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This entry can be closed? (dramma incompiuto)

Stamattina mi sono svegliato tutto indolenzito per il primo allenamento di ieri in piscina dopo mesi senza nuotare. Per essere fuori allenamento non sono andato male: una settantina di vasche. Con addosso la piacevole sensazione dei muscoli che hanno lavorato, mi sono infilato in doccia, poi ho fatto colazione canticchiando cannonball che ho in testa da giorni.
Appena messo in macchina, mi si è accesa una accidenti di nuova spia nel cruscotto, non sono sicuro ma credo sia il maledetto sistema di controllo della trazione o qualcosa del genere… Mi sa che oggi contatto il meccanico: meglio fare sistemare subito questo genere di rogne, prima di restare a piedi…
Insomma (vi starete forse chiedendo il motivo di queste “istantanee” della mia giornata), arrivato in ufficio ho acceso il PC, controllato le notizie su pollycoke, i vari account sociali e ovviamente le varie email. Tra queste c’era un messaggio relativo ad un bug da me aperto nell’ormai lontano marzo del 2009, relativo a digikam.

pollycoke v3 – ecco tutte le novità!

Sono le 03:00 di una fredda notte.
Con il favore delle tenebre, un kebab, una vaschetta di patatine fritte nell’olio di gomito e circa un litro di birra, ho appena completato la migrazione della configurazione: dal server di prova a qui.
Durante queste notti, alcuni valorosi Lupi Mannari sono rimasti vicini e mi hanno aiutato a sistemare e migliorare il tutto: nuova impostazione “concettuale” del sito, eliminazione di componenti esterne, unificazione di tutte le funzionalità all’interno di WordPress/Buddypress, infiniti dettagli migliorati o riscritti da zero… Dopo l’introduzione eroicomica, vi accompagno alla scoperta delle principali novità.

Un gestore di pacchetti universale per Linux?

Da parecchi anni si pone l’esigenza di un sistema universale per gestire i pacchetti nelle principali distribuzioni GNU/Linux, senza che si sia mai raggiunto il minimo accenno di soluzione condivisa.
I sistemi attuali sono equivalenti, pur variando in funzionalità e utilizzo: RPM e DEB si contendono la scena come motori principali, mentre varie interfacce utente hanno il compito di nascondere all’utente tutto il lavoro sporco da essi svolto.
Ci sono stati parecchi tentativi di semplificazione, tra soluzioni precarie, tradizionaliste, rivoluzionarie, sperimentali o semplicemente insostenibili. Nomi come Autopackage, PackageKit, Klik/Glick e vari strumenti che ogni distributore è stato obbligato ad escogitare di volta in volta.
Adesso, in quella che potrebbe essere una svolta storica, finalmente sembra aprirsi uno spiraglio di luce in fondo al tunnel affettuosamente denominato “dependency hell”…

Su Xfce 4.8 e l'utilità dei progetti "minori"

Stamattina un post di Patrizio ci ha avvisati del fatto che è stata rilasciata la versione 4.8 di Xfce.
Per chi non lo conoscesse, si tratta di un progetto ormai maturo, nato per creare un’alternativa leggera a Desktop Environment come GNOME e KDE; specialmente mirato ad utenti GNOME, in quanto le librerie alla base sono le stesse GTK+ e solitamente le stesse applicazioni chiave, tanto che Xfce è stato spesso percepito (non sempre a ragione) come una versione leggera di GNOME.
Nel suo aggiornamento, Patrizio mi propone di scrivere le mie impressioni su questa nuova versione. Io faccio di più: nonostante non nutra più particolare interesse per Xfce, voglio dedicare all’argomento “progetti minori” un paio di riflessioni.
Sono concetti simili a quelli che già ho espresso parlando di distribuzioni minori, dunque se siete particolarmente suscettibili al tema “salvaguardiamo le biodiversità” …vi consiglio di leggere oltre :P

Android porta una ventata di aria nuova al CES

Ho concluso l’anno indicando l’enorme successo di Android avuto nel 2010 (cfr “Considerazioni sul 2010 e auguri per il 2011“), e inauguro il 2011 proprio dedicando un articolo al sistema operativo mobile di Google.
In questi giorni si svolge a Las Vegas il Consumer Electronics Show, una delle più importanti vetrine internazionali per produttori di appetitosissimo hardware… indovinate qual è stato uno degli argomenti principali? Beh, esatto: Android, e specialmente nella futura versione 3.0 Honeycomb progettata apposta per tablet, che potete ammirare nel video dopo il salto, ma a dire il vero non sono (ancora?) i tablet ad attirare il mio interesse.
Il primo giorno trascorso al CES ha visto una vera ondata di nuovissimi smartphone che non mancheranno da una parte di solleticare l’appetito di potenziali utenti, e dall’altra di favorire speculazioni sulla vincente strategia di mercato di questa strana creatura dal cuore Linux.

