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Prof, ma quello è Ubuntu?

Sapete già che parte del mio lavoro consiste nel tenere corsi extra-scolastici di stampo vagamente esterofilo ad alunni di estrazione molto eterogenea1.
Una parte dei miei corsi è riservata a quella che chiamo prevenzione dello “shock culturale”, per non bloccarsi quando all’estero si è assaliti da stimoli codificati in maniera differente. Non è questo il luogo adatto a discutere l’argomento, sappiate solo che in genere faccio abbondante uso di musica, cinema, letteratura e in generale produzione artistica, per rendere familiare la cultura di riferimento.
Da circa un mese non utilizzo gli strumenti didattici messi a disposizione dall’istituto che mi ospita2 e invece porto a lezione il Galway PRO mandatomi da Garlach44 (recensione). Beh sareste sorpresi se vi dicessi che tanti hanno riconosciuto Ubuntu a prima vista! Gli “utenti normali” di cui spesso favoleggiamo, gente che usa Ubuntu ma magari non frequenta forum o blog… Uno mi ha anche informato che a fine aprile esce la nuova versione ;)

Note all'articolo

  1. Da studenti adolescenti confusamente curiosi a professionisti cinquantenni tosti e iperattivi, passando per tutte le stupende sfumature di umanità con cui mi capita di interagire. []
  2. Odio avere a che fare con “l’esperto informatico”, che altro non è che il tipico sfigato imbevuto di Microsoftitudine, pare li facciano con un fottuto stampo. []

56 commenti

  1. bLax

    un +1 al simpatico che ci ha avvsati dell’uscita…..che belli qui momenti quando ancora si muovono i primi passi nel mondo “extraM$”….pare tutto bbello e interessante :D
    ma in effetti comunque il vero baluardo M$ rimane pur sempre il mondo del lavoro…..è li che bisognerebbe colpire duro!

    • Gerlos

      Secondo me è solo questione di tempo… da me è bastato che, dopo svariate insistenze, il capo mi abbia permesso (ho qualche dubbio sulla “consecutio temporum”…) di installare Ubuntu sulla mia postazione.
      Dopo qualche mese tutti vedevano che quello era il computer più veloce ad avviarsi, che non aveva mai problemi, e addirittura era l’unico in grado di navigare quando si piantava il server di dominio (OK, ho barato, visto che usavo i DNS di Google invece del DNS interno…).
      Conclusione ovvia: Linux/Ubuntu è più affidabile di MS Windows. Conseguenza: anche quando sono assente, la postazione è comunque occupata. E il capo non farà resistenze quando gli proporrò di sostituire il server di dominio con una macchina più piccola e più silenziosa che non richiede l’acquisto di una licenza da Microsoft (azz… costano un botto!).
      Le due cose più dure nella transizione sono state abituare la gente a usare il magico trio Firefox-Thunderbird-OpenOffice in alternativa a Internet Explorer-Outlook-MS Office e convincerli che i programmi per Windows non girano su Linux, a meno di usare soluzioni alternative come wine.

      • bLax

        yes i know…..ma posso dirti che il tuo ambiente di lavoro dove basta il “trio maggico” purtroppo è un sottoinsieme :(
        io anche solo per piccoli calcoli sono costretto ad usare programmini di winzozz

  2. peppeuz

    Queste sono piccole soddisfazioni :)
    Ma quindi non sanno di avere un prof “famoso” come felipe? :D
    Comunque anche io negli ultimi tempi sto notando che tanta gente intorno a me – persone dalle quali non me lo sarei mai aspettato – utilizzando Ubuntu con entusiasmo e lo vantano!
    PS: ma quindi tu insegni inglese e spagnolo, le stesse lingue che studio io? Posso venire a fare ripetizioni? :D

