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Ok… giù la maschera!

felipeSeppure avendo cura di mantenere una condizione di relativo anonimato, sono ormai anni che in un modo o nell’altro vi rendo partecipi di me e della mia vita privata.
E la cosa è meno unidirezionale di quanto si possa pensare: in realtà abbiamo imparato a conoscerci un po’ tutti, tanto da sapere quasi in anticipo cosa pensa ognuno di noi sulla questione del giorno… Credo che sia appunto il gusto di condividere la stessa quotidianità, a rendere per me questo angolo di web qualcosa di impagabile.
Ogni tanto mi capita di rileggere vecchie discussioni legate  a nomi e avatar presenti o passati, e ritrovarci dentro piccoli pezzi di storia della mia vita, così come di alcuni di voi conservo gelosamente storie che avete voluto regalarmi, anche quelle più private e inconfessabili… insomma di tutto questo voglio ringraziarvi.
Beh ecco gli occhi con cui vi leggo. Era un tassello che mancava da tanto, chiamiamolo un primo passo :>

Oh LibreOffice, perché sei tu LibreOffice?

Ho letto più critiche al nuovo nome di OpenOffice.org di quanto sarebbe giusto aspettarsi. In effetti LibreOffice non è esattamente un nome sexy o invitante, ma alcuni si spingono fino a parlare di cattivo funzionamento…
A rigore di logica il fork sarà anche giovane ma il codice è vecchio (fin troppo): distributori permettendo, in teoria LibreOffice funziona esattamente come OpenOffice.org; inoltre il giovanissimo fork ha già il supporto dei principali distributori e sarà incluso nelle prossime versioni di tutte le loro distribuzioni. (come Ubuntu, cfr post di GNAM). Insomma ci vorrà solo un po’ di assestamento.
Il punto è un altro. Se ricordate, si parlava di forkare la “nostra suite d’ufficio” già ai tempi di Sun, per il suo modello di sviluppo dispotico e rigido, ma ora con il passaggio ad Oracle, degna acquirente di Sun (lettura consigliata), OpenOffice.org è davvero nelle mani di nessuno (cfr post di shishimaru). Il succo è: chiamatelo come volete ma nel giro di pochi mesi avremo una suite per ufficio davvero aperta e forse effettivamente differente, la speranza è che una volta svincolati dal controllo di Oracle, potremmo avere un prodotto sviluppato dalla comunità.
Per il resto… “cosa c’è in un nome?” (cit)

Rilasciato GNOME 2.32 …ok ma GNOME 3? [+ Profezia]

gnome-2.32Un po’ in sordina, è stato rilasciato GNOME 2.32 (post di Emanuele Bortolotto), che non apportando nessuna novità eclatante, riafferma in qualche modo il fatto che dovrebbe essere l’ultima versione dell’attuale serie 2.
Lo GNOME 2.32 già presente in Maverick, la prossima Ubuntu, è esattamente quel che ci si aspetta da una fine serie: un sistema stabile e confortevole, seppure con qualche nota magagna congenita. In Maverick spiccheranno la bellezza dell’ultimissimo Radiance, sexissimo seppure sminuito dal sempre improbabile arancione, e i nuovi caratteri Ubuntu, davvero belli… Ne parleremo a suo tempo, per ora la domanda che tutti si sono posti è stata: “dov’è GNOME 3?“, quando e come sapremo qualcosa della nuova forma che avranno i nostri desktop Ubuntu?

Semplificare sempre e comunque (Oxygen)

oxygen-clearlooks-windows-tabsCi eravamo figurati per Oxygen una nuova era grazie a Hugo (cfr “Oxygen: aria nuova. Segnali di vita in KDE?“), che aveva anche iniziato una discussione riguardo al padding dei pulsanti a cui avevo preso parte in “Add more padding :)“, dispensando verità con la stessa generosità con cui abbondo con il dentifricio.
Oggi leggo di nuove evoluzioni, stavolta riguardanti le schede (tab),  da parte di Jaroslaw Staniek, autore di quel che vedete nell’immagine qui riprodotta. Si tratta di una semplificazione effettuata grazie alla rimozione di cornici, un classico metodo per migliorare ogni stile in KDE. Con queste modifiche Oxygen è senza dubbio più pulito, anche se non ancora ai livelli di Cleanlooks (clone Qt di Clearlooks per GNOME). …adesso però vogliamo sistemarlo l’altro ridicolmente classico metodo, l’accidenti di padding?

_~^°Oo MiCrOsOfT mIgRa lE uTeNzE LiVe a WoRdPrEsS oO°^~_

wordpressSapete tutti che sono un fan di WordPress (del resto è una delle componenti principali di pollycoke), ancora di più da quando Automattic ha annunciato di aver trasferito marchio e logo di WordPress alla WordPress Foundation (qui il post di Alessandro).
Oggi commento un annuncio che da un lato spiazza, dall’altro è una conferma della qualità senza paragoni della piattaforma di blogging che ho scelto anni fa e che continuo a consigliare: Microsoft ha deciso di migrare le utenze da Live Spaces a WordPress (post di Emanuele Rampichini).
Dal punto di vista tecnico credo che a riguardo non possano esserci dubbi o perplessità da parte di nessuno: rispetto a Live, WordPress è indubbiamente un grosso passo avanti per chiunque abbia intenzione di esprimersi attraverso un blog; ma strategicamente parlando, Microsoft ha rinunciato ad una imponente parte della sua offerta, specialmente considerando che, a quanto è stato detto, dietro non c’è un accordo finanziario.
Beh, auguri ad Automattic/Wordpress per i milioni di nuovi utenti guadagnati, li accogliamo α bRαcCiα αPeRte ;)

Ubuntu alla openSUSE Conference. Si, come no.