Considerazioni sul 2010 e auguri per il 2011

Il 2010 è stato un anno pieno di eventi per il software libero in Italia e nel Mondo. Alcune novità positive sono state accolte con piacere da tutta la comunità, altre sono state meno gradite e in certi casi hanno segnato delle piccole rivoluzioni non del tutto inaspettate, ma non per questo più facili da digerire.
Durante gli ultimi mesi ha cominciato a concretizzarsi una tendenza che mi è sembrato di intravvedere già in potenza da qualche anno, ma che solo adesso sembra tradursi in realtà. Stiamo parlando soprattutto dell’affacciarsi di nuove definizioni, non tanto di software libero, quella rimane tale e quale, quanto di mercato del software libero e prodotti legati al software libero. O quasi libero, concedetemelo.
Voglio cercare un po’ di fare il punto con questo articolo riassuntivo e compilativo delle principali notizie del 2010 date su queste pagine e con l’interessante discussione che ne verrà sicuramente fuori, tentare anche qualche proiezione per il 2011.

Novell venduta a Microsoft (stavolta ufficialmente) e Attachmate

Aggiornamento: come segnalato da Alessandro in SocialBox, Novel manterrà i diritti sul marchio UNIX. Questa è un’ottima notizia.
Sapevamo già che Novell fosse in cerca di un compratore, di recente (cfr “Chi comprerà Novell/Suse? (facciamo una colletta, meglio)“) avevamo appreso da Wall Street Journal che l’azienda era in odore di essere spartita tra Attachmate (brevetti) e VMWare (SUSE). Beh l’indiscrezione si è avverata solo in parte.
Da qualche minuto sono letteralmente invaso da segnalazioni, come quella di NicolaMaza in SocialBox, che indicano l’avvenuto accordo, per altro non ancora completamente chiaro a tutti: Novell e SUSE saranno vendute ad Attachmate per $2.2 miliardi, come già anticipato da tempo, mentre il succulento portfolio di proprietà intellettuali (ciò che di Novell ci interessa di più) andrà ad un consorzio di aziende che farebbe capo a Microsoft. Per la modica cifra di $450 milioni.
Qui l’annuncio ufficiale. Sento già il vostro sconforto.

Nokia. Connecting KDE.

Giorni fa Cornelius Schumacher aveva lanciato la sbalorditiva, incredibile… ovvia idea di “Unificare KDE Libs e Qt“, che ha colto tutti di sorpresa ma si è rivelata non troppo peregrina.
Tutti noi abbiamo cercato di immaginare cosa accadrebbe in tale scenario, piuttosto lontano nel tempo, diciamo un KDE 5 o 6.
Beh le conclusioni leggetele nell’articolo linkato, nel frattempo qualcosa di meno futuristico ma molto promettente sembrerebbe già in atto. Come riportato da Marco Persinger in SocialBox, Nokia e KDE discutono di integrare Ovi in KDE. Prendete un buon caffè…

Ubuntu userà Wayland al posto di Xorg. Gli strisciano.

Mark “Linux ‘R’ Us” Shuttleworth lo ha fatto ancora, così, semplicemente. Prima aveva pianificato di stravolgere l’aspetto di GNOME distribuito con Ubuntu, annunciando non proprio a sorpresa di sostituire la Shell con il progetto Unity di Canonical (cfr “Ubuntu userà Unity anche sul Desktop (C.V.D.)“) e dando così effettivamente vita ad un controverso fork di GNOME.
Non pago, adesso ha pensato bene (post di turycell) di leggere nei miei pensieri e nella roadmap di Nokia e anticipare tutti: farà girare Unity e uTouch (cfr “Ubuntu Unity con uTouch (su tablet Dell)“) non su X.org ma su Wayland. I miei pensieri sono troppo contorti e fuoritema e ve li risparmio, ma la roadmap di Nokia dice che Wayland sarà adottato per MeeGo, l’attesa distribuzione GNU/Linux mobile (cfr “Qt in azione sul server grafico Wayland“).
A questo punto Shuttleworth ha fatto il suo tipico 2+2=5 e ha pensato di adottare Wayland prima possibile. Per me questa coraggiosa decisione ha tutto il senso del mondo, e ora vi dico come e perché.

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