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Supporto GNOME alla modalità Touch… ah però!

L’altra sera in un momento di debolezza ho provato il supporto GNOME alla modalità touch e con mia sorpresa ho constatato che funziona “bene”!

L’HP che sto usando è uno di quei cosi con la tastiera che gira a 360 gradi1, in maniera innaturale e raccappriciante… Quando dicevo che l’ho esorcizzato con Ubuntu 20.04 non scherzavo!

2 Aug: aggiunto paragrafo con la doc ufficiale GNOME per tutti i gesti supportati

Gestire i… Gesti Touchpad in Linux

Sì, è la mia mano

In questi giorni ho avuto occasione di verificare che una delle delusioni difficoltà nell’utilizzo di un laptop con Linux è la gestione di GNOME dei gesti per il touchpad. La touchpad.

Suvvia, non mi dite che li chiamate gestures. Se ci fosse al mondo un solo termine che noi italiani professionisti del linguaggio gestuale potremmo fare a meno di importare dall’inglese sarebbe proprio gesture.

Non fatemi fare il patriota ché mi viene innaturale.

Ehi, ma come dite touchpad in italiano?

2 Aug: aggiunta nota con la doc ufficiale GNOME per tutti i gesti supportati

Chiacchierata con gli italiani in Unity

In questi giorni ho avuto modo di scambiare alcune piacevoli chiacchiere con tre pollycoker d’eccezione: Marco “treviño” Trevisan, Stefano “cando” Candori e Andrea “arlecchino” Azzarone.
Entrembi partecipano allo sviluppo di Unity, la nuova interfaccia grafica di Ubuntu, e due di loro saranno anche sponsorizzati da Canonical per partecipare al prossimo UDS, che si svolgerà a Budapest.
Le mie domande sono quelle che un po’ tutti avremmo curiosità di porre (o almeno credo, sono benvenuti altri spunti!). Si è discusso dello stato di usabilità attuale del progetto e di cosa possiamo aspettarci in futuro, quali saranno i loro prossimi contributi e come fare per iniziare a partecipare… senza tralasciare argomenti più politici quali il rapporto di Canonical e Unity con progetti quali Zeitgeist e GNOME 3 Shell.

Su Xfce 4.8 e l'utilità dei progetti "minori"

Stamattina un post di Patrizio ci ha avvisati del fatto che è stata rilasciata la versione 4.8 di Xfce.
Per chi non lo conoscesse, si tratta di un progetto ormai maturo, nato per creare un’alternativa leggera a Desktop Environment come GNOME e KDE; specialmente mirato ad utenti GNOME, in quanto le librerie alla base sono le stesse GTK+ e solitamente le stesse applicazioni chiave, tanto che Xfce è stato spesso percepito (non sempre a ragione) come una versione leggera di GNOME.
Nel suo aggiornamento, Patrizio mi propone di scrivere le mie impressioni su questa nuova versione. Io faccio di più: nonostante non nutra più particolare interesse per Xfce, voglio dedicare all’argomento “progetti minori” un paio di riflessioni.
Sono concetti simili a quelli che già ho espresso parlando di distribuzioni minori, dunque se siete particolarmente suscettibili al tema “salvaguardiamo le biodiversità” …vi consiglio di leggere oltre :P

Ubuntu userà Wayland al posto di Xorg. Gli strisciano.

