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Mickos: il Cloud Computing non ucciderà l'Open Source

NetworkWorld riporta alcuni pensieri di Marten Mickos, ex-CEO del famoso database open source MySQL, a proposito di cloud computing e del suo problematico rapporto con l’open source.
L’argomento potrebbe suscitare un “Ma chi se ne frega. Non vedo nuvole. Andiamo al mare.“, visto che non sempre siamo attenti alle implicazioni insite nel demandare sempre più dati alla invadente nuvoletta che ci sovrasta inesorabile. La questione però è spinosa perché noi tutti lasciamo “in giro” con crescente fiducia (spesso molto mal riposta) la gestione dei nostri dati più o meno sensibili e ad esempio ci avvantaggiamo con disinvoltura della comodità delle Google Apps. Ciò nonostante la scomunica di Richard “ego te scomunico” Stallman, che punta il dito sul fatto che molto di quel che usiamo nel cloud sia codice chiuso.
Marten (ti posso chiamare così?) ribalta tutto ciò e dice che il cloud computing potrebbe essere una risorsa per l’open source con un semplicistico “basta che l’open source entri nel cloud computing”. Ah beh, chi l’avrebbe detto che bastava così poco… Ad ogni modo, ho paura a chiedermi quanti di voi seguano le indicazioni di Stallman sulla questione. Immagino ben pochi!

Stallman vs iPad, Bill Gates, Facebook e tutto il resto

Richard Stallman è il nostro eroe spettinato preferito (cfr “In difesa di Stallman, la Libertà e GNU/Linux“): sviluppatore, creatore del progetto GNU, ideatore della licenza GPL e del concetto stesso di Software Libero, con tutte le sue filosofiche implicazioni etiche e morali… Ultimamente è più che altro un divulgatore, e come tale è stato di recente invitato in Italia.
Una cosa che incuriosisce della sua longeva attività missione di divulgatore del software libero è la caparbietà con cui da decenni ripete la stessa scenetta di Saint iGNUcius e le stesse quattro libertà fondamentali, rimanendo arroccato su posizioni ormai in apparente scollamento con la realtà e scagliandosi contro una lunga lista di minacce a tali libertà. In questa intervista (segnalata da Vito in SocialBox, grazie!) disapprova principalmente l’iPad di Apple, da lui rinominata “iBad”, ma non risparmia frecciate a Bill Gates e il suo “impero costruito sulla pelle delle libertà civili” o alle violazioni della privacy da parte di Facebook (su cui però la FSF ha una pagina personale).
Ad un personaggio capace di rendere credibile una frase come: “Il software proprietario è figlio di un sistema coloniale“, cosa si può dire? Noi pinguini possiamo non essere sempre tutti d’accordo con lui ma, anche con un velo di imbarazzo, non abbiamo altra scelta che ammirarlo: il suo è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo!

In difesa di Stallman, la Libertà e GNU/Linux

Richard RMS StallmanCredo che mai come oggi ci sia stato bisogno di parlare di Richard Stallman e di chiarire alcuni punti dell’immensa visione che quest’uomo ha avuto e ci ha regalato e, perché no, alcuni punti della sua personalità che si prestano a interpretazioni “forzate”. Mi sento obbligato a scrivere.
Non ho intenzione di farvi la storia della sua vita, perché non sono un agiografo e perché francamente non me ne frega niente. Potete consultare alcune tappe importanti della sua vita sulla sua pagina su Wikipedia, l’enciclopedia libera fondata sui principi da lui stesso espressi…
Voglio cominciare parlandovi di un preciso momento nella sua vita, un attimo fatale in cui folle di neuroni si sono date appuntamento per concepire qualcosa di sovversivo, romantico e disperatamente idealista: la nascita di GNU.

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