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La Borsa di Londra prova Linux con successo

In queste pagine discutiamo spesso di un tema che mi sta molto a cuore: l’adozione di soluzioni basate su Linux in ambito professionale e istituzionale, commentando esperienze – positive o negative che siano – di chi cerca di liberarsi dal monopolio di Microsoft.
Stavolta si tratterebbe del successo, così riporta ComputerWorldUK, della migrazione della Borsa di Londra da Microsoft TradElect (.Net) a Millennium Exchange, basato su Linux, Solaris e database Oracle. Uso il condizionale perché CW-UK riporta che questo è solo un risultato parziale e non ufficiale di un primo test eseguito a pieno carico. Un altro test è previsto per il 23 ottobre. Se tutto andrà per il verso giusto la transizione – iniziata già da tempo e caratterizzata da un attento studio e sviluppo – avrà ufficialmente luogo il 1° novembre.
TradElect sarebbe abbandonato a causa di presunti malfunzionamenti e soprattutto per ragioni di oggettiva superiorità tecnica. I risultati indicano infatti che passando da TradElect a Millennium Exchange, per ogni transazione si avrà un notevole risparmio di tempo. Che la speculazione abbia inizio!

Oh LibreOffice, perché sei tu LibreOffice?

Ho letto più critiche al nuovo nome di OpenOffice.org di quanto sarebbe giusto aspettarsi. In effetti LibreOffice non è esattamente un nome sexy o invitante, ma alcuni si spingono fino a parlare di cattivo funzionamento…
A rigore di logica il fork sarà anche giovane ma il codice è vecchio (fin troppo): distributori permettendo, in teoria LibreOffice funziona esattamente come OpenOffice.org; inoltre il giovanissimo fork ha già il supporto dei principali distributori e sarà incluso nelle prossime versioni di tutte le loro distribuzioni. (come Ubuntu, cfr post di GNAM). Insomma ci vorrà solo un po’ di assestamento.
Il punto è un altro. Se ricordate, si parlava di forkare la “nostra suite d’ufficio” già ai tempi di Sun, per il suo modello di sviluppo dispotico e rigido, ma ora con il passaggio ad Oracle, degna acquirente di Sun (lettura consigliata), OpenOffice.org è davvero nelle mani di nessuno (cfr post di shishimaru). Il succo è: chiamatelo come volete ma nel giro di pochi mesi avremo una suite per ufficio davvero aperta e forse effettivamente differente, la speranza è che una volta svincolati dal controllo di Oracle, potremmo avere un prodotto sviluppato dalla comunità.
Per il resto… “cosa c’è in un nome?” (cit)

Chi comprerà Novell/Suse? (facciamo una colletta, meglio)

Aggiornamento: Wall Stree Journal riporta che VMWare comprerebbe Suse, i brevetti andrebbero ad Attachmate.
Non è una novità che Novell sia in vendita, o meglio in cerca di un compratore, da ormai parecchi mesi. Ne è stata data notizia in SocialBox (fate una ricerca) e ne ho parlato personalmente in più occasioni.
Il motivo di tanto interesse per le sorti di Novell è duplice: da una parte (Open)Suse, che è una delle distribuzioni enterprise più accreditate e, più frivolamente, forse l’unico vero riferimento per KDE; dall’altra Novell stessa, il cui valore – come sempre più spesso accade – si misura in brevetti registrati e che tanto per dirne una è proprietaria del marchio UNIX, vinto a SCO in una delle più epiche battaglie legali a memoria di pinguino. Tra l’altro Novell è quella stessa azienda che ha stretto una Secretissima Alleanza con Microsoft…
Adesso è spuntato fuori che queste due “parti” sono state divise in altrettante società finalmente pronte ad essere acquisite da compratori che (in puro stile Novell) al momento restano sconosciuti. Sono ovviamente fioccate ipotesi sui potenziali acquirenti: HP? Microsoft? Dell? Oracle? VMWare? E …e se Red Hat comprasse Novell? La posta in gioco è alta.

Oracle America contro Google Android (e tutti gli altri)

Tra uno spritz e l’altro, avrete già sentito qualcosa riguardo a come Oracle stia delineando le sue aggressive strategie di mercato dopo la non più recente acquisizione di Sun Microsystems e con essa gran parte del software libero che usiamo tutti i giorni.
Per dire, pollycoke funziona non solo grazie all’Amore, ma anche MySQL, che adesso è di Oracle esattamente come OpenSolaris, Java, OpenOffice.org e tutta una serie di altri progetti che dipendono in qualche modo dalle sue scelte (perfino parti di GNOME). Insomma mentre voi vi ubriacavate, in SocialBox c’era fermento: qualche giorno fa è stato segnalato da GNAM (e poi anche da ZioVic) che Oracle ha citato Google, per Android. Giusto prima di una segnalazione di Alessandro secondo cui Oracle stia suicidando OpenSolaris… Che succede allora?

Mi IllumOS d'immenso: OpenSolaris totalmente aperto?

iIllumOSCosa porta al giorno d’oggi ad imbarcarsi in un progetto così ambizioso come quello di voler creare un ramo completamente aperto di OpenSolaris?
Amon Paike segnala in SocialBox che il team di IllumOS, una dozzina di sviluppatori guidati dall’ennesimo benevolent dictator Garret D’Amore, ha presentato questo nuovo progetto proprio a partire dall’esigenza di rimpiazzare alcune parti chiuse di OpenSolaris: libc_i18n, NFS lock manager, parti di crypto framework e numerosi driver. Iniziativa apprezzata, specie perché è stato mandato un invito alla partecipazione perfino ad Oracle (ignorerà bellamente?) e che non ha mancato di destare la mia attenzione.
Ambizioso perché, sempre secondo il team, IllumOS non dovrebbe essere una “distribuzione” e nemmeno un fork di OpenSolaris, e invece porsi come progetto comunitario, supportato da Nexenta, Belenix e Schillix, che useranno IllumOS come loro base al posto di OpenSolaris. Ovviamente nell’arsenale di IllumOS spicca tutta la tecnologia presa pari pari da OpenSolaris e derivate, come ZFS e DTrace e un sistema di gestione dei pacchetti “neutro”.

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