Mark “Linux ‘R’ Us” Shuttleworth lo ha fatto ancora, così, semplicemente. Prima aveva pianificato di stravolgere l’aspetto di GNOME distribuito con Ubuntu, annunciando non proprio a sorpresa di sostituire la Shell con il progetto Unity di Canonical (cfr “Ubuntu userà Unity anche sul Desktop (C.V.D.)“) e dando così effettivamente vita ad un controverso fork di GNOME.
Non pago, adesso ha pensato bene (post di turycell) di leggere nei miei pensieri e nella roadmap di Nokia e anticipare tutti: farà girare Unity e uTouch (cfr “Ubuntu Unity con uTouch (su tablet Dell)“) non su X.org ma su Wayland. I miei pensieri sono troppo contorti e fuoritema e ve li risparmio, ma la roadmap di Nokia dice che Wayland sarà adottato per MeeGo, l’attesa distribuzione GNU/Linux mobile (cfr “Qt in azione sul server grafico Wayland“).
A questo punto Shuttleworth ha fatto il suo tipico 2+2=5 e ha pensato di adottare Wayland prima possibile. Per me questa coraggiosa decisione ha tutto il senso del mondo, e ora vi dico come e perché.

Ubuntu userà Unity anche sul Desktop (C.V.D.)

Saranno state le recenti rivelazioni che Mac OS X Lion avrà una buona dose di geni di iOS (cfr “Considerazioni sulle novità di Mac OS X Lion“), sarà che c’era un leggero calo di attenzione nei confronti della distribuzione più umana, sarà che la GNOME Shell puzza di morto un bel po’, sarà semplicemente che i tempi erano maturi per compiere il passo decisivo… fatto sta che – come per magia – è appena arrivato l’annuncio ufficiale.
Come laconicamente riporta Andrea Cimitan, il nostro uomo all’UDS che sta praticamente facendo live blogging sulla SocialBox: “Introducing Desktop Unity“, ossia Unity sarà un rimpiazzo per GNOME Shell non solo nella variante Netbook Edition di Ubuntu, ma a partire da Natty anche nella versione Desktop. Insomma si avvera quello che ho pronosticato mesi fa, in “Canonical non vuole forkare GNOME (ma lo sta facendo)” e ancora prima in “Ubuntu Light e Unity… lo chiamiamo fork?” …e non posso che applaudire alla decisione!

Rilasciato GNOME 2.32 …ok ma GNOME 3? [+ Profezia]

gnome-2.32Un po’ in sordina, è stato rilasciato GNOME 2.32 (post di Emanuele Bortolotto), che non apportando nessuna novità eclatante, riafferma in qualche modo il fatto che dovrebbe essere l’ultima versione dell’attuale serie 2.
Lo GNOME 2.32 già presente in Maverick, la prossima Ubuntu, è esattamente quel che ci si aspetta da una fine serie: un sistema stabile e confortevole, seppure con qualche nota magagna congenita. In Maverick spiccheranno la bellezza dell’ultimissimo Radiance, sexissimo seppure sminuito dal sempre improbabile arancione, e i nuovi caratteri Ubuntu, davvero belli… Ne parleremo a suo tempo, per ora la domanda che tutti si sono posti è stata: “dov’è GNOME 3?“, quando e come sapremo qualcosa della nuova forma che avranno i nostri desktop Ubuntu?

"Open Source e Brand Community", pollycoke e uno studio accademico

Il tema di Brand Community è attualmente uno dei più caldi a livello di marketing, nell’era di quel famigerato Web 2.0 fatto di continui rimandi tra aziende, utenti e comunità che avvengono tramite mezzi fino a poco tempo fa sottovalutati come blog e social network.
In una rivoluzione che decenni di associazioni dei consumatori non sono riusciti ad innescare, ormai nessuna azienda che voglia apparire credibile può permettersi di ignorare la forza delle reazioni sociali della propria utenza, specie se queste possono essere infinitamente amplificate cliccando su un semplice pulsante “mi piace” in grado di diffondere consensi o critiche in maniera esponenziale e in alcuni casi virale.
Quanto questo modello di ricerca del consenso possa applicarsi a progetti open source è grosso modo l’oggetto di uno studio di Francesco Catarinozzi, che ha deciso di chiedere aiuto a alla comunità di pollycoke e del software libero italiano in generale, con una mail molto informale che riporto con piacere. Potrebbe essere carino vedersi citati in una tesi :)

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