  3. Alba

    purtroppo, in un’azienda tipica il passaggio a linux (desktop) non è esattamente cosi facile (e forse nemmeno del tutto auspicabile, vedi sotto).
    faccio il mio esempio, lavoro x un’azienda che lato desktop ha solo e soltanto M$. io essendo un sysadmin ho ovviamente un pc con Kubuntu + una VM con xp, MA: dato che usiamo exchange (aperto solo MAPI) x spedir posta in HTML devo usare outlook (a volte è fondamentale poter usare il “grassetto” nelle mail!); per usare project/visio/word/excel appieno (non basta al 60% con ooffice oppure gantt) devo usare winzoz; x usare il Vclient devo usare win; x usare la console web del sito di helpdesk devo usare win (usa activex :( );non prendo le policy da AD, e ogni tanto è una menata; client VPN come checkpoint o OpenVPN nn funziano su linux e devo usare win… e se poi voglio fare un po’ di fotoritocco, gimp purtroppo nn è assolutamente all’altezza di PS :( (usate il cerotto su entrambi, giusto come benchmark)… certo, poi NON invidio affatto chi usa putty x connettersi in ssh ad un server, mi tengo tutta la vita la mia bella bash, rido quando la gente prende un virus o si perde una dll e il pc nn parte +, e nn ho la seccatura degli aggiornamenti M$ o di McAfee (che pena!!!), e in definitiva del mio SO gnu/linux mi fido, dell’altro no … ma è anche vero che quando faremo l’upgrade dei pc, x la prima volta dopo 7 anni terrò come host fisico win7 (ovviamente kubuntu sul vmplayer!!!), alla fine qualche passettino avanti in M$ lo hanno fatto con 7, ed essere troppo intransigenti è anche un po’ una limitazione…

    • Daniele

      si. :) Ma che c’entra col post?
      un grande a Felipe che fa “il prof”. Deve causare sensazioni disarmoniche essere chiamato a quel modo :D

      • Alba

        poco in effetti, era + che altro una replica al commento di Gerlos. errore mio che nn ho fatto “replica”, sorry

  4. Janniz

    Quoto Alba in pieno…
    e di mio aggiungo che ho vissuto/vivo l’evoluzione del mondo linux da molto, molto tempo… ma, purtroppo e con grande rammarico, linux in ambito desktop (di qualunque distro si parli), per l’utente non informatico/non geek, è sempre almeno un passo indietro…
    Questo fenomeno IMHO si presenta già per l’utenza domestica, figurarsi se poi si parla di un libero professionista che deve lavorare con determinati strumenti (CAD, certificazioni digitali, fotoritocco serio).

    • floriano

      sisis, un professionista di solito vuole un sistema stabile, a prova d’aggiornamenti e upgrade; di solito ama usare sempre gli stessi software ed è molto restio al cambiamento…
      l’unico vantaggio che gli dà linux è l’assenza di virus :D

        • Janniz

          Non era questo il punto che intendevo focalizzare… ma temo che stiamo andando OT
          P.S: Sei mai stato a fare assitenza, seriamente, nell’ufficio di qualunque professionista ?

  5. franco

    ma solo io vado al contrario…con linux sono riuscito a beccarmi 3 kernel panic, sputtanare le librerie, avere un problema con chromium mai avuto prima e praticamente impossibile da risolvere, insieme ad un problema del window manager la cui soluzione e’ stata deletare la cartella home, l’utilizzo di wine in maniera fallimentare sul 90% delle applicazioni provate, i freeze eccessivi di virtual box e fino ad ora non mi ricordo piu’ che altro…in compenso windows mi funziona al 100% e non ho mai avuto problemi di virus con essentials, ne bsod, ne aggiornamenti fail…
    sara’ perche’ uso arch con i repository di testing attivati… :))
    avessero nvidia ed amd raggiunto qualita’ dei driver video pari a quelli per windows l’hard disk di quest’ultimo non dico che lo avrei formattato…l’avrei proprio smontato e buttato dalla finestra! :)

    • Dass

      scusa eh, uso nvidia coi driver proprietari da 10 anni e non ho mai avuto problemi
      tra slackware e gentoo ho smanettato assai… esattamente che problemi ti dà la nvidia?

