pollycoke :)

Microsoft Teams per Linux

Sorpresa/o da Microsoft

Probabilmente una delle conseguenze della pervasività dell’Open Source di cui ho scritto l’altro giorno1 è anche un maggiore supporto da parte di aziende che sviluppano software proprietario.

Non si tratta di etica, ideali e prese di coscienza del potere della conoscenza aperta, ma semplice opportunismo. A me può anche andare bene così, fin tanto che teniamo presente che si tratta di un passaggio obbligato e non un obiettivo raggiunto.

Non da interpretare nel senso di In Hoc Signo Vinces insomma, ma quel che ho scoperto questa settimana era fino a qualche anno fa la sostanza di cui sono fatti gli sberleffi: Microsoft ha rilasciato Teams per Linux!

Avevamo già uno Skype per Linux (da cazzeggio personale, non la versione business), ma chiunque usi Microsoft Office in ambito aziendale sa che Teams non solo ha cannibalizzato Skype, ma è praticamente un intero sistema di gestione di ufficio che si sta facendo strada travolgendo Slack, Zoom2, Trello, servizi dicondivisione file come Dropbox e vari altri strumenti.

Oltre alla principale funzionalità di Teams, ossia di comunicazione informale via chat o video/audio chiamate, il software raggruppa infatti tutte le web apps della suite Office online, che funzionicchia anche se con alcune limitazioni. Va benone perfino per compiere operazioni semplici su un file Word o Excel, organizzare con Planner, condividere con SharePoint e varia altra robaccia dell’ecosistema Microsoft3 – così come andrebbe ugualmente benone usare Office online in un browser.

Se invece avete bisogno delle funzionalità più nerd avanzate e la massima compatibilità, allora tocca usare applicazioni native o nel mio caso riavviare Windows, come scrivevo in “Un giorno di ordinaria anarchia“.

In ogni caso, sorprende anche che la versione per Linux – pur etichettata “Preview” – sembri ricalcare in maniera completa tutte le funzionalità disponibili in quella per Windows. Funziona tutto: chat, video/audio chiamate, OneDrive, calendario correttamente sincronizzato con Outlook, file, applicazioni, contatti… tutti i dati disponibili sull’account Microsoft sono presentati e possono essere utilizzati e/o modificati correttamente.

Ma non dicevi “Niente fottuti .exe nella mia box”?

Beh, prima di tutto se vogliamo essere pignoli in questo caso non si tratta di .exe ma di un’app scritta usando Electron e Chromium e immagino sia lo stesso codice per tutte le piattaforme (ecco spiegata la pari funzionalità).

Minuzie e formalità di suffissi a parte, io ho sicuramente scritto partigianerie, ma la differenza sostanziale è che all’epoca della bagarre con Mono si trattava di far dipendere GNOME da implementazioni di specifiche proprietarie, e dunque di vivere pericolosamente almeno fin quando Microsoft non pubblicò chiarimenti legali che mi tranquillizzarono.

Diciamo che le cose sono molto differenti adesso, o in altre parole come dice il poeta:

Insomma, abbiamo Microsoft Office per Linux? Non esattamente ma ci arriveremo4, nonostante ci sarà sempre qualcuno che arriccerà il naso: ovviamente qui non si tratta opensource neanche da lontano, si integra con Linux come può ma ha una interfaccia di chiara appartenenza a Windows, rischia di inquinare le coscienze dei più virtuosi e in generale non è una scusa per festeggiare.

Cazzate, c’è sempre una scusa per festeggiare

Note

[1] Questo articolo era un paragrafo di quello, poi espanso fino a diventare questo che rimanda a quello, chiaro no?
[2] Anch’esso disponibile per Linux
[3] Che io continuo a trovare scarsamente utilizzabile per un’infinità di motivi, ma ok
[4] Nel frattempo leggo che Microsoft rilascerà anche Edge per Linux, il loro browser basato anch’esso su Electron e Chromium

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