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KDE ha bisogno di dettagli come questo

Questo segnalato da Sebastian Kügler è un dettaglio che potrebbe passare inosservato… Male! KDE ha un bisogno esagerato di questi ritocchi apparentemente insignificanti.
Notate la sottile differenza tra (old) e (new) nell’immagine qui a fianco? Bene, moltiplicate per dieci-cento-mille una banalità come la mancata ombreggiatura sui caratteri dell’orologio e avrete la misura di quanto dilettantesco possa apparire KDE agli occhi di chi viene da Mac OS X o perfino Windows.
È questa la strada giusta, non l’inutile effetto wow a tutti i costi, così come dico ormai da anni che un’altra urgentissima (quanto triviale) area di miglioramento è costituita da padding e allineamento del testo in tutto Oxygen:  schede, pulsanti, barre, testo… Ne va della coerenza visiva di un desktop che, sulla carta, potrebbe essere uno dei più avanzati al mondo.

Wikileaks: informazione aperta e libera Storia

WikileaksDovevano toccare le note della cronaca nera per interessare l’opinione pubblica italiana: “il Giallo sulla morte di Calipari/Motolese/Eccetera si infittisce” e finalmente scatta l’audience sul nome Wikileaks.
Elsa Morante scriveva che la Storia è “uno scandalo che dura da diecimila anni”, io aggiungo che negli scorsi diecimila anni non abbiamo avuto gli strumenti di adesso, grazie ai quali è possibile incoraggiare la scrittura di una Storia attendibile. In attesa di crogiolarsi alla vista del plastico di Bagdad da Bruno Vespa infatti, almeno sarà passato il messaggio che si può aggirare il blocco censorio imposto a tutti i livelli dalla cultura egemone.
Una società migliore passa attraverso l’apertura e la trasparenza, siano esse la scelta – spesso discussa in queste pagine – di utilizzare software e formati aperti, o la sfida di ricercare la verità e l’informazione a discapito di chi vuole tenerci buoni a colpi di Grande Fratello.

Considerazioni sulle novità di Mac OS X Lion

mac os x lionIeri c’era la Messa.
Chi di noi (mi auto-includo per motivi storici) fosse mai stato tentato di liquidare le attesissime rivelazioni di Steve “Air” Jobs con una semplice battuta sarcastica, ha imparato col tempo a ricredersi. Snobbare un fenomeno di portata planetaria che ha ripercussioni socio-culturali con atteggiamento di superiorità non porta mai a nulla di pratico e ricorda anzi l’atteggiamento di chi snobba il software libero… Molto più efficace osservare e cercare di capire.
Osservare però fino ad un certo punto, e solo nel significato di tenere d’occhio: dal momento che non sono credente e men che meno ortodosso, io ieri la Messa non l’ho seguita, però oggi ho avuto una mezz’ora per guardare la parte che in qualità di pinguino curioso mi interessava maggiormente: le anticipazioni sulla venuta di Mac OS X Lion. E beh, per un pinguino ci sono tante considerazioni da fare…

Microsoft contro OpenOffice.org (e la coerenza)


Voglio dare un po’ più di eco a questo video segnalato da Patrizio, e aggiungere anche una piccola osservazione: in mezzo a tanti messaggi spudorati e ai trucchetti di marketing spicciolo, questa pubblicità ha senza dubbio anche un nocciolo di verità. OpenOffice.org continua ad essere visto un po’ come un clone scalcinato di Microsoft Office, specialmente per i problemi di compatibilità con i formati di Office.
Piuttosto che una pecca di OpenOffice.org però, non è forse lo stesso controproducente e ormai impraticabile protezionismo di Microsoft la causa di tutto ciò? Mentre aspettiamo che LibreOffice assuma un respiro più comunitario di quanto avrebbe mai potuto fare OpenOffice.org, non possiamo far altro che invocare provvedimenti illuminati da parte della UE e augurarci la realizzazione pratica di tutti i proclami delle istituzioni che teoricamente favorirebbero il formato ODF.

Novità di Ubuntu 10.10 "Maverik Meerkat"

La nuova versione di Ubuntu è stata appena pubblicata, in un simpatico cortocircuito chiamato 10.10, con il nome in codice di Maverick Meerkat, che è anche la nuova mascotte che prende il posto della Lince della vecchia versione.
Inizia dunque ufficialmente la simpatica e abituale caccia all’avvistamento del mirror e dei torrent più veloci per scaricare con slancio ormonale (post di GNAM e commento di Marco Persinger). Nel frattempo può essere utile pregustare alcune delle novità più interessanti della nuova distribuzione.
Ovviamente c’è l’usuale colossale aggiornamento di tutto il software di sistema incluso con la distribuzione e derivante direttamente da mamma Debian, ma i tocchi aggiuntivi di Canonical anche questa volta sono quelli che fanno la differenza, vi mostro quelli che ho trovato più pornografici.