  6. March

    Anche in università da me c’è molta gente con Linux, sono soddisfazioni!
    PS: mi fa troppo ridere l’idea di uno che va da Felipe a dirgli che esce la nuova versione di Ubuntu :)

    • Andrea900

      Su 200 persone che studiano Sistemi Operativi con me in Facoltà, almeno 199 usano Ubuntu.
      Se aggiungiamo pure il prof che fa girare sul suo netbook la storica 8.04… :D

      • Daniele

        La “storica” 8.04 (server) l’ho installata giusto oggi su un server virtuale dato che la “nuovissima” 10.04 si rifiutava di far funzionare una configurazione Joomla+Otrs+Gateway. Tutta colpa di alcune librerie nuove che a quanto pare invece sono bacate ( libsoap-lite-perl per fare nomi e cognomi ) nelle nuove versioni.
        A dirla tutta non capisco perchè ancora introducano delle regressioni così pesanti. Se una cosa funziona (la libreria soap-lite) _PERCHé_ cambiarla? ( e romperla? )

        • floriano

          bravo, è uno dei tanti misteri dell’opensource (e non solo) :)
          in effetti prima di far un upgrade di qualunque programma ci penso due volte, con chrome sono riusciti a sputtanare sia il bookmark (se si attiva il plugin pdf), sia l’svg che va e viene che (incredibilmente) la gestione del salvataggio delle password nei form.. mah.

        • Coniglio

          A dirla tutta non capisco perchè ancora introducano delle regressioni così pesanti.

          Perché sono più occupati e concentrati in cagate grafiche e marketing, per fare in modo che gli alunni a scuola possano riconoscere ubuntu. =P
          Popolarità != Diffusione

          • Daniele

            mah guarda :D la regressione l’ha portata Debian e non Ubuntu… quindi continuo a sbalordirmi e non credo che c’entrino le cagate grafiche.

          • Coniglio

            Hai ragione, a volte scordo che Ubuntu in realtà è Debian con qualche cagata grafica sopra. =P
            Ora, seriamente, stai dicendo che Debian Stable ha delle librerie bacate?

          • Coniglio

            Mi correggo, Ubuntu non è basata sulla Stable. Il punto interrogativo mi rimane, è strano che Debian accetti librerie bacate, ed è strano che lo faccia qualunque distro che sia dedicata ai server.

          • Coniglio

            Io voglio essere capito da chi capisce. Una popolarità a livello di
            massa non mi interessa neanche. Preferisco un valore reale che un valore alla portata di tutti ma che non significa niente.

            Alfredo Kraus

  7. Andrea900

    Tutte quelle “cagate” grafiche e di usabilità che hanno fatto in casa Canonical (aggiungiamo pure il marketing), l’hanno fatta uscire dall’anonimato.
    @felipe quanti sono gli alunni del tuo corso che conoscono, almeno di nome, altre distro?

  8. Dass

    ma i tuoi alunni conoscono pollycoke? ora che hai fatto outing vita reale –> internet hai fatto anche il contrario?
    pura curiosità :-)

  9. Kenshemo

    ……, passando per tutte le stupende sfumature di umanità con cui mi capita di interagire
    Qui si parla di figa

    • Socrate

      No, vuol solo dire che l’utilizzo principale di una distribuzione linux su desktop e’ vantarsi online di avercelo piu’ lungo e sentirsi moooooolto fighi.:-)
      (per poi piangere e imprecare contro il nuovo ordine mondiale quando megavideo ti scatta e scopri che non ci sono abbastanza faccine su emesene)

  10. malaerba

    Io invece in questo periodo sto insegnando in una scuola italiana in Marocco. Con una classe particolarmente stimolante ho prima deciso di parlargli di software libero e affini e poi, visto che sembravano particolarmente interessati, ho deciso di fargli conoscere ubuntu. Qui non lo conosceva nessuno, complice la pirateria diffusissima. L’installazione è andata liscia e per il momento sono entusiasti. Vediamo cosa mi diranno al ritorno delle vacanze pasquali.

      • malaerba

        Non mancherò! Credo pure che rosicchierò un’ora per fargli vedere Revolution OS, in maniera da fargli capire meglio l’idea che c’è dietro.

