senso che
    sono stati resi disponibili in forma sorgente dai concetti di VoIP e cad3d
    parametrici degli anni ’80 (si sono nati negli anni ’80); la totalità dei
    prodotti di spicco è open o morta (le OpenGL, le vecchie Alpha poi evolute
    verso gli opteron di amd, il kernel linux, i *bsd ecc)

  24. speedyx

    Brutta notizia quest’acquisizione. Personalmente non ho mai avuto fiducia nel lavoro e nel futuro di Novell e dei suoi prodotti. Prima ancora che si comprassero Suse Linux. Negli anni 90 come sistemista facevo di tutto per evitare di usare o dipendere dalle loro tecnologie. Negli ultimi 10 anni credevo fosse tempo di sbarazzarci di quelle di Microsoft. Ma è un gigante finanziario che influenzerà ancora il futuro a breve del mondo informatico.

    • Kim Allamandola

      Mettila così: se il prossimo Windows sarà SuSe ci sarà meno attrito a far
      migrare la gente altrove e se sarai costretto a supportare WinSe almeno
      avrai ssh ed una shell umana…

  25. dave

    Se proprio dovevano andare in pasto a microsoft allora era molto meglio che novell si lasciasse acquisire da Elliott Associates quando questi a marzo scorso offrirono 2 miliardi per tutta la compagnia. Adesso la microfost detiene qualcosa come 882 brevetti ex-novell. Attachmet ora ha in programma di generare del risparmio possibilmente tagliando posti di lavoro, di scindere novell in due parti (praticamente staccando SUSE Linux dal resto dei prodotti targati novell) e con questo puntano ad un guadagno di circa 1 miliardo annuo. Chissà quale aberrazione verrà fuori, come sempre chi vivrà vedrà.

    • Kim Allamandola

      Il discorso brevetti è sostanzialmente che negli USA un tizio (con un po’ di
      dollari da parte) può svegliarsi un mattino e dire “hei, io ho inventato il
      cucchiaio pertanto tutti coloro che producono ed usano cucchiai per mangiare
      devono pagarmi una royalty”. Ora c’è una regola che nell’esempio del cucchiaio
      dice “non puoi brevettare un prodotto che esiste da prima che tu nascessi dal
      momento che non puoi averlo fatto te”.
      Il problema è che mentre il cucchiaio all’ufficio brevetti sanno cos’è una
      pappardella di righe di codice no. In teoria chiunque economicamente fornito
      può brevettare un dato software e pretendere royalties da chi lo usa; stà poi
      agli accusati (od all’autore originale) dimostrare che tale brevetto è falso
      e pertanto la pretesa è truffaldina non legittima. Negli USA dove la
      “giustizia” è “diversa” dal concetto di “giusto” come lo riteniamo noi
      europei può essere un problema per un piccolo progetto open sostenere una
      causa contro un’azienda grossa come Microsoft, idem dicasi per l’utente finale
      come peraltro è un problema per l’intero mercato, pensa ai famosi patent-troll
      che sono costati alla stessa Microsoft non pochi dollari, al caso Oracle-Google
      ecc…
      Nel caso di Microsoft+Novell comunque non vedo grandi problemi: GNU/Linux ha
      una diffusione tale che se Microsoft prova a “fare il bullo” si trova gente
      piccola come IBM, Google, HP ed altri che potrebbero non essere disponibili
      a farsi pestare i piedi…

      • Anonimo

        domanda:
        magari son io che non conosco bene la storia (anche per questo chiedo),ma nella famosa vertenza Sco, quando questa società pretendeva che per sue proprietà intellettuali -su unix usate anche in linux- le varie incarnazioni di linux dovessero pagare dazio o chiuder bottega, la sentenza finale non diceva che Sco non poteva accampare tali pretese sui diritti proprio perché questi erano in effetti detenuti da novell??
        -sentenza accolta con giubilo da tutti visto che novell era “società amica” ed interessata a difendere il mondo linux ed il suo business mentre dietro a Sco premeva e finanziava Ms-
        In questo caso ora sarebbe un gran boomerang:
        La giustizia ufficiale, in vari gradi, avrebbe già stabilito la validità di queste registrazioni (e la cosa credo si ancora più pesante in un sistema come quello americano dove i precedenti creano norma giuridica)…che sono appena finiti in mani a Ms.
        Big o non Big è una situazione pesantissima se è così.
        O mi son perso io qualcosa?