Oh LibreOffice, perché sei tu LibreOffice?

Ho letto più critiche al nuovo nome di OpenOffice.org di quanto sarebbe giusto aspettarsi. In effetti LibreOffice non è esattamente un nome sexy o invitante, ma alcuni si spingono fino a parlare di cattivo funzionamento…
A rigore di logica il fork sarà anche giovane ma il codice è vecchio (fin troppo): distributori permettendo, in teoria LibreOffice funziona esattamente come OpenOffice.org; inoltre il giovanissimo fork ha già il supporto dei principali distributori e sarà incluso nelle prossime versioni di tutte le loro distribuzioni. (come Ubuntu, cfr post di GNAM). Insomma ci vorrà solo un po’ di assestamento.
Il punto è un altro. Se ricordate, si parlava di forkare la “nostra suite d’ufficio” già ai tempi di Sun, per il suo modello di sviluppo dispotico e rigido, ma ora con il passaggio ad Oracle, degna acquirente di Sun (lettura consigliata), OpenOffice.org è davvero nelle mani di nessuno (cfr post di shishimaru). Il succo è: chiamatelo come volete ma nel giro di pochi mesi avremo una suite per ufficio davvero aperta e forse effettivamente differente, la speranza è che una volta svincolati dal controllo di Oracle, potremmo avere un prodotto sviluppato dalla comunità.
Per il resto… “cosa c’è in un nome?” (cit)

Rilasciato GNOME 2.32 …ok ma GNOME 3? [+ Profezia]

gnome-2.32Un po’ in sordina, è stato rilasciato GNOME 2.32 (post di Emanuele Bortolotto), che non apportando nessuna novità eclatante, riafferma in qualche modo il fatto che dovrebbe essere l’ultima versione dell’attuale serie 2.
Lo GNOME 2.32 già presente in Maverick, la prossima Ubuntu, è esattamente quel che ci si aspetta da una fine serie: un sistema stabile e confortevole, seppure con qualche nota magagna congenita. In Maverick spiccheranno la bellezza dell’ultimissimo Radiance, sexissimo seppure sminuito dal sempre improbabile arancione, e i nuovi caratteri Ubuntu, davvero belli… Ne parleremo a suo tempo, per ora la domanda che tutti si sono posti è stata: “dov’è GNOME 3?“, quando e come sapremo qualcosa della nuova forma che avranno i nostri desktop Ubuntu?

Semplificare sempre e comunque (Oxygen)

oxygen-clearlooks-windows-tabsCi eravamo figurati per Oxygen una nuova era grazie a Hugo (cfr “Oxygen: aria nuova. Segnali di vita in KDE?“), che aveva anche iniziato una discussione riguardo al padding dei pulsanti a cui avevo preso parte in “Add more padding :)“, dispensando verità con la stessa generosità con cui abbondo con il dentifricio.
Oggi leggo di nuove evoluzioni, stavolta riguardanti le schede (tab),  da parte di Jaroslaw Staniek, autore di quel che vedete nell’immagine qui riprodotta. Si tratta di una semplificazione effettuata grazie alla rimozione di cornici, un classico metodo per migliorare ogni stile in KDE. Con queste modifiche Oxygen è senza dubbio più pulito, anche se non ancora ai livelli di Cleanlooks (clone Qt di Clearlooks per GNOME). …adesso però vogliamo sistemarlo l’altro ridicolmente classico metodo, l’accidenti di padding?

Ubuntu alla openSUSE Conference. Si, come no.

Da una segnalazione di Dave in SocialBox: “Dear Ubuntu Community Council members, on behalf of the openSUSE Board, I would like to extend this invitation to you and your community to join us at the openSUSE Conference in Nuremberg, Germany October 20-23, 2010.. Con queste parole la comunità di openSUSE ha invitato Mark Shuttleworth e la comunità di Ubuntu a partecipare all’openSUSE Conference che si terrà a Norimberga. Questa conferenza è intitolata ”Collaboration Across Borders” e ha come obiettivo quello di facilitare la cooperazione e l’amicizia tra le varie distribuzioni Linux .”
La sua risposta è stata un “Grazie ma no, grazie. Ho da fare, mando qualcuno, grazie“, abbastanza prevedibile se ci pensate. Avrei potuto capire se ad invitarlo fosse stata la dirigenza di Novell – l’azienda sponsor di openSUSE, che però al momento ha ben altri problemi – ma un invito da parte di openSUSE, specie adesso che puzza un po’ di cadavere, lo vedo meglio indirizzato ad organizzazioni più che aziende. Dopo tutto Shuttleworth è lo stesso che qualche anno fa fece notizia con il suo invito finto-naïf agli sviluppatori openSUSE di “unirsi a Ubuntu”…
Ne riparliamo quando (e se mai) si riuniranno Red Hat, Novell e Canonical e decideranno di collaborare sul serio.

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