      • malaerba

        http://malaerba.wordpress.com/2011/04/29/un-nerd-in-marocco/
        L’ultima ora del venerdì la passo con la classe più stimolante delle tre che mi sono state assegnate, l’ora è di “biblioteca”, la utilizziamo quindi per trattare argomenti non strettamente inerenti al programma, ma che incuriosiscono i ragazzi. Tra le tante cose ho parlato anche di software libero. I ragazzi all’inizio non sono stati particolarmente entusiasti della cosa, ma poi gli ho proposto di installare ubuntu sui loro (pochi) computer portatili.
        Una nota sull’hardware qui in Marocco: nei negozi si trova hardware a prezzo più caro che da noi e spesso e volentieri di una o più generazioni precedenti a quello che è in vendita in Italia. La cosa in particolare è evidente sui router, la stragrande maggioranza usa la crittografia wep: qui vengono venduti i fondi di magazzino, quel che ormai non si riesce più a vendere in occidente viene rivenduto qui a prezzo maggiorato, un altro modo in cui sfruttiamo questi paesi. Tutto ciò che da noi si sostituisce senza troppi problemi qui, complice il bassissimo costo del lavoro, viene riparato. Il mercato di Derb Ghalef, in particolare i suk dedicati all’elettronica, è il paradiso di ogni nerd che ha un minimo di passione per il trashware: un tripudio di saldatori e schede di qualunque tipo, si ripara qualunque cosa, anche quel vostro cellulare di ultima generazione che in Italia vi hanno che deve essere solo buttato. A volte mi è sembrato di essere dentro Nirvana di Salvatores.
        Il venerdì successivo si sono presentati in classe coi loro pochi portatili, una ragazza ha portato anche un router wifi simile alla vodafone station che c’è in Italia, ossia si connette alla rete tramite una pennetta 3G e poi ridistribuisce il segnale via wifi. L’installazione è andata abbastanza liscia per tutti soltanto qualcuno ha dovuto provvedere prima a partizionare a mano il disco rigido e poi installare, ma credo che sia stato dovuto più alla mia scarsa conoscenza del francese che a problemi di sorta. Le prime impressioni sono state a dir poco entusiaste: a tutti piaceva l’impostazione grafica di ubuntu, sono rimasti impressionati dai tempi di accensione e spegnimento fulminei, la facilità con cui s’installano e rimuovono i software (“una specie di app store di Apple, solo che è stata apple a copiare l’impostazione”) ed è partito l’effetto wow quando gli ho fatto abilitare gli effetti desktop. Non c’è che dire: ubuntu è decisamente accogliente coi nuovi arrivati, molto più di quel che mi sono reso conto in questi anni di uso. Tanto per dirne una io ho disinstallato il software center senza remore perché ho sempre preferito usare apt da linea di comando o al limite synaptic, ma per i nuovi utenti è uno strumento decisamente comodo. Stessa cosa si può dire per l’istallazione automatica dei pacchetti necessari per leggere i formati proprietari, per i numerosi wizard che permettono di iniziare a usare ogni programma senza troppe difficoltà e così via. In ogni caso, finita la lezione lascio ai ragazzi il mio indirizzo di posta e gli dico di scrivermi se gli presentano dei problemi. La casella di posta resta vuota per tutte le vacanze…
        Al ritorno faccio qualche domanda su come va la situazione con ubuntu: se prima erano entusiasti ora sono dei fanatici: chi l’ha installato sul computer di tre amici, chi dice che non userà più windows, chi si è messo a cercare come far girare i giochi di windows su linux, qualche ragazza (sì ragazza) l’ha installato da sola sul pc di casa. Durante una lezione ha bussato alla porta il professore di arabo e uno dei ragazzi: «Sembrava il suono di ubuntu!» E ci tengo a dire che nessuno di questi rientra nella categoria smanettoni.
        Le lezione di oggi l’ho divisa in due parti: le prime ore le ho dedicate alla visione di revolution OS, per fargli capire cosa c’è dietro quel cd masterizzato. Anche in questo caso le reazioni mi sono sembrate buone: una ragazza ha esclamato: “Microsoft est une merde!” (traduzione: Microsoft non si comporta proprio benissimo) ma la cosa fondamentale è che hanno capito che la cosa più importante dietro il software libero è la comunità. Sono rimasti anche abbastanza colpiti dalla figura di Richard Stallman. L’ultima parte della lezione gli ho spiegato qualcosina in più sul sistema di repository e su come installare programmi. Gli ho detto di aspettare un po’ prima di aggiornare a Natty per evitare di avere problemi di gioventù che ho riscontrato un po’ in tutte le versioni di ubuntu. Per ora è tutto, accetto consigli sull’argomento della prossima lezione che potrebbe essere anche e semplicemente la nuova interfaccia unity che io stesso devo ancora provare.

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