pollycoke :)

Un giorno di ordinaria anarchia

Arrivo al lavoro, passo dal magazzino per salutare i ragazzi, chiedo se ci sono “any dramas”, mi assicurano che tutto è sotto controllo e do un paio di indicazioni per la giornata.

Lascio intuire che sarò molto indaffarato, dicendo di disturbarmi pure per qualsiasi motivo (adoro le sottigliezze dell’inglese) e mi dirigo su verso il mio ufficio sapendo che sarò lasciato in pace. Mi faccio una schifezza di Nespresso mentre controllo la posta sul telefono, sorseggiando il caffè chiudo la porta dietro di me e finalmente arrivato alla scrivania muovo il mouse del laptop per svegliare la mia fiammante Linux box.

Non è la prima volta che torno a Linux, ma non lo avevo più usato in contesti produttivi. In questi anni ho prevalentemente usato un paio di macbook e più di recente un tristissimo wintel con cui ho davvero difficoltà a andare d’accordo, ma ogni tanto ho distrattamente installato qualcosa.

Tipo ricordate il laptop che mi fu inviato da Garlach44 per farne una recensione a lungo termine? L’ho portato con me in capo al mondo e i primi tempi qui era tutto quel che avevo (letteralmente) quando traslocavo da un posto all’altro. Beh, funziona ancora1 e se non sbaglio al momento ha installata una specie di Elementary OS – non lo avvio da un po’.

Il tormento

A un livello puramente pratico non ho alcun problema a tirare avanti per anni con elettrodomestici Apple. Semplicemente non sento la necessità di sconvolgerne il funzionamento o l’aspetto, e al contrario mi trovo bene con quel che offrono in maniera quasi-predefinita. Mi piace anche seguirne l’evoluzione e osservo con interesse la convergenza verso un sistema unificato tra desktop e mobile.

Tutt’altro discorso per l’HP ricevuto in dotazione con la nuova azienda per cui lavoro dall’anno scorso. Ho avuto problemi con l’hardware e il software fin da subito. Io sono materialista così (cit. par.) ma credo che al contatto tra me e Windows ci sia una specie di reazione metafisica per cui letteralmente i tasti si auto-mutilavano staccandosi dalla tastiera, la ventola mi soffiava aria calda sibilando in stile gattaccio nero… in poche parole una reazione da esorcismo2.

Fin qui l’aspetto pratico, in realtà in entrambi i casi covava (e tuttora cova) dentro me anche un’irrequietezza crescente che mi spinge subdola a mandare tutto in aria per tornare a quando eravamo puri3 e ci sentivamo parte di un movimento.

L’estasi

Così ho deciso di aggiungere un po’ di anarchia alla mia routine. Lo scorso fine settimana ho scaricato l’ultima Ubuntu, ne ho fatto un live-usb con Rufus e dopo aver sfondato allusivamente il BIOS dell’HP l’ho benedetto installando la distro su questo flash drive usb 3.1 ultra compatto4 da cui avvio in modalità felipesca.

Wobbladì wobbladà… non ho saputo resistere!

Da allora sto usando Ubuntu, Chrome, Zoom, Trello e Office online per fare il 95% di quel che costituisce il mio lavoro, ossia riunioni in videoconferenza, analisi di dati, procedure, comunicazioni, management di varia natura, ecc, non vi tedio con i dettagli ma sì: decisamente cambiato carriera.

Purtroppo per quel 5% residuo devo per forza di cose riavviare Windows, visto che Excel online non supporta le connessioni Web Data con cui lo interfaccio al gestionale e voglio evitare di usare altre applicazioni per modificare i miei preziosi quanto intricati fogli di calcolo.

e sticazzi… ma allora torni?

Non sono mai stato più vicino all’idea di tornare a dedicarmi a pollycoke, non immaginate quanto mi piaccia farlo, ma francamente non so come potrei mai conciliare una vita pienamente funzionale con quella che so essere una passione in grado di monopolizzare tutto il mio tempo.

Un’altra cosa che non so, forse più importante ma che forse giudicherete frivola, è fino a che punto saremmo in grado di riprendere la discussione lì dove l’abbiamo lasciata parecchi anni fa. Non era mia intenzione interrompere così bruscamente, ma mi sento di aver involontariamente tradito tutti :)

L’idea, prima che il server che ci ospitava collassasse, era che mentre viaggiavo in giro per l’Australia la SocialBox avrebbe tenuto viva la discussione, ma purtroppo io non avrei potuto prevedere il disastro e a distanza di anni adesso voi avreste anche ragione a liquidarmi come minestra riscaldata.

Quel che posso dire è che sicuramente vorrò esprimere l’emozione di vedere come tutti i tasselli di cui discutevamo tanto tempo fa si sono evoluti e si incastrano per permettermi questa tresca.

Note

[1] E se non è lungo termine questo… il portatile è durato più dell’azienda! Del resto ho ancora anche l’altrettanto leggendario Mac Minchia
[2] Non esagero, mi è stato sostituito in garanzia dopo sole due settimane, a quanto pare nessuno ha mai visto nulla del genere, modestamente…
[3] O quasi puri, non c’è nulla di male nel peccare un po’
[4] Solo perché non sono riuscito a trovarne un equivalente USB-C

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