        • Kim Allamandola

          Novell ha dimostrato di essere proprietaria del *marchio* UNIX; SCO non ha
          dimostrato che determinate *righe di codice* siano sue. Un marchio non è un
          prodotto. Microsoft potrebbe fare cose tipo quelle di un po’ di anni fa di
          Red Hat dove quest’ultima vietò di distribuire prodotti col marchio del
          cappello rosso, col nome Red Hat ecc (all’epoca molte riviste che allegavano
          cd di Red Hat lo chiamarono Professional Linux con temi colorati vari al posto
          del logo ecc) ma non molto di più…
          Il giubilo era per la chiusura di una vicenda che gettava FUD sul mercato, cosa
          che non aiuta la diffusione di un prodotto, ma è una questione commerciale non
          tecnica e l’amicizia era per la generosa garanzia economica che Novell aveva
          promosso con Red Hat ed IBM a tutela di coloro che fossero eventualmente
          citati in giudizio da SCO grantendo ai propri stakeholder ed a tutti i progetti
          che le interessavano totale copertura di ogni spesa sostenuta a causa di SCO.

  26. azzo

    scusate la domanda scema: ma apple è tranquilla?
    La mossa di microsoft non potrebbe essere vista semplicemente come un tentativo per acquisire tecnologie in grado di fargli recuperare il gap di cui soffre in ambito desktop, oltre che mobile?

    • Kim Allamandola

      Bé per superare il “gap” tra Windows ed un OS moderno e mantenibile Microsoft
      deve sostituire Windows con qualcos’altro, SuSe ad es (che per inciso è una
      delle distro meno evolvibili sulla piazza) non è cosa che si faccia in qualche
      giorno; ipotizzando che WinuSe sia l’intenzione di Microsoft ci vorranno anni,
      4/5 almeno… E questo è solo una parte del problema: il resto del mondo si
      evolve pertanto se (sempre ipoteticamente ma con fondate basi) Wayland
      rimpiazzasse X.Org, se altre tecnologie sul fronte di fs, kernel, sistemi di
      pacchettizzazione venissero fuori Microsoft dovrebbe o adeguare SuSe (compito
      non impossibile certo ma manco tanto semplice dato il modello di sviluppo
      attuale) o ignorare il cambiamento e mantenendosi o rimpiazzando software che
      richiedono risorse spaventose per essere scritti/mantenuti…
      ‘Somma non so se Microsoft voglia sostituire Windows con SuSe usando magari
      mono come “ponte” per tutti gli sviluppatori sotto il suo ombrello ad ogni
      buon conto *deve* eliminare Windows se vuol vivere…
      Non vedo cmq un “grave pericolo” per l’opensource derivante da questa
      acquisizione; la diffusione di GNU/Linux è talmente trasversale ad ogni
      ambito (ed è sotto l’ombrello della *GPL) che Microsoft potrebbe al più
      lottare sui marchi ma non sulla tecnologia. I marchi (nome UNIX, nome nono
      ecc) si possono cambiare senza particolari danni sopratutto perché quelli
      di Novell non sono troppo simbolici per il grande pubblico (Ubuntu o Linux
      sono marchi significativamente noti, mono lo è molto di meno ad es.)
      In più c’è da dire che da noi non ci sono brevetti per prodotti non fisici
      come il software, e lo stesso in altre parti del mondo: una lotta coi brevetti
      andrebbe a svantaggio di tutti coloro che operano nel mercato USA senza
      ledere gli altri mercati. Il mercato USA è certo grosso ma è anche certo
      che non gradisce essere penalizzato, in casa, da una sua componente; già sono
      coi nervi in fibrillazione per l’Europa che si stà affermando come “la svizzera
      del mondo”, l’India ed in misura minore la Russia stanno facendo delle nuove
      Silicon Valley, aggiungici anche che rogetti come mplayer ed ffmpeg da tempo
      dicono “noi stiamo fuori dagli usa per evitare i problemi dei brevetti
      software” non credo che Microsoft farebbe molta strada su una linea simile,
      non di queste proporzioni per lo meno.

