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Migrazione a Linux fallita per il cantone svizzero. Perché?

Il cantone svizzero di Soletta, in tedesco Solothurn, si è arreso all’evidenza dei fatti e pare abbia decretato l’abbandono della sua migrazione a Linux, iniziata addirittura nel 2001, che procedeva tra mille avversità e difficoltà di vario genere.
Dieci anni e numerosi problemi dopo, si viene a sapere che tra le cause del fallimento annunciato ci sarebbero non solo problemi interni allo staff e forse in generale di comunicazione, ma anche l’immaturità del software scelto per la migrazione.
Sul primo problema saremmo tentati di sorvolare con l’agilità del menefreghista, anche se in realtà sarebbe auspicabile che simili tentativi fossero portati avanti da gruppi ben strutturati e coesi, non fosse altro che per evitare di danneggiare l’immagine non già esattamente chiara di future migrazioni. Il secondo problema, quello dell’immaturità del software open source… beh quello brucia. A leggere bene però, sono forse state le scelte e i tempi il vero scoglio.

Chi comprerà Novell/Suse? (facciamo una colletta, meglio)

Aggiornamento: Wall Stree Journal riporta che VMWare comprerebbe Suse, i brevetti andrebbero ad Attachmate.
Non è una novità che Novell sia in vendita, o meglio in cerca di un compratore, da ormai parecchi mesi. Ne è stata data notizia in SocialBox (fate una ricerca) e ne ho parlato personalmente in più occasioni.
Il motivo di tanto interesse per le sorti di Novell è duplice: da una parte (Open)Suse, che è una delle distribuzioni enterprise più accreditate e, più frivolamente, forse l’unico vero riferimento per KDE; dall’altra Novell stessa, il cui valore – come sempre più spesso accade – si misura in brevetti registrati e che tanto per dirne una è proprietaria del marchio UNIX, vinto a SCO in una delle più epiche battaglie legali a memoria di pinguino. Tra l’altro Novell è quella stessa azienda che ha stretto una Secretissima Alleanza con Microsoft…
Adesso è spuntato fuori che queste due “parti” sono state divise in altrettante società finalmente pronte ad essere acquisite da compratori che (in puro stile Novell) al momento restano sconosciuti. Sono ovviamente fioccate ipotesi sui potenziali acquirenti: HP? Microsoft? Dell? Oracle? VMWare? E …e se Red Hat comprasse Novell? La posta in gioco è alta.

HTC Desire HD e Z, meglio (e peggio) dell'iPhone 4

HTC ha presentato alcune interessanti novità che riguardano la sua linea di dispositivi Android. L’interfaccia Sense è stata aggiornata (spicca il video editing) ed è nato il portale HTCSense.com.
La principale e più succulenta novità è però la presenza di due nuovi telefoni: il Desire HD e il Desire Z, il primo è la risposta europea all’HTC Evo, il secondo anche, ma con uno schermo un po’ più piccolo e una acclamata tastiera qwerty.
Di tutto questo presentare, a me interessa principalmente il Desire HD, dal momento che in un telefono touchscreen voglio che appunto lo schermo la faccia da padrone… ed è proprio in questa ottica che ho fatto un velocissimo paragone con il sempre presente iPhone.

Il profeta Mr Ubuntu contro (quasi) tutti

Oggi ho letto un interessante sfogo scritto da Mark “la risposta è dentro di te” Shuttleworth, riportato anche da Barra in SocialBox, in cui Mr Ubuntu risponde alle eterne critiche che gli vengono mosse, ossia di non contribuire abbastanza al kernel Linux e a GNOME, progetti su cui si basa il suo popolare sistema operativo.
La parole da lui scelte per rispondere alle critiche sono abbastanza interessanti, come accade ogni volta che il dittatore benevolente a vita auto-nominato si pronuncia. Tirando fuori grazie ricevute e miracoli, in sostanza reitera quanto Canonical stia insistendo da anni su un investimento in costante perdita e che Ubuntu è un miracolo di generosità, conseguenza diretta di un talento (che si misura in fantastiliardi). Nel suo lungo articolo non manca nemmeno la parabola della famigliola e dell’azienda di 20.000 postazioni (wow) che si affidano con entusiasmo ad Ubuntu.
Queste esternazioni non hanno mancato di fare insospettire alcuni (cfr la discussione in SocialBox), facendo forse perdere di vista il cuore della questione…

Aspettate prima di dire che Nokia è morta…

Da qualche tempo non si fa che dare addosso a Nokia, con la solita argomentazione che se non si decidono a trasformare in realtà tutti i progetti che hanno in cantiere sono destinati a soccombere. Beh potrebbe non essere suonata l’ultima ora per il colosso produttore di telefoni più o meno intelligenti.
Anzi a dirla tutta non sembra che se la stiano passando per niente male. Certo, non mi sento di smentire in toto le stime vagamente apocalittiche di un’azienda potenzialmente in ginocchio se non riuscirà a sfornare una linea di dispositivi in grado di competere con l’eccellenza di Android e iOS, ma stando alle notizie che giungono dal Nokia World 2010 la situazione non è poi così nera. C’è decisamente margine per augurare il meglio ad una delle aziende che più sta investendo nel software libero (Qt, MeeGo, Symbian).
Engadget ha una cronologia di quel che si è discusso durante l’interessante incontro, a cominciare dal volume di affari attuale di Nokia, che con 260.000 unità vendute ogni giorno supera quello di Android e iPhone messi insieme. Ok vabbè, intanto “Utili Nokia a -40%. Symbian3 o MeeGo, ma muovetevi!

