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Canonical e i codec H.264 in Ubuntu

Un paio di giorni fa, Grigio ha segnalato nella sempre più seguita e interessante SocialBox, la notizia che Ubuntu verrà distribuita con i famigerati codec H.264, molto usati anche da Apple.
I codec in questione sono quelli, chiusi, che forse scalzeranno Ogg/Theora da HTML5, dal momento che sembrano preferiti sia da Apple che da Microsoft e che da altre parti non arriva una risposta chiara, tanto più che Ogg/Theora sarebbe a rischio di minacce legali. Ovviamente dietro tutto questo ci sono gli interessi multi-miliardari delle major, che ve lo dico a fare.
Per questi motivi a molti – me compreso – era parso che ci fosse un incomprensibile schieramento a favore di H.264 da parte di Canonical, cosa che invece non è. Luigi Pasotti ha segnalato questo link ad una intervista in cui viene chiarito che non sarà Canonical a distribuire i codec incriminati, ma alcuni degli OEM che distribuiscono PC con Ubuntu, per cui chi scarica Ubuntu non ci troverà codec che non siano aperti, ma chi compra un PC con dentro Ubuntu è possibile che ci trovi i codec H.264, preinstallati dal distributore.

Apple, Microsoft: chi è meglio per l’open source?

Credo che sia esattamente allineato con il sentimento della stragrande maggioranza di pinguini e amanti dell’open source, questo articolo di Linux Insider che vi segnalo.

Niente di particolarmente nuovo, ma comunque in qualche modo interessante: mi è sembrato indicativo che vi si parli di Apple e Microsoft indicando di scegliere il peggiore veleno per l’open source… e invitando i blogger ad esprimersi in merito.

Beh io non raccolgo, non in quei termini almeno. Il tema merita un po’ di attenzione, ma personalmente a me ispira una riflessione in tono diametralmente opposto. Vediamo cosa succede se cambiamo prospettiva: chi tra Microsoft e Apple è meglio per l’open source? E se fosse semplicemente l’open source ad essere meglio (per tutti noi)?

Internet Explorer sotto la soglia del 60% [+ chicca]

Per la prima volta nella sua storia di dominatore incontrastato, il browser bandiera di Microsoft, Internet Explorer, scivola sotto la soglia del 60% d’uso.
Secondo Net Marketshare non c’è uno specifico browser competitore che sta traendo vantaggio da questa continua perdita d’utenza, nemmeno Firefox: sono quasi tutti in costante leggera crescita, tranne Chrome che continua a guadagnare in percentuali maggiori (seppur ridicole), specialmente rispetto a Safari. Anche io sono ormai soggiogato dalla comodità di Chrome, anche se come sa chi segue pollycoke su Twitter, un suo bug ha causato il blocco del mio conto corrente online -.-
Oltre a qualche considerazione con cui sarete vostro malgrado obbligati a convenire, voglio condividere una chicca: le statistiche dei browser che utilizzate per sfogliare pollycoke :)

Apple vs Google vs Microsoft (bonus: Linux)

Interessante infografic pubblicato da Gizmodo che mostra la “guerra” in atto tra i tre colossi Apple, Google e Microsoft per la conquista del mondo IT.
Tante le considerazioni che si possono fare. L’autore ad esempio mette l’accento sul fatto che Apple e Microsoft siano aziende veterane e che Google le abbia raggiunte e in alcuni casi le abbia superate in… appena una decina di anni di vita.
Noi, da bravi pinguini, notiamo che dietro Google c’è anche la spinta propulsiva di Linux e del software libero, ma il merito è certo di Google. Altro che Canonical, insomma: magari è proprio Google/Linux il binomio vincente. Dopo tutto, l’esuberante Android sta già concretamente portando Linux a milioni di nuovi utenti, e proprio nel segmento in cui si giocherà il futuro dei sistemi operativi.

Netrunner: Ubuntu senza Mono (ma con Wine!?)

Mi sono ritrovato sul sito di questa neonata distribuzione chiamata Netrunner, che non è altro che l’ennesima inutile e dilettantesca derivata di Ubuntu. Già dal suo primo annuncio il team pone come suo principale motivo d’esistere il fatto di essere mono-free, ossia Libera dal Mono (Amen).
Togliendo Mono da Ubuntu si offrirebbe infatti una distribuzione “libera da tecnologia della concorrenza“. Leggendo oltre nell’annuncio scopro anche le solite cose di ogni nuova e inutile derivata, che Netrunner contiene molte applicazioni (esattamente come il 99,9% delle altre distribuzioni esistenti e derivate da Ubuntu) e bla bla bla… e poi che viene con Wine preinstallato. Ha?
Come immaginerete conoscendomi un po’, ritengo Netrunner totalmente inutile e di nessun interesse, però la sua stessa esistenza pone questioni che vale la pena discutere.

Office online? R.I.P. Microsoft (1975-2010)

google-microsoftMicrosoft ha annunciato che rilascerà una versione di Office 2010 online, gratuita e sostenuta solo da pubblicità.
È visto da tutti come un tentativo di risposta alla strategia delle applicazioni web di Google, che con Chrome OS si prepara a sfruttare appieno tutta la potenza di suite d’ufficio e altri applicativi online anche senza interruzioni pubblicitarie. Francamente non so che benefici Microsoft conti di ricavare da questa mossa, visto che Office rappresenta per la società la principale fonte di introiti.
Beh, vedremo. Ovviamente non sarà proprio un R.I.P. Microsoft ok… ma non conosco un acronimo per dire “Lecca la sarda in pace“.

Vecchia bufala, ma gira ancora

Crudi mi ha segnalato questa email (piena di inoltri) che ha appena ricevuto:

Salve a tutti!
Generalmente non invio messaggi di questo genere, ma questo mi è arrivato da un’ottima amica, avvocato, e mi sembra che sia un’opportunità interessante. Lei dice che funzionerà, e FUNZIONA!!! Dopotutto, non c’è niente da perdere!

Perens rincara: via FAT, OOXML, Mono, Silverlight

bruce-perens.jpgImmagino conosciate tutti Bruce Perens [Wikipedia it]
Uno dei grandissimi del software libero e dell’open source (non esattamente la stessa cosa): è stato il primo leader del progetto Debian e autore fra le altre cose del suo installer, ha fondato la Linux Stadard Base, è stato autore della Open Source Definition
Non uno qualsiasi insomma, ma al contrario un esempio di visione coerente e di successo. Ecco dunque cosa ha avuto da dire Perens, analogamente a Jim Zemlin di Linux Foundation, riguardo a Microsoft vs TomTom… Io mi riconosco in pieno!

Installazione da zero di Ubuntu Intrepid Ibex: qualche appunto

Intrepid Ibex - Pollycoke :)Come dicevo, stavolta ho preferito installare Ubuntu da zero. La procedura è stata abbastanza rapida ma non troppo, contrassegnata da qualche intoppo che non ferma certo uno che conosce la distribuzione ma che potenzialmente bloccherebbe un novizio di Ubuntu.
Superati questi intoppi la distribuzione è snella, semplice e accattivante come sempre, anche se mi sono ostinato a preservare le impostazioni degli utente nella partizione /home, cosa che mi limita un po’ nell’esplorazione delle piccole novità legate al nuovo GNOME e ai piccoli dettagli estetici tipici di Intrepid Ibex.

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