Da una segnalazione di Dave in SocialBox: “Dear Ubuntu Community Council members, on behalf of the openSUSE Board, I would like to extend this invitation to you and your community to join us at the openSUSE Conference in Nuremberg, Germany October 20-23, 2010.. Con queste parole la comunità di openSUSE ha invitato Mark Shuttleworth e la comunità di Ubuntu a partecipare all’openSUSE Conference che si terrà a Norimberga. Questa conferenza è intitolata ”Collaboration Across Borders” e ha come obiettivo quello di facilitare la cooperazione e l’amicizia tra le varie distribuzioni Linux .”
La sua risposta è stata un “Grazie ma no, grazie. Ho da fare, mando qualcuno, grazie“, abbastanza prevedibile se ci pensate. Avrei potuto capire se ad invitarlo fosse stata la dirigenza di Novell – l’azienda sponsor di openSUSE, che però al momento ha ben altri problemi – ma un invito da parte di openSUSE, specie adesso che puzza un po’ di cadavere, lo vedo meglio indirizzato ad organizzazioni più che aziende. Dopo tutto Shuttleworth è lo stesso che qualche anno fa fece notizia con il suo invito finto-naïf agli sviluppatori openSUSE di “unirsi a Ubuntu”…
Ne riparliamo quando (e se mai) si riuniranno Red Hat, Novell e Canonical e decideranno di collaborare sul serio.

Qt in azione sul server grafico Wayland

wayland-analogclockOttime notizie per i pinguini più curiosi: le Qt, le librerie alla base di KDE, sono adesso in grado di girare su Wayland . Lo segnala Nicola Discardi in SocialBox.
Wayland è un progetto relativamente giovane, nato per creare un server grafico leggero e reattivo, facente uso di caratteristiche del kernel Linux quali DRM e KMS. La parte interessante è che il suo sviluppo e la sua ipotetica adozione potrebbero ricevere una spinta decisiva da Intel.
È proprio un impiegato di Intel, Jesse Barnes, che ha pubblicato oggi la schermata che vedete, raffigurante una demo di drag’n’drop e un widget orologio Qt su Wayland. L’obiettivo dichiarato, come riportato tempo fa da Phoronix, è quello di usare Wayland in MeeGo (applausi), il sistema operativo mobile creato in collaborazione con Nokia. Considerando che MeeGo, a differenza di Android, è una vera e propria distribuzione Linux, chissà…

Migrazione a Linux fallita per il cantone svizzero. Perché?

Il cantone svizzero di Soletta, in tedesco Solothurn, si è arreso all’evidenza dei fatti e pare abbia decretato l’abbandono della sua migrazione a Linux, iniziata addirittura nel 2001, che procedeva tra mille avversità e difficoltà di vario genere.
Dieci anni e numerosi problemi dopo, si viene a sapere che tra le cause del fallimento annunciato ci sarebbero non solo problemi interni allo staff e forse in generale di comunicazione, ma anche l’immaturità del software scelto per la migrazione.
Sul primo problema saremmo tentati di sorvolare con l’agilità del menefreghista, anche se in realtà sarebbe auspicabile che simili tentativi fossero portati avanti da gruppi ben strutturati e coesi, non fosse altro che per evitare di danneggiare l’immagine non già esattamente chiara di future migrazioni. Il secondo problema, quello dell’immaturità del software open source… beh quello brucia. A leggere bene però, sono forse state le scelte e i tempi il vero scoglio.

Chi comprerà Novell/Suse? (facciamo una colletta, meglio)

Aggiornamento: Wall Stree Journal riporta che VMWare comprerebbe Suse, i brevetti andrebbero ad Attachmate.
Non è una novità che Novell sia in vendita, o meglio in cerca di un compratore, da ormai parecchi mesi. Ne è stata data notizia in SocialBox (fate una ricerca) e ne ho parlato personalmente in più occasioni.
Il motivo di tanto interesse per le sorti di Novell è duplice: da una parte (Open)Suse, che è una delle distribuzioni enterprise più accreditate e, più frivolamente, forse l’unico vero riferimento per KDE; dall’altra Novell stessa, il cui valore – come sempre più spesso accade – si misura in brevetti registrati e che tanto per dirne una è proprietaria del marchio UNIX, vinto a SCO in una delle più epiche battaglie legali a memoria di pinguino. Tra l’altro Novell è quella stessa azienda che ha stretto una Secretissima Alleanza con Microsoft…
Adesso è spuntato fuori che queste due “parti” sono state divise in altrettante società finalmente pronte ad essere acquisite da compratori che (in puro stile Novell) al momento restano sconosciuti. Sono ovviamente fioccate ipotesi sui potenziali acquirenti: HP? Microsoft? Dell? Oracle? VMWare? E …e se Red Hat comprasse Novell? La posta in gioco è alta.

HTC Desire HD e Z, meglio (e peggio) dell'iPhone 4

HTC ha presentato alcune interessanti novità che riguardano la sua linea di dispositivi Android. L’interfaccia Sense è stata aggiornata (spicca il video editing) ed è nato il portale HTCSense.com.
La principale e più succulenta novità è però la presenza di due nuovi telefoni: il Desire HD e il Desire Z, il primo è la risposta europea all’HTC Evo, il secondo anche, ma con uno schermo un po’ più piccolo e una acclamata tastiera qwerty.
Di tutto questo presentare, a me interessa principalmente il Desire HD, dal momento che in un telefono touchscreen voglio che appunto lo schermo la faccia da padrone… ed è proprio in questa ottica che ho fatto un velocissimo paragone con il sempre presente iPhone.

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