    • PD

      Nessuna fusione Win-Linux. La parte software va ad Attachmate, come sostiene De Icaza nei suoi tweet.

  27. Amon Paike

    la comunità opensource mi piace per questo, in tutto il mondo blogs e forum sono vespai che si stanno riempiendo di discussioni su possibili scenari, soluzioni , strategie, contrattacchi etc….
    cioè vi rendete conto che arma strategica da guerra è in atto per la difesa del proprio sistema da una possibile minaccia?
    dopo solo un paio di giorni, chissà quanti possibili scenari per le prossime mosse sulla scacchiera sono stati escogitati, tutte mosse che il nostro ECHELON , hem pardon l’intelligenza artificiale di Google sta elaborando e prendendo in considerazione per abbattere l’acerrimo nemico (e forse più per la sua subdola brama di conquistare il mondo nhuahahhaha)
    perciò , di cosa ci stiamo preoccupando :D

  28. Amon Paike

    Vi dico io quale sarà la mossa strategica di Microsoft: Creerà un sistema Opensource-enterprice gratuito&pagamento, Una suse con un wine super compatibile alle applicazioni windows, poi continuerà a vendere antivirus e office :-D

  29. dave

    Attachmate rassicura la comunità di opensuse. La nuova proprietaria ha intenzione di mantenere viva sia suse linux (la versione a pagamento che vendeva novell) sia opensuse, in quanto questa è la base di sle. Speriamo che attachmate non sia una seconda oracle.

  30. Dario

    E ci scherziamo…. per Win 7 Ultimate, non è prevista una (pessima e pesante) Virtual Machine contente XP, per ovviare al problema della retrocompatibilità? E non è nemmeno impossibile che decida di usare Wine, per quanto possa essere complicato da programmare per un utente-medio e per quanti sia ridicola ed instabile come soluzione. La verità, secondo me, è che in effetti sono tutte “ipotesi”. Ma credo che la cosa più probabile sia che Microsoft semplicemente punti a migliorare (invano sicuramente) il futuro Windows 9 o quel che sarà, sperando ovviamente che non ci si arrivi. Mi sembra difficile che crei un WinSuse, anche perché, oltre a cader nel ridicolo, ammetterebbe la propria incompetenza nel campo della programmazione, avrebbe milioni di utenti linux contro, oltre a ritrovarsi contro altra gente che si rifiuterà di pagare qualcosa che in buona parte sarebbe costituito da software gratuito. E mi sembra anche difficile che possa scalfire Android: di sicuro non può far molto,in generale, e poi, Google non lo permetterebbe mai, ed ora come ora, è ben più influente di Microsoft, checché se ne dica.
    Da utente Mac, posso solo dire che in concreto, di sicuro, come ha chiesto uno prima, Apple non avrà problemi, sguazzerà in questo clima: è vero, Mac si basa su Darwin, completamente Open, e anche altro software è open, ma sta in una botte di ferro: mentre Microsoft ed altri si prenderanno a botte per un eventuale WinSuse, lei potrà davvero cominciare a sbaragliare la concorrenza nel mercato computer, anche perché sarebbe folle per Microsoft fare una causa contro Apple. L’unica cosa, mi dispiace anche a me, avendo usato diverse volte OpenSuse (che comunque rimane un pò più arretrato rispetto a Ubuntu, o Kubuntu), che aldilà del fatto che sia un ottimo sistema, effettivamente rappresenta degli ideali, come dicevate voi, la libertà, che oggi c’è comprata…
    Dal canto mio, me l’aspettavo che Novell avrebbe ceduto prima o poi…
    Concludo dicendo che Solaris è tutt’altro che morto: è attualmente in progettazione Nevada, l’11; è diffusissimo in ambito server, ed in generale un sistema eccellente, che, ad essere sincero, per idee, per modo di funzionare, m’ha stupito di Mac OS X, anche se continuo a preferire quest’ultimo. Per non parlare del filesystem ZFS+, ineguagliabile…

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