Mozilla lancia una Gara internazionale di gioco su web¹

Giusto ieri, in “Il nuovo gioco Valve è un rompicapo. Si chiama Steam per Linux” , si discuteva di giochi sul pinguino, a proposito di una occasione – forse perduta – di avere il più grande distributore di giochi per PC sul treno Linux.
Tra i tanti interessanti spunti che avete tirato fuori nei numerosi commenti, mi aspettavo che prendesse più piede in particolare il ruolo che avranno due nuove “impreviste” piattaforme di gioco: i dispositivi mobili (iOS, Android) e i giochi via Web.

Il nuovo gioco Valve è un rompicapo. Si chiama Steam per Linux

Non pochi pinguini usano la propria Linux box per giocare. Non parliamo di gente che vive per giocare (e per fortuna ^^) ma abbiamo la nostra brava dose di giochi nativi, siano essi proprietari o liberi, a partire da Quake II e i suoi mille derivati. Non mancano giochi recenti resi liberi in seguito a scelte illuminate di qualche software house indipendente, abbondano inoltre emulatori e – per i più impuri – Wine permette di eseguire giochi scritti per Windows.
Eppure qualcosa di molto più grosso si muove, o meglio sembrava muoversi. Valve, l’azienda più affermata nel campo della distribuzione di giochi su PC, dopo aver flirtato per anni con un fantomatico port per Linux del suo software di punta, Steam, ha annunciato di non aver alcun piano per Linux (ecco il post di cathan19 in SocialBox). Da una parte negano che ci sia e che ci sarà mai, quando una versione preliminare c’è eccome e qualcuno è riuscito ad avviarla. Dall’altra pubblicano istruzioni per usare Steam su Linux grazie a Wine oppure cercano sviluppatori. Che significa tutto questo?
Secondo alcuni può significare due cose: o Valve si “accontenta” del mercato Windows e Mac, oppure vogliono tenere segreti dettagli e scadenze del loro coinvolgimento. Io resto tiepidamente fiducioso, però propendo per una terza ipotesi: le intenzioni iniziali c’erano, poi si sono resi conto che le difficoltà erano più del previsto e che… posso dirlo? Forse il gioco non valeva la candela.

Oracle America contro Google Android (e tutti gli altri)

Tra uno spritz e l’altro, avrete già sentito qualcosa riguardo a come Oracle stia delineando le sue aggressive strategie di mercato dopo la non più recente acquisizione di Sun Microsystems e con essa gran parte del software libero che usiamo tutti i giorni.
Per dire, pollycoke funziona non solo grazie all’Amore, ma anche MySQL, che adesso è di Oracle esattamente come OpenSolaris, Java, OpenOffice.org e tutta una serie di altri progetti che dipendono in qualche modo dalle sue scelte (perfino parti di GNOME). Insomma mentre voi vi ubriacavate, in SocialBox c’era fermento: qualche giorno fa è stato segnalato da GNAM (e poi anche da ZioVic) che Oracle ha citato Google, per Android. Giusto prima di una segnalazione di Alessandro secondo cui Oracle stia suicidando OpenSolaris… Che succede allora?

Canonical non vuole forkare GNOME (ma lo sta facendo)

Piccola premessa amorosa: so che ne parlo spesso ma ne vado molto fiero: la SocialBox continua a crescere come sezione più interessante, equilibrata e aggiornata di pollycoke :) Se non lo avete ancora fatto, iscrivetevi, partecipate e abbonatevi al Feed RSS. Grazie a tutti voi! :*
Qualche ora fa ho appunto letto una interessante segnalazione, di Amon Paike, riguardo ad una questione da me accennata in precedenza in “Ubuntu Light e Unity… lo chiamiamo fork?“. Non sono l’unico a pensare al termine fork per descrivere il lavoro che sta svolgendo Canonical su GNOME: anzi sono sempre più fondati i sospetti che lo GNOME che vedremo in Ubuntu sarà profondamente diverso da quello che ci presenteranno le altre distribuzioni. È in questo contesto che si inserisce un’intervista in cui Jono Bacon smentisce piani di forkare GNOME.
Beh a parte il fatto che non lo verrebbero certo a dire candidamente, in fondo il punto non è questo. Fork o non fork resta il fatto che Canonical/Ubuntu sta proponendo e implementando innovazioni e cambiamenti che vengono spesso rifiutati da RedHat/GNOME, che da parte sua con GNOME Shell segue una linea di sviluppo che allo stato attuale non viene presa in considerazione da Canonical. Il risultato finale è comunque che lo GNOME di Ubuntu potrebbe non essere differente dallo GNOME ufficiale. E a noi